lunedì 22 dicembre 2014

CONDOMINIO: SE L’AMMINISTRATORE NON È DILIGENTE PUÒ ESSERE CACCIATO


Molti nostri lettori ci scrivono riferendoci diversi casi in cui il loro amministratore di condominio si sarebbe reso colpevole di errori, ritardi, inosservanze di leggi, del regolamento condominiale e delle delibere dell’assemblea. Tutti, in buona sostanza, chiedono quali iniziative dovrebbero assumere per tutelare se stessi ed il condominio da queste “manchevolezze” e, in particolar modo, se e come sia possibile revocare l’amministratore che si rende responsabile di comportamenti (attivi od omissivi) non corretti. Ho pensato quindi di darvi qualche utile indicazione…

mercoledì 17 dicembre 2014

CYBERBULLISMO: UN LATO OSCURO DELLA RETE


Purtroppo le cronache attuali riportano, pressoché quotidianamente, episodi più o meno riprovevoli e drammatici di cyberbullismo, ossia un fenomeno sociale particolarmente diffuso soprattutto tra gli adolescenti e consistente in atteggiamenti e comportamenti finalizzati ad offendere, spaventare, umiliare ed intimidire la vittima prescelta tramite i mezzi elettronici quali, ad esempio, la posta elettronica, i messaggi sms e mms ed i social network, oltre alla messaggeria istantanea (nota ai più come chat), i blog ed i siti web. Tale fenomeno si è sviluppato negli ultimi anni per ovvie ragioni, dal momento che nell’era della comunicazione 2.0 basta davvero poco per raggiungere ogni lato del globo con post, tweet, commenti e simili, usando internet, più o meno volontariamente, come una vera e propria cassa di risonanza. Credo allora utile analizzare nel dettaglio i profili giuridici di questo fenomeno…

lunedì 15 dicembre 2014

DIVORZIO DIFFICILE: CAPITA CHE IL GIUDICE SI COMPLIMENTI CON GLI AVVOCATI


Non accade così spesso, specialmente quando i complimenti arrivano da un giudice. Eppure qualche giorno fa mi è capitato proprio questo. Non farò nomi ma credo che raccontarvi quanto mi è accaduto sia utile a tutti i colleghi avvocati che in questo periodo vorrebbero abbandonare la professione e dedicarsi a qualsiasi altra cosa che non sia la pratica del diritto. Certo, una volta tanto, in nome dello stile si potrebbe mandare al diavolo la privacy ma proprio non si può e, allora, vi basti sapere che c’è ancora qualcuno che il lavoro degli avvocati è capace di apprezzarlo. Quel lavoro che non si limita allo studio delle questioni processuali, delle norme contenute nelle leggi ma che va un po’ oltre, specie quando si tratta di famiglia e bambini e a prescindere dal compenso che, per inciso, nella circostanza è stato solo simbolico. Quell’approccio un po’ diverso che alla Facoltà di Giurisprudenza non insegnano ma che il volontariato, negli uffici dei giudici minorili, un pochino ti aiuta ad apprendere in modo silenzioso, ogni giorno, attraverso l’osservazione di tutti i soggetti coinvolti: famiglie, avvocati, magistrati, psicologi e assistenti sociali. Beh, devo dire che francamente ho provato piacere, specialmente sapendo quanto fosse apprezzabile la fonte di quel complimento. In breve, voglio raccontarvi questa storia… 

venerdì 12 dicembre 2014

I LOVE SHOPPING: SE COMPULSIVO RISCHI LA SEPARAZIONE CON ADDEBITO


Il nostro blog si occupa spesso di tematiche delicate e impegnative prendendo spunto, il più delle volte, da quanto richiesto dai nostri lettori. Tuttavia, considerato il periodo storico particolarmente difficile, appena stemperato dal clima natalizio, ho pensato di alleggerire la lettura dedicando qualche riflessione giuridica su un argomento che mi ha fatto sorridere. L’occasione mi viene offerta da una pronuncia della Corte di Cassazione dello scorso anno, che mi è capitato di leggere per puro caso sul web e che ho approfondito soprattutto in ragione del fatto che io stessa potrei ritrovarmi, per inclinazione e per natura, in una situazione simile a quella dalla quale ha tratto origine la pronuncia in questione. Devo confessare, infatti, di essere molto sensibile al fascino dello shopping, tanto che quando ho letto la pronuncia della Suprema Corte non ho potuto esimermi dal riflettere sulla sottile linea che, ahimè, separa il vizio controllato dall’ossessione. Ma vediamo meglio nel dettaglio…

mercoledì 10 dicembre 2014

STRISCE BLU: VERBALE ANNULLABILE SE IL COMUNE NON GIUSTIFICA L’ASSENZA DI PARCHEGGI GRATIS


Sono trascorsi diversi mesi da quando mi sono occupato dell’argomento “strisce blu” e del proliferare incontrollato dei verbali emessi a carico dei malcapitati automobilisti. Molti dei nostri cari lettori si ricorderanno che, in tale occasione, mi ero soffermato sul fatto che la sosta delle auto sulle strisce blu oltre l’orario regolarmente pagato, non doveva essere punita con sanzione amministrativa, bensì solamente mediante il saldo della tariffa non corrisposta, così come indicato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Oggi torno sull’argomento, ponendo questa volta l’attenzione su una recente pronuncia della Corte di Cassazione, nella quale i giudici hanno ribadito i confini entro i quali, nelle città, le zone delimitate da strisce blu per il parcheggio possono ritenersi legittime. Ritengo, infatti, che le informazioni a tutela dei diritti dell’automobilista non siano mai abbastanza, ancor di più se si considera che ormai, in molte città, la probabilità di trovare aree di sosta non a pagamento è diventata pari a quella di fare 6 al superenalotto! Nel caso di mancato pagamento del contributo richiesto per la sosta, pertanto, il rischio di trovare sotto il tergicristallo della propria autovettura il famigerato verbale di contravvenzione, è piuttosto frequente. Ma il Comune può contravvenzionarci se nelle vicinanze non ci sono aree di parcheggio libero? 

martedì 9 dicembre 2014

DELEGA CONDOMINIALE: QUALCHE CONSIGLIO PER NON COMMETTERE ERRORI


Rispondendo ad una nostra lettrice di Roma oggi mi occuperò della questione delle deleghe che vengono conferite ad un soggetto per farsi rappresentare all’assemblea condominiale. Tale questione è spesso sottovalutata, nell’errata convinzione che si tratti di un atto “semplice” e di uso comune; in realtà, a ben guardare, ci sono aspetti pratici e giuridici che è opportuno conoscere per non commettere errori. Ho pensato, quindi, di ripercorrerli partendo dall’esame del quesito che ci ha sottoposto la signora Marta. La nostra lettrice, avendo ricevuto la convocazione a partecipare all’assemblea del condominio in cui abita e non potendovi partecipare perché fuori città, avrebbe intenzione di delegare la sorella, anch’ella proprietaria di un’altra unità immobiliare nello stesso edificio, che, tuttavia, ha manifestato opinioni diverse su come esprimersi e votare in relazione ad alcuni punti posti all’ordine del giorno. Chiede, quindi, come dovrebbe comportarsi per non pregiudicare la propria volontà di espressione e giudizio pur delegando altro soggetto. 

mercoledì 26 novembre 2014

ASSICURAZIONI: I CLIENTI SONO DELL’AGENTE O DELLA COMPAGNIA?


Paolo D. mi ha scritto sottoponendomi proprio la domanda che segue: può un agente plurimandatario di una compagnia trasferire il proprio portafoglio clienti ad altra compagnia senza correre il pericolo di un contenzioso? Per coloro che hanno dimestichezza con la materia assicurativa è facile comprendere la portata dell’argomento e l’importanza della questione che ha sollevato e solleva ancora non pochi dibattiti. Tuttavia, è necessario, per i lettori che al contrario non conoscono il linguaggio delle assicurazioni, chiarire con parole semplici il senso del quesito. Accade spesso, di recente più che in passato, che un agente assicurativo, vale a dire il soggetto cui solitamente ci si rivolge quando sorge la necessità di stipulare un contratto assicurativo, una volta sciolto il rapporto che lo lega con la sua mandante, ovvero l’impresa di assicurazioni con la quale ha siglato il contratto di agenzia, tenti in tutti i modi di traghettare verso la nuova o le nuove compagnie assicurative, con cui ha intrapreso il rapporto di collaborazione, tutti i propri vecchi clienti offrendo loro condizioni più vantaggiose. Nessun agente, infatti, accetta di buon grado di perdere il complesso tessuto di relazioni che ha creato nel corso del tempo con fatica e impegno. Tale pratica, ahimè, è però decisamente pericolosa e considerata dalla più recente giurisprudenza anche illegittima perché … 

lunedì 24 novembre 2014

DANNATO PAVÉ! SE CADI PERCHÉ DISSESTATO IL COMUNE TI RISARCISCE


Qualche tempo fa, ad una nostra cliente è capitato di imbattersi in una brutta avventura. A causa della pavimentazione stradale dissestata, e in particolare dopo aver appoggiato il piede su un massetto di pavé apparentemente in ordine ma risultato poi traballante, è rovinosamente scivolata e caduta a terra. A seguito di tale evento la signora ha riportato lesioni sia alle gambe, sia al volto di un certo rilievo, particolarmente fastidiose anche in ragione dell’età, non più giovanissima e dunque con una capacità di recupero delle funzioni motorie assai più lenta rispetto ad un individuo di giovane età. Questo episodio, purtroppo, si aggiunge ad una lunga, anzi lunghissima, serie di accadimenti simili, tale per cui, ormai, nel corso degli anni si è consolidato un orientamento giurisprudenziale costante volto a sensibilizzare gli Enti locali alla corretta e periodica manutenzione del manto stradale, pena la condanna al risarcimento dei danni patiti dagli utenti della strada, specie quando tali circostanze risultano occulte anche ai più avveduti. In tal senso, la Corte di Cassazione ha recentemente confermato il principio per il quale spetta al Comune l’onere di adoperarsi affinché il manto stradale sia manutenuto in condizioni di sicurezza per i cittadini. Ma vediamo ora nel dettaglio i risvolti giuridici della questione… 

venerdì 21 novembre 2014

SICUREZZA ALIMENTARE: NUOVE ETICHETTE IN VISTA DI EXPO 2015


Il prossimo 13 dicembre entreranno in vigore nuove norme comunitarie che disciplineranno l’etichettatura dei prodotti agroalimentari. L’introduzione di queste regole porterà indubbi vantaggi al consumatore ma non attuerà ancora in pieno quell’obiettivo di sicurezza, giusto e doveroso, che a gran voce viene declamato tra le finalità di Expo 2015. Per tutti coloro che ancora non lo sapessero ricordo che tale manifestazione si pone come obiettivo primario quello di stimolare il dibattito sull’alimentazione e sul cibo e tra tutti gli argomenti che verranno affrontati spicca indubbiamente quello sulla sicurezza alimentare. Un tema che riguarda naturalmente tutti gli individui poiché è interesse di ognuno di noi consumare cibo sano e ben conservato avendo la possibilità di scegliere gli alimenti anche con riguardo ai loro valori nutrizionali, alla loro provenienza, produzione e distribuzione. In questi giorni, peraltro, il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali ha messo a disposizione, sul proprio sito, un questionario per esprimere pareri e fornire suggerimenti appunto con riguardo alle etichette alimentari. L’auspicio è che i risultati di tale pregevole iniziativa vengano poi effettivamente presi in considerazione per la formulazione della Legge di attuazione del Regolamento comunitario che a breve entrerà in vigore. In che modo, dunque, cambieranno le etichette?

lunedì 17 novembre 2014

MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA: MARITO ALLONTANATO ANCHE SE SUL PROFILO FACEBOOK DELLA MOGLIE SEMBRA ESSERE TUTTO TRANQUILLO


Traggo spunto da una recente sentenza della Corte di Cassazione penale, per affrontare ancora una volta il delicato argomento dei maltrattamenti in famiglia, già trattato di recente dalla dott.ssa Roberta Bonazzoli in relazione, tuttavia, a una questione processuale diversa. Purtroppo il tema è sempre attuale e spesso preponderante nelle notizie di cronaca nera. A onore del vero e spezzando una lancia in favore delle forze dell’ordine e dei giudici meneghini posso dire che nell’ipotesi di denunce di maltrattamenti fisici o psicologici, posti in essere all’interno della famiglia, e ancor più in presenza di minori, la reazione delle Autorità milanesi è quasi sempre tempestiva. Ciò, sia nell’applicazione di misure finalizzate alla protezione immediata delle persone maltrattate e, quindi, di per sé deboli, sia nella punizione del fatto-reato valutato con maggior gravità laddove perpetrato, appunto, all’interno del nucleo familiare. Per la nostra esperienza, quindi, specie nei casi in cui la denuncia sia accompagnata dall’intervento di un avvocato, occorre sottolineare che sia le forze dell’ordine che ricevono le denunce sia le Autorità preposte all’applicazione dei provvedimenti, assumono in genere un atteggiamento serio e veloce ma, soprattutto, teso a non sottostimare certe condotte a prescindere anche dalle apparenze di serenità che emergono ad esempio, da un profilo personale su Facebook. La decisione in questione è, dunque, un’utile occasione per esaminare quali siano i comportamenti puniti e in che modo il nostro ordinamento può intervenire a tutela dei familiari maltrattati…

venerdì 14 novembre 2014

FAVORISCA PATENTE E LIBRETTO! SE IL PROPRIETARIO È DIVERSO DAL CONDUCENTE SCATTA LA MULTA (FORSE)


Nel web impazza la notizia. Non c’è quotidiano giuridico e di informazione che non ne abbia parlato sia prima della data del 3 novembre sia successivamente per rimarcare le conseguenze, vale a dire le sanzioni, in caso di fermo da parte delle Autorità che scatteranno tuttavia a partire dal 4 dicembre prossimo. Il post di oggi è, pertanto, dedicato ai lettori che ci hanno chiamato o ci hanno scritto per chiederci chiarimenti sulla norma che stabilisce l’entrata in vigore dell’obbligo di effettuare tempestiva comunicazione alla Motorizzazione in caso di affidamento dell’auto ad un soggetto diverso da quello indicato appunto sul libretto. Si tratta in sintesi di una sorta di intestazione temporanea, annotata sul libretto, che dovrebbe avere il pregio di fornire certezza con riguardo al soggetto che pone in circolazione un veicolo vale a dire di identificazione del conducente, utile sia in caso di incidente stradale sia in caso di contravvenzione alle norme del codice della strada per punire l’effettivo contravventore. Senza pretesa di esaustività e, soprattutto, senza che ciò possa costituire un incentivo al raggiro della norma, che a mio avviso si ripropone uno scopo assai pregevole, cerchiamo di capire bene se l’obbligo è rivolto anche ai familiari e amici dell’intestatario e con quali modalità andrà esercitato.

lunedì 10 novembre 2014

PENSIONE DI REVERSIBILITÀ: MOGLIE ED EX AI FERRI CORTI? INTERVIENE IL GIUDICE


Una recentissima pronuncia della Suprema Corte mi offre lo spunto per approfondire un tema tanto delicato quanto gettonato, ossia la ripartizione della pensione di reversibilità tra coniuge ed ex coniuge, vale a dire tra coniuge (di solito moglie) superstite in base al più recente matrimonio ed ex coniuge poiché dichiarato tale da una sentenza di scioglimento del matrimonio (emessa in caso di matrimonio civile) o di cessazione degli effetti civili del matrimonio (emessa, invece, nel caso di matrimonio civile e religioso al contempo). Per farla breve può accadere che a seguito del decesso di un individuo, percettore di pensione di vecchiaia, moglie ed ex mogli si mettano a litigare con riguardo all’ammontare loro spettante della pensione di reversibilità. In particolare, la Corte afferma, uniformandosi in tal modo alla costante giurisprudenza di legittimità sul punto, che tale ripartizione debba essere effettuata sulla base della rispettiva durata del matrimonio, dunque dividendo sulla base di tale criterio, in percentuale, l’importo della pensione in parola. Ma per comprendere esattamente la portata della decisione in questione occorre innanzitutto capire cosa si intende per pensione di reversibilità e ciò che nel tempo ha stabilito la giurisprudenza in materia… 

giovedì 6 novembre 2014

MINORI VITTIME DI INCIDENTE STRADALE: PER L’INCARICO AL PROFESSIONISTA SERVE L’AUTORIZZAZIONE DEL GIUDICE TUTELARE


Qualche tempo fa mi sono occupata del caso di una sedicenne che, in qualità di pedone, era rimasta vittima di un brutto incidente stradale. I genitori, poco dopo il sinistro, si erano affidati ad un professionista (specialista in infortunistica stradale), non avvocato, per l’assistenza necessaria a ottenere il risarcimento di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali subiti dalla ragazza gravemente lesa (investita da un’auto in corsa, condotta da un neo patentato, all’uscita da scuola). L’incarico di patrocinio era stato firmato dalla sola madre e conteneva condizioni piuttosto onerose a carico del patrocinato (minore e genitori) con riguardo al compenso spettante al professionista in questione, alle ipotesi di revoca e all’esonero da responsabilità in caso di errore. Nel corso del rapporto la madre della minore, nei rari momenti in cui non era costretta a occuparsi, insieme al consorte, della cura della minore, si era, peraltro, resa conto che la gestione della vertenza non la soddisfaceva. Si rivolgeva, dunque, alla sottoscritta per verificare che l’operato del professionista fosse corretto e che l’incarico conferito al medesimo, mediante contratto, fosse valido. Senza entrare nel merito dell’operato del professionista, la sottoscritta rilevava una macroscopica causa di invalidità con riguardo proprio all’accordo siglato dalla madre. L’incarico era, pertanto, annullabile perché … 

lunedì 3 novembre 2014

GINECOLOGA SBAGLIA: IL FETO È MALFORMATO MA NON SE NE ACCORGE E ALTERA L’ECOGRAFIA PER MASCHERARE L’ERRORE


Tra le notizie di cronaca di qualche giorno fa, ho letto del caso di una ginecologa vicentina che, nel tentativo di porre rimedio ad un errore professionale, ha alterato un esame diagnostico con l’intento di occultare le prove della propria imperizia. Il bimbo è nato, purtroppo, privo di una mano e di parte dell’avambraccio senza che i genitori ne fossero mai stati informati e, dunque, con un’invalidità grave che si riflette e si rifletterà in modo importante sul suo benessere psicofisico e quindi sulla sua salute e sulla sua vita futura. Si tratta in pratica di un chiaro esempio di lesione del diritto a una genitorialità cosciente e consapevole dovuta alla carenza di informazione per errore medico. Un caso un po’ diverso da quello che ho affrontato, personalmente, qualche tempo fa ma per certi versi affine. Credo, infatti, che ricorderete la vicenda della donna che dopo essersi rivolta al proprio medico curante per la prescrizione di un farmaco anticoncezionale concepì un bimbo poiché il medicinale in questione era in realtà un modulatore ormonale prescritto alle donne in prossimità di menopausa e, quindi, incapace di inibire il concepimento. In entrambi i casi è stato violato il diritto all’autodeterminazione. Vediamo, giuridicamente parlando, quali sono gli aspetti comuni alle due vicende e quali invece i diritti lesi nel caso vicentino…

mercoledì 29 ottobre 2014

FAMIGLIE IN DEFAULT? SI PUÒ PRESENTARE UN PIANO DI RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO IN TRIBUNALE


Il tempo passa e i dati sono sempre più allarmanti. La crisi economica cresce e anche l’indebitamento delle famiglie italiane ha ormai raggiunto la soglia critica della non onorabilità del debito. Da quando è iniziata la recessione si è parlato a lungo di debito, default, fallimento controllato con riferimento soprattutto agli Stati in crisi, alle banche e alle imprese, dimenticando, tuttavia, che esiste anche l’indebitamento delle persone e delle famiglie che, per taluni aspetti, è grave al pari di quello degli altri soggetti. Quale il rischio per le famiglie? Ovviamente il fallimento, con la differenza che rispetto alle grandi aziende non si ha il “privilegio” di portare i libri in Tribunale e il privato cittadino viene letteralmente spogliato di tutti i suoi beni essenziali, a partire dalla casa. Una soluzione però c’è … 

lunedì 27 ottobre 2014

RATA DEL MUTUO: CARO EX CONIUGE SE NON LA PAGHI COMMETTI REATO


Come anticipato qualche tempo fa, rieccomi ad affrontare il delicato tema del mantenimento in sede di separazione dei coniugi, motivo principe di aspre liti spesso senza esclusione di colpi. L’occasione mi viene servita su un piatto d’argento da una recentissima pronuncia della Cassazione secondo la quale il marito che omette di pagare le rate del mutuo della casa familiare, assegnata alla moglie in seguito al procedimento di separazione, commette il reato di cui all’articolo 570 del codice penale, e quindi, viola gli obblighi di assistenza familiare. I giudici della Suprema Corte sanciscono, dunque, l’importante principio in base al quale tra i mezzi di sussistenza deve essere ricompreso anche l’alloggio familiare. Per capire meglio occorre, però, dare una ripassata alla legislazione in materia ed esaminare più nel dettaglio la vicenda affrontata dai magistrati… 

venerdì 24 ottobre 2014

PIGNORAMENTO DELLA CASA: LA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA METTE I FRENI A BANCHE E FINANZIARIE


Probabilmente molti di voi si ricorderanno quando, tempo fa, mi sono occupato del “Decreto del fare”, analizzando il tema relativo all’impignorabilità della prima casa da parte di Equitalia evidenziando, in particolare, le “nascoste” tutele e clausole di salvaguardia che lo stesso decreto ha previsto e mantenuto in favore dell’Agente della riscossione. Vi ricorderete inoltre che, in un successivo articolo, mi sono anche soffermato sulle conseguenze delle ipoteche iscritte da Equitalia sulle prime case, antecedenti al decreto, e sulle modifiche intervenute per effetto dell’entrata in vigore della normativa. Mi tocca ora ritornare sull’argomento, ahimè spinoso, del pignoramento delle case da parte di banche e finanziarie superando però i confini nazionali: questa volta, infatti, mi soffermerò su una recente e significativa sentenza della Corte di Giustizia Europea che pare, finalmente, voler mettere un freno ai pignoramenti di banche e finanziarie.

lunedì 20 ottobre 2014

SEPARAZIONE GIUDIZIALE: DA QUANDO DEVO PAGARE L’ASSEGNO?


Qualche giorno fa la signora Lucia mi ha contattata telefonicamente per un breve parere riguardante il procedimento di separazione giudiziale che stava affrontando nei confronti del marito Carlo. In sintesi, la lettrice mi ha spiegato che l’avvocato che rappresenta e assiste il signor Carlo sostiene che gli effetti dei provvedimenti provvisori e urgenti, assunti dal giudice alla prima udienza di comparizione personale delle parti, vale a dire nella fase presidenziale del procedimento, non decorrano dalla data della domanda, ovvero del deposito del ricorso, ma dalla data di tale udienza o, al più, dalla diversa data indicata in tali provvedimenti; in altre parole l’avvocato di Carlo ritiene che quest’ultimo debba versare il mantenimento a moglie e figli dal giorno in cui il giudice ha assunto questo provvedimento e non prima. Il difensore della signora Lucia, invece, insiste con il sostenere e conseguentemente richiedere, anche formalmente, che il contributo al mantenimento per moglie e figli, posto a carico del marito, seppur stabilito all’udienza presidenziale, decorra dalla data di proposizione del ricorso contenente le domande connesse appunto alla richiesta di separazione e che, pertanto, gli effetti di tali provvedimenti retroagiscano a tale momento. La signora Lucia mi racconta, dunque, di essere confortata dal proprio legale il quale è certo della sua presa di posizione e vorrebbe agire per il recupero forzoso delle mensilità (ben cinque) che il marito si rifiuta di versare. Un’amica, tuttavia, anch’essa separata, le ha sconsigliato tale azione esecutiva poiché il legale del signor Carlo potrebbe avere ragione. Mi domanda, quindi, se il proprio avvocato abbia colto nel segno o se, invece, rischia di porre in essere un’azione esecutiva ingiustificata e dispendiosa. Vediamo chi ha ragione …

mercoledì 15 ottobre 2014

FUGA DAL RISCALDAMENTO CENTRALIZZATO: È POSSIBILE E CONVENIENTE?


Con la stagione fredda alle porte molti lettori ci hanno scritto ponendoci i più diversi quesiti su come sia possibile distaccarsi dall’impianto di riscaldamento centralizzato e quali siano gli oneri e gli incombenti che gravano sul proprietario di un appartamento che decida di dotarsi di un impianto autonomo. Considerato l’interesse diffuso riguardo a tale tematica e la non facile comprensione, nonostante l’apparenza, di tutti gli aspetti sia tecnici sia giuridici che occorre tenere presenti prima di decidersi ad abbandonare il sistema di riscaldamento centralizzato e dotare il proprio appartamento di un riscaldamento autonomo, ho pensato che un piccolo ripasso e un po’ di chiarezza sull’argomento sicuramente avrebbe aiutato con l’obiettivo di sgombrare il campo da equivoci e da interpretazioni errate della vigente disciplina…

lunedì 13 ottobre 2014

INCIDENTE STRADALE ALL’ESTERO: A CHI E COME CHIEDO IL RISARCIMENTO?


Successivamente alle ferie estive mi capita talvolta di dovermi occupare della complessa questione dei sinistri stradali avvenuti all’estero e tutte le volte, ahimè, il caso che mi si presenta è differente da quello precedente. Districarsi nella materia, decisamente complessa, anche per noi tecnici, non è per nulla facile. Senza alcuna pretesa di esaustività, quindi, vorrei rivedere con voi i principi fondamentali che regolano l’argomento. La difficoltà di gestione delle pratiche risarcitorie in questo caso risiede nel fatto che necessariamente occorre tenere presenti al contempo la nostra legislazione, quella europea sovranazionale oltre che la normativa, regolatrice della materia, del Paese ove il sinistro si è verificato, in un sistema di diritto internazionale e privatistico, dunque, a volte decisamente complesso. Vediamo allora di fornire qualche utile indicazione sulla pluralità di strumenti a disposizione del danneggiato e, perché no, qualche spunto di riflessione …

venerdì 10 ottobre 2014

LASCIARE “FIDO” IN AUTO È REATO DI ABBANDONO


Il nostro blog ha sempre avuto una particolare attenzione verso agli animali, la tutela dei quali è alla base di tutte le disposizioni attualmente vigenti che disciplinano il rapporto uomo-animale, sia per ciò che concerne il loro benessere, sia per la protezione riservata agli stessi. A tal proposito, una recentissima pronuncia della Suprema Corte ci offre la possibilità di approfondire ulteriormente la tematica in parola, dal momento che è stata ribadita, ancora una volta, la rilevanza penale dell’abbandono di un animale in una autovettura, tanto da costituire reato. Ma vediamo meglio nel dettaglio sia la sentenza sia la fattispecie di reato a cui fa riferimento….

lunedì 6 ottobre 2014

FERMO AMMINISTRATIVO: SE ILLEGITTIMO È POSSIBILE CHIEDERE IL RISARCIMENTO?


È noto che il fermo amministrativo è un atto con il quale le pubbliche amministrazioni o gli enti pubblici statali dotati di tale potere (Comuni, INPS, Regioni, Stato, ecc.), tramite i concessionari della riscossione, “bloccano” un bene mobile del debitore, iscritto in pubblici registri (per esempio autoveicoli), o dei coobbligati, al fine di riscuotere i crediti non pagati che possono riferirsi a tributi o tasse (può trattarsi di un credito di varia natura, ad esempio, un mancato pagamento IVA, IRPEF, Bollo auto, ICI, ecc.) oppure a multe relative ad infrazioni al Codice della Strada. Il fermo amministrativo, adottato dalle Pubbliche Amministrazioni sin dal lontano 1973, è certo considerato uno dei modi più odiosi per rivalersi sul contribuente moroso (vero o presunto) perché incide pesantemente sul soggetto impedendogli l’uso di un mezzo di locomozione (auto, moto, furgone etc.) il più delle volte indispensabile all’attività lavorativa e alla vita di relazione.

mercoledì 1 ottobre 2014

ARTICOLO 18: LICENZIO PER ASSUMERE, UN ALTRO ATTACCO ALLO STATUTO DEI LAVORATORI


Gli ultimi dati ci dicono che in Italia il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni è salito al 44,2% (dato più alto dal 1977 ad oggi) e che la disoccupazione generale si attesta al 12,3%. I dati sono a dir poco allarmanti! Cosa fare? Tutti sembrano d’accordo con l’affermare che è assolutamente necessario adottare misure urgenti tese a favorire investimenti in Italia, che bisogna far ripartire la domanda interna e così via. È invece sul “come” che vi sono notevoli divergenze…

lunedì 29 settembre 2014

ARTICOLO 18: LAVORATORE ILLEGITTIMAMENTE LICENZIATO, NELLA STESSA SEDE VA REINTEGRATO

I Vitelloni di Federico Fellini (1953)

Traggo spunto dalle discussioni di questi giorni, in tema di riforma dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori e dell’ormai noto Jobs Act (o Piano per il Lavoro), per affrontare la questione relativa all’obbligo di reintegrazione del lavoratore, che il governo, in linea con le aspettative degli Stati membri dell’Unione Europea e con le legislazioni interne degli stessi, vorrebbe sopprimere, ritenendolo anticostituzionale. Vorrei, in particolare, soffermarmi sul caso in cui questa venga attuata ma in una sede lavorativa diversa da quella originaria. Sulla legittimità di tale modalità di reintegra è tornata, infatti, recentemente la Suprema Corte, che ha, di fatto, confermato diverse precedenti pronunce anche di giudici di merito. Ma non perdiamo tempo e occupiamoci subito del caso analizzato dalla Cassazione…

mercoledì 24 settembre 2014

CONTRATTO DI ASSICURAZIONE, CHE DISDETTA!


"Avvocato, ma secondo lei, è valida la disdetta del contratto di assicurazione fatta tramite fax oppure via e-mail, nel termine pattuito o in quello diverso stabilito dalla legge?" È una domanda, quasi quotidiana, che mi viene rivolta non solo dagli assicurati ma anche dagli assicuratori, sia da parte di quelli che vorrebbero accaparrarsi un nuovo cliente, sia da quelli che, invece, subiscono la disdetta effettuata nei termini previsti dal contratto o dalla legge. La questione non è di poco conto e cercare di fare un po’ di chiarezza indubbiamente aiuta. A mio avviso, tuttavia, non si può fornire una risposta soddisfacente se non si rammentano alcune diposizioni legislative che regolamentano aspetti particolari del contratto di assicurazione. Va poi ricordato che la disdetta è una modalità attraverso cui il contratto assicurativo viene a cessare, che può essere esercitata a ridosso della scadenza dello stesso per evitare il rinnovo tacito, laddove previsto. Ciò significa, innanzitutto, che quando nella polizza non è prevista la clausola del rinnovo tacito il problema non si pone poiché alla scadenza gli effetti del contratto cessano a prescindere dall’invio o meno della comunicazione di disdetta. Anche tale principio, tuttavia, subisce una deroga nell’ipotesi di assicurazione contro i danni. Andiamo, allora, con ordine e cerchiamo di capire… 

lunedì 22 settembre 2014

CONDOMINIO: ACQUA, SORGENTE DI VITA E FONTE DI LITIGI (...QUANDO TOCCA DIVIDERE LE SPESE)


Il problema di come ripartire le spese dell’acqua potabile all’interno di un condominio è annoso e spesso genera dissidi e contrasti tra i proprietari in sede di approvazione del consuntivo. Molti amministratori, dal canto loro, adottano criteri “personalizzati” di ripartizione di questa spesa che non sempre soddisfano i condòmini lasciando aperte diatribe e contestazioni. Il problema diventa ancor più sentito quando nello stabile sono presenti attività commerciali che, per la loro natura, utilizzano l’acqua con maggior frequenza generando, quindi, rilevanti consumi. Si pensi per esempio a tutti gli esercizi commerciali, quali bar, tintorie, ristoranti e pescherie, per i quali l’acqua è un elemento indispensabile. I consumi allora crescono in maniera esponenziale e stabilire in quale modo i relativi costi debbano essere suddivisi tra i partecipanti al condominio diventa un vero dilemma...

mercoledì 17 settembre 2014

MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA: PRONUNCIA SHOCK, NIENTE CARCERE PER L’AGGRESSORE SE…


Soprattutto negli ultimi anni, si registra una vera e propria esplosione del fenomeno della violenza sulle donne, quasi come se si fosse radicata una perversa moda nell’odierna società a rigor della quale un uomo (sempre se di uomo possiamo parlare..) pare si senta autorizzato non solo a perpetrare violenze fisiche nei confronti della propria compagna, piuttosto che madre, sorella o figlia, ma anche psicologiche, atte a creare un clima di paura e sudditanza nelle proprie vittime, sfocianti in un circolo vizioso di sofferenza ed alienazione infinito. Ovviamente essendo donna questa tematica non può non starmi particolarmente a cuore, soprattutto in ragione del fatto che le vittime di questi abusi, nella maggior parte dei casi, non solo si autoconvincono di meritarsi simili inqualificabili trattamenti, ma addirittura si annullano come persone giustificando i propri aguzzini, dimenticandosi che un uomo che alza le mani su una donna altro non è che una bestia, se non peggio. A tal proposito, infatti, una sconcertante recentissima pronuncia della Corte di Cassazione, mi da lo spunto per approfondire questo delicato argomento, soprattutto dal momento che non ne condivido in alcun modo né il contenuto né la ragione ispiratrice. La sentenza in parola, a mio modesto avviso, rappresenta senza dubbio una sconfitta, in quanto annulla l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di un soggetto indagato per il reato di maltrattamenti contro familiari e conviventi (art. 572 del codice penale) per mero formalismo. 

martedì 16 settembre 2014

EXPO2015 GRAFFITI, GUAI IN VISTA PER I MILANESI PROPRIETARI DI CASE E GRATTACAPI PER GLI AMMINISTRATORI CONDOMINIALI


Una giovane amministratrice di condominio, mi ha fatto partecipe di una questione piuttosto spinosa che sta interessando gli edifici condominiali milanesi ubicati nella zona expo e in quelle limitrofe. Mi ha contattato giovedì 11 settembre e mi ha informata di essere stata invitata, per così dire, a un incontro, che si è svolto nella mattinata di ieri, unitamente ad altri amministratori, con l’assessore ai lavori pubblici e arredo urbano, Maria Carmela Rozza, per discutere della delicata questione della manutenzione delle facciate interessate da scritte e disegni che ledono l’immagine e il decoro della città, in vista del prossimo evento internazionale e, soprattutto, in vista dell’entrata in vigore del “Nuovo regolamento edilizio” del Comune di Milano. Alcune delle disposizioni contenute nella normativa comunale prevedono, infatti, l’obbligo, ingiusto e ingiustificato, a carico dei partecipanti al condominio, di provvedere a proprie spese alla ripulitura dei muri imbrattati, da ignoti “writer”, con graffiti ingiuriosi e indecorosi. Insomma, la giovane amica, giustamente ancorata al concreto, mi evidenziava come i condòmini fossero decisamente infuriati, considerato che, di questi tempi, non si riesce a metter mano al portafogli neppure per spese necessarie e urgenti. Per farla breve, la questione mi è entrata dentro e ha cominciato a divorarmi. Vorrei, dunque, condividere con voi, giuridicamente parlando s’intende, i motivi che mi inducono a esprimere il mio disappunto … 

mercoledì 10 settembre 2014

SINISTRO STRADALE: SE UNO STUDENTE RIPORTA GRAVI LESIONI E LA CAPACITÀ LAVORATIVA FUTURA SI RIDUCE, IL RISARCIMENTO È DOVUTO?


I colleghi avvocati che si occupano di responsabilità civile, e in particolare di assistere le vittime da sinistro stradale, sanno molto bene quanto sia difficile, direi quasi impossibile, ottenere in via bonaria, e al di fuori del contenzioso giudiziario, il risarcimento del danno patrimoniale da perdita o ridotta capacità lavorativa futura. Ciò è particolarmente vero laddove il soggetto danneggiato sia un minorenne, studente all’epoca del sinistro. Le compagnie di assicurazione, in tali circostanze, si limitano a respingere ogni richiesta risarcitoria adducendo laconicamente la mancanza di ogni prova sul punto. La realtà è, invece, che qualunque elemento di prova, a supporto della richiesta, venga allegato non viene in alcun modo preso in considerazione! Oggi cercherò, dunque, di spiegarvi il motivo di tale atteggiamento e, soprattutto, quanto sia importante per i nostri assistiti insistere con ogni strumento giuridico a disposizione per ottenere il ristoro che merita una partita di danno tanto importante e, a volte, decisamente cospicua.

lunedì 8 settembre 2014

PROROGA DEL RILASCIO E FONDO PER DISAGIATI: STOP AGLI SFRATTI!


Davvero interessante la questione che qualche tempo fa mi ha sottoposto Bice e che ritengo utile condividere con voi! La figlia trentenne, Antonina, sposata e separata, con due figli minori, ha subito, a causa della crisi economica una compressione dello stipendio che non le consentiva, ahimè, di mantenere le spese dell’alloggio preso in affitto. In virtù di tale situazione, e sapendo che la madre possedeva un piccolo appartamento a Milano, oltre a quello in cui viveva, che da diversi anni aveva concesso in locazione, Antonina ha chiesto appunto a Bice di aiutarla permettendole di vivere nella piccola abitazione, messa a rendita da quest’ultima, consentendole di pagare un affitto commisurato alle sue nuove e più ristrette condizioni economiche. Bice, naturalmente, ben lieta di aiutare la figlia in difficoltà senza, peraltro, rinunciare ad una piccola rendita che unita alla pensione le avrebbe consentito comunque di continuare a godere di un’esistenza più che dignitosa, inoltrava immediatamente disdetta all’inquilino poiché, combinazione, la locazione, stipulata secondo le regole della Legge sull’equo canone (Legge 392 del 1978), era giunta ormai, dopo il rituale rinnovo tacito del quarto anno, alla settima annualità e quindi stava ormai per finire (4 + 4). Bice, nonostante il legittimo diritto, ha avuto una fastidiosa sorpresa e un bel po’ di seccature! Cosa è successo?

venerdì 5 settembre 2014

BAGAGLIO IN RITARDO, SMARRITO O DANNEGGIATO? PASSEGGERO RISARCITO E TUTELATO!


Ci ha scritto ieri Francesco P. raccontandoci delle sue ferie estive trascorse a Marsa Alam, posto incantevole sul Mar Rosso. Scrive Francesco: “Avevo prenotato questo viaggio da tempo, attraverso un noto tour operator, su suggerimento di alcuni amici e conoscenti che vi erano stati, descrivendomi paesaggi stupendi e paradisiaci. Ho trascorso due settimane meravigliose, lontane dallo stress e dall’inquinamento della mia città, rigenerandomi al 100%. Tutto secondo programma, sennonché al rientro…”. Vediamo insieme come è andata a finire e cosa fare nel caso malaugurato in cui, giunti all’aeroporto di destinazione, non ci dovesse essere restituito il nostro bagaglio oppure questo ci dovesse essere restituito in ritardo o addirittura danneggiato. Abbiamo diritto a un rimborso? Se si entro quali limiti?

mercoledì 3 settembre 2014

È POSSIBILE PIGNORARE IL CONTO CORRENTE CONDOMINIALE? L’INCERTEZZA REGNA SOVRANA...


Due recenti pronunce della giurisprudenza di merito hanno portato nuovamente alla ribalta una questione “scottante”, ovvero quella riguardante la possibilità di pignorare il conto corrente del condominio da parte dei creditori insoddisfatti. La questione è divenuta ancor più spinosa dopo l’entrata in vigore della Legge di riforma del condominio (L. 220/2012) che, novellando l’art. 63 delle disposizioni di attuazione del codice civile, dispone espressamente che l’amministratore “…è tenuto a comunicare ai creditori insoddisfatti che lo interpellino i dati dei condomini morosi” (primo comma) e che “i creditori non possono agire nei confronti degli obbligati in regola con i pagamenti se non dopo l’escussione degli altri condomini morosi” (secondo comma). Le due norme generano non pochi dubbi interpretativi: vediamo perché … 

lunedì 1 settembre 2014

VOLO IN RITARDO? SÌ AL RISARCIMENTO SE…



Innanzitutto, un personale saluto ai nostri lettori con l’auspicio che le tanto attese vacanze si siano svolte nel modo migliore permettendovi, soprattutto, di ricaricare le batterie. Non potevo, tuttavia, esimermi dal portare alla vostra attenzione un argomento che, purtroppo, talvolta, interessa i vacanzieri che hanno utilizzato l’aereo come mezzo di trasporto e che, a causa di ritardi o addirittura cancellazioni, hanno subito un danno che ha compromesso parzialmente o totalmente un’esperienza che, di norma, dovrebbe risultare piacevole e svolgersi senza intoppi. Vediamo, allora, quali sono i diritti del passeggero in caso di ritardo del volo, in quali casi si può avere un indennizzo monetario da parte della compagnia aerea e quali sono gli obblighi di quest’ultima nei confronti dei viaggiatori. 

venerdì 29 agosto 2014

L’ERRORE DELL’ASSISTENTE SOCIALE LO PAGA LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE


Come promesso, eccomi di nuovo ad esaminare le caratteristiche professionali e i profili giuridici della figura dell’assistente sociale, allo scopo di soddisfare l’esigenza di informazione che alcuni lettori hanno manifestato nelle loro e-mail specialmente con riguardo al tipo di responsabilità che grava su tale professionista e tenendo ben presente il fatto che il soggetto in questione si trova, di fatto, a svolgere la propria attività in una società in divenire estremamente complessa. Come anticipato nel corso del precedente post sull’argomento, il compito primario dell’assistente sociale sostanzialmente si realizza nel creare un collegamento tra il cittadino bisognoso e le istituzioni, intervenendo materialmente in aiuto dell’utente che necessita di sostegno. I Servizi Sociali, all’interno dei quali opera tale figura professionale, infatti, sono stati creati proprio per intervenire laddove sorgano difficoltà nel vissuto esistenziale di una persona o di una comunità. Vediamo, dunque, insieme quali sono i principi etici su cui si fonda il lavoro dell’assistente sociale e quali sono le conseguenze del cattivo operato del profilo in esame. 

lunedì 25 agosto 2014

RUBANO IN HOTEL, L’ALBERGATORE È RESPONSABILE


Mi auguro che questo periodo di pausa estiva abbia fatto bene a tutti: sia a coloro che hanno avuto la fortuna di viaggiare sia a coloro che, per vari motivi sono stati costretti a restare in città. Per quanto mi riguarda, oltre al riposo del fisico e della mente, ho approfittato di qualche giornata di maltempo per leggere alcune delle domande che continuano ad arrivare numerose. Tra quelle più ricorrenti, in questo periodo, ci sono le richieste relative al comportamento più corretto da tenere, nel caso di permanenza (breve o prolungata) in hotel, con riguardo alle cose, quali ad esempio gioielli, denaro e autovetture, che temporaneamente vengono portate all’interno di queste strutture. In particolare, poi, mi viene chiesto se l’albergatore risponde sempre e comunque del furto avvenuto all’interno dell’albergo e in che misura. L’argomento oltre che attuale è giuridicamente piuttosto interessante. Vediamo perché … 

venerdì 8 agosto 2014

CASSA DI CONDOMINIO SVUOTATA, CHE FARE?


Recentemente il sig. Nello ci ha sottoposto proprio questa domanda, ovvero quale sia il criterio di ripartizione per la costituzione di un fondo finalizzato al pagamento dei fornitori del condominio nell’ipotesi in cui si sia verificato un ammanco dovuto alla sottrazione della cassa da parte dell’ex amministratore e non all’omesso versamento delle quote condominiali da parte dei condomini. La situazione prospettata è comune a molti condomini (molti più di quanto non si pensi). Spesso, infatti, l’assemblea si vede costretta a deliberare un Fondo per far fronte alle morosità o, come nel caso del signor Nello, a un ammanco di cassa determinato dalla “mala gestio” del precedente amministratore poi naturalmente destituito. Lo sgomento dei condomini che si vedono costretti, in tale circostanza, a versare nuovamente quanto già corrisposto per il pagamento di beni e servizi di cui il condominio necessita, è ovviamente notevole. Come si deve regolare, allora, il nuovo amministratore con riguardo alla costituzione del Fondo per sopperire alla carenza di liquidità ed evitare la chiamata in giudizio dei fornitori che giustamente pretendono di essere pagati? Dovrà ripartire le quote per millesimi di proprietà, visto che il debito riguarda indistintamente il condominio oppure utilizzare un altro criterio? 

lunedì 4 agosto 2014

ASSISTENTE SOCIALE: CONOSCERE PER CAPIRE



Nonostante lo spirito vacanziero che si respira in questi giorni, carico di spensieratezza e voglia di godersi un po’ di meritato riposo, non posso esimermi dal rispondere ad una mail ricevuta recentemente da una nostra follower, in particolare dalla Sig.ra Crisia, la quale mi offre la possibilità di affrontare un tema estremamente delicato, finanche spinoso ed emotivamente impegnativo, quale il ruolo ricoperto dagli assistenti sociali in caso di separazione burrascosa tra ex conviventi laddove vi siano figli minori da tutelare. Nella specie, la nostra lettrice chiedeva chiarimenti in relazione non solo al comportamento che i genitori di figli minori devono assumere qualora vengano affiancati e supportati dai servizi sociali, ma anche in ordine alle competenze proprie degli assistenti sociali stessi, chiamati a dover gestire situazioni di conflitto tutelando, primariamente, il benessere dei piccolini. Detto ciò, vediamo come l’ordinamento giuridico ha scelto di regolare tale figura …

giovedì 31 luglio 2014

SE A CAUSA DI UN INCIDENTE SALTA LA VACANZA, HAI DIRITTO AL RISARCIMENTO



Non pensiate che sia un evento poi tanto raro. Anzi, in prossimità delle ferie estive o delle festività natalizie e pasquali tale circostanza può verificarsi (ahimè) con una certa frequenza. E, infatti, questo è proprio ciò che è accaduto, non molto tempo fa, a due donne, entrambe pedoni, delle quali ho assunto il patrocinio, che sono state travolte da un auto mentre attraversavano una strada munita di apposite strisce e, per giunta, regolata da semaforo. Le due poverette a causa di tale sfortunato evento non solo hanno subito lesioni di una certa entità che hanno comportato un periodo di cure piuttosto lungo ma hanno dovuto rinunciare anche alla loro bella e tanto desiderata vacanza in Marocco programmata a cavallo del Capodanno, unitamente ai loro consorti. Chiaramente, dopo avermi documentato l’acquisto del pacchetto, avvenuto in una data molto antecedente al sinistro, e quindi la sussistenza di un danno sia di carattere economico, ovvero patrimoniale, sia di carattere esistenziale (non patrimoniale), per il mancato godimento della vacanza, uno dei quesiti che all’epoca mi è stato giustamente sottoposto è stato appunto il seguente: “caro avvocato, il fatto che non abbiamo potuto godere di questa bella vacanza, ci darà diritto di ottenere il risarcimento dei danni che sia noi sia i nostri consorti, pur non essendo vittime del sinistro, abbiamo subito”?

lunedì 28 luglio 2014

LA PATERNITÀ È PRESUNTA, SENZA LA PROVA DEL DNA


Cambiamo decisamente argomento occupandoci, questa volta, dell’azione giudiziale volta ad ottenere la dichiarazione di paternità e maternità naturale, soffermandoci, in particolare, sul relativo procedimento e sugli strumenti probatori attraverso i quali ne può essere data dimostrazione dinanzi al Giudice. L’occasione per affrontare questo tema mi viene fornita, ancora una volta, dal quesito che recentemente ci ha sottoposto una delle nostre lettrici. La signora Anna ci ha domandato, infatti, se il rifiuto di un padre di sottoporsi al test del DNA, espresso durante un giudizio finalizzato ad ottenere appunto l’accertamento e la dichiarazione di paternità, fosse legittimo e se questo potesse pregiudicare la possibilità del riconoscimento giudiziale. La questione è indubbiamente interessante e mi riporta alla mente una decisione emessa qualche mese fa dal Tribunale di Roma. Cerchiamo, però, di capire innanzitutto cosa s’intenda per dichiarazione giudiziale di paternità (e anche di maternità) …

mercoledì 23 luglio 2014

SINISTRI STRADALI: FACCIAMO CHIAREZZA, CHI PAGA L’ONORARIO DELL’AVVOCATO IN FASE STRAGIUDIZIALE?



La questione è sempre assai dibattuta e lascia spazio a dubbi e interpretazioni sia tra tutti coloro che hanno la sfortuna di imbattersi in un incidente stradale sia tra gli stessi operatori del diritto. Recentemente, peraltro, diversi lettori mi hanno sottoposto, in modo pressoché identico, lo stesso quesito: “… non sono un tecnico e ho la sensazione che non mi stiano risarcendo nella giusta misura. Ma se mi faccio assistere da un avvocato le spese di assistenza chi le paga?” Oppure ancora: “… avvocato la giurisprudenza più recente è ancora la stessa e quindi l’onorario del legale che interviene nella fase stragiudiziale lo paga la compagnia di assicurazione?” Spesso, infatti, gli assicuratori, in virtù di quanto stabilito nell’art. 9, comma secondo, del decreto attuativo (Decreto del Presidente della Repubblica n. 254/2006) dell’indennizzo diretto (disciplinato dall’art. 150 del codice delle assicurazioni) indicano, erroneamente e in modo sommario, che i danneggiati non possono essere assistiti nella fase stragiudiziale da un legale, salvo che accettino consapevolmente di sostenerne in proprio le spese, non essendo previsto il rimborso di tale attività. Sull’argomento appare, dunque, utile un breve aggiornamento e un po’ di chiarezza …

lunedì 21 luglio 2014

OPERATORI TELEFONICI: ILLEGITTIMI I COSTI DI DISATTIVAZIONE SE…



A qualcuno dei nostri lettori sarà sicuramente capitato che al cambio di gestore telefonico venissero recapitate, alla conclusione del rapporto contrattuale, bollette contenenti addebiti di importi non dovuti o peggio fatturazioni per periodi successivi alla regolare disdetta, o ancora, dei cordialissimi “arrivederci” al consumatore, manifestati con l’addebito di costi di disattivazione decisamente ingiustificati e soprattutto unilateralmente stabiliti dalla compagnia telefonica. La ricorrenza delle richieste di assistenza mi ha, dunque, indotto a soffermarmi sull’analisi di tali problematiche, cercando di evidenziare, in particolare, gli strumenti che, fortunatamente, il legislatore ha previsto a tutela del consumatore finale e di cui, con il moltiplicarsi degli operatori del settore, a mio avviso risulta utile divulgarne l’esistenza affinché chiunque si trovi nella necessità di affrontare tele criticità sappia far valere i propri diritti e le proprie ragioni dinanzi agli organismi preposti.

mercoledì 16 luglio 2014

CENTRALE DEI RISCHI: INTERESSE PUBBLICO O AMMAZZA IMPRESE?


Alla redazione di Giuridicamente parlando giungono sempre più spesso richieste di consulenza e di pareri in merito alle segnalazioni che gli istituti di credito effettuano alla Centrale dei Rischi gestita dalla Banca d’Italia. L’argomento, in effetti, è piuttosto attuale vista la situazione di grave crisi economica che sta affrontando il Paese. Le aziende si trovano a sopportare situazioni di temporanea difficoltà patrimoniale che le espone appunto alla possibilità, purtroppo molto realistica e statisticamente frequente, di essere segnalate al sistema informativo denominato “Centrale dei Rischi” quali cattive pagatrici divenendo, in concreto, soggetti non appetibili per banche e finanziarie. La conseguenza più immediata è quella della futura impossibilità di accedere a qualunque linea di credito. In sostanza la morte dell’impresa! Un danno patrimoniale e non patrimoniale, riferendomi, con tale ultima accezione, agli effetti morali ed esistenziali che gli imprenditori sopportano, talvolta di entità decisamente ingente che gli studiosi del diritto e la giurisprudenza non stentano a riconoscere. Ma quando possono essere considerate illegittime queste segnalazioni? 

lunedì 14 luglio 2014

TEMERARI DAL GIUDICE: OCCHIO AI RISARCIMENTI ESEMPLARI

Il temerario (1975)

Gli avvocati e le liti si sa vanno a braccetto, ma talvolta occorre fermarsi e riflettere per non assumere mandati dall’esito “certamente” incerto, scusate il gioco di parole ma poi capirete, o addirittura dannosi per se stessi (in termini di responsabilità professionale) e soprattutto per i propri patrocinati “temerari” che ogni tanto tacciono circostanze importanti pensando in tal modo di far bene. Chi è intenzionato, infatti, a instaurare giudizi (o resistere a domande giudiziali), con la consapevolezza di non averne diritto, rischia di incorrere in quella che viene definita “responsabilità processuale aggravata”, derivante appunto dall’aver costretto l’avversario ad affrontare un processo infondato, sostenendone le spese e lo stress del faticoso percorso giudiziario. L’argomento è oggetto di numerosi interventi, sia da parte degli studiosi del diritto sia da parte della giurisprudenza. In particolare una recente pronuncia del Tribunale di Roma ci fornisce lo spunto per un approfondimento della materia … 

mercoledì 9 luglio 2014

MOLESTIE E INGIURIE A COLPI DI SMS, CASSAZIONE AL PASSO CON I TEMPI



La sempre maggiore diffusione di strumenti tecnologici e multimediali per comunicare a distanza, ha indotto la giurisprudenza, negli ultimi anni, ad affrontare tematiche che il legislatore non poteva nemmeno immaginare al tempo dell’introduzione di alcune norme. In particolare, in relazione ai reati di ingiuria e molestie, la Cassazione non poteva non procedere ad una interpretazione “al passo con i tempi” degli artt. 660 e 594 del codice penale, estendendo, ma allo stesso tempo, delimitando il suo campo di applicazione all’utilizzo dei nuovi dispositivi tecnologici. Potremmo anche dire che l’antico proverbio latino “verba volant, scripta manent” (le parole volano, gli scritti rimangono), torna a essere decisamente attuale per via dell’utilizzo di sms, mms e messaggistiche instantanee inviati tramite cellulare, che talvolta possono avere ad oggetto affermazioni anche offensive verso il destinatario. Ma procediamo con ordine, indicando innanzitutto i principali mezzi tecnologici mediante i quali può essere commesso il reato di molestia e ingiuria e procedendo poi con l’evidenziare quando, in concreto, si verifichino tali violazioni del codice penale.

lunedì 7 luglio 2014

NASCITA INDESIDERATA: NESSUN RISARCIMENTO SENZA PROVA DELLA LESIONE DI UN DIRITTO



Qualche settimana fa la Suprema Corte di Cassazione ha avuto modo di tornare nuovamente sul dibattuto e attualissimo argomento della risarcibilità dei danni da nascita indesiderata. La problematica coinvolge infatti non solo, come evidenziato nel caso che ho affrontato personalmente di recente avanti al Tribunale di Milano, l’ipotesi di lesione del diritto all’autodeterminazione e alla scelta di una genitorialità libera e consapevole ma anche le ipotesi in cui la gestante, a causa del mancato rilievo da parte del sanitario dell’esistenza di malformazioni congenite del feto, perda la possibilità di esercitare il diritto all’aborto. Per la verità nel caso affrontato si è limitata a confermare un recentissimo orientamento della stessa Corte sulla base del quale non si può dare luogo al risarcimento, poiché non vi è prova della lesione di un diritto, se la gestante non ha dimostrato che se fosse stata informata delle malformazioni del concepito, avrebbe senza dubbio interrotto la gravidanza, né tale prova può essere desunta dal solo fatto della esistenza della richiesta di essere sottoposta agli esami finalizzati alla verifica dell’esistenza di eventuali anomalie del feto. In altre parole è la donna che deve provare che se avesse saputo delle malformazioni del bambino avrebbe scelto indiscutibilmente di non portare avanti la gravidanza perché ciò avrebbe inciso sulla sua salute psichica. Cerchiamo, dunque, di capire meglio il processo logico che ha indotto a confermare questo principio …