Se il loro nome è social network, un motivo ci sarà! Da quando sono nati hanno ricevuto un’attenzione sempre crescente da parte degli internauti, ritagliandosi di fatto un ruolo di primo piano nel panorama della comunicazione. Nonostante ci sia la possibilità di creare una propria cerchia di amici, la diffusione dei contenuti pubblicati dagli utenti, rimane molto poco “circoscritta” al gruppo cui si appartiene, diffondendosi spesso in maniera virale se il contenuto risulta essere interessante. I social network d’altra parte hanno assunto la funzione di avamposto nella creazione di relazioni e nuove conoscenze, dovendosi tuttavia fare carico una serie di problematiche relative proprio alle relazioni umane. I litigi tra conoscenti, amici, parenti oppure tra perfetti sconosciuti hanno così trovato un nuovo ed enorme palcoscenico su cui esibirsi. Attenzione però: molte persone hanno la pessima idea di credere che tutto sia legittimo per il solo fatto di essere nascosti dietro un monitor riparati da mura domestiche. Troppo spesso non ci si rende conto del fatto che ciò che viene scritto su un social, ha una risonanza molto forte, spesso maggiore, rispetto a una qualsiasi frase magari detta tra amici. Pubblicare un contenuto qualsiasi sulla pagina di un utente, significa in pratica, mostrarla contemporaneamente e in tempo reale a tutti coloro che possono accedere al suo profilo in quanto “amici”. Tutto ciò potrebbe non avere una connotazione particolarmente negativa nel caso di opinioni e giudizi positivi o quantomeno educati su qualcuno o qualcosa, ma il discorso cambia radicalmente quando si tratta di…
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giovedì 18 giugno 2015
lunedì 24 novembre 2014
DANNATO PAVÉ! SE CADI PERCHÉ DISSESTATO IL COMUNE TI RISARCISCE
Qualche tempo fa, ad una nostra cliente è capitato di imbattersi in una brutta avventura. A causa della pavimentazione stradale dissestata, e in particolare dopo aver appoggiato il piede su un massetto di pavé apparentemente in ordine ma risultato poi traballante, è rovinosamente scivolata e caduta a terra. A seguito di tale evento la signora ha riportato lesioni sia alle gambe, sia al volto di un certo rilievo, particolarmente fastidiose anche in ragione dell’età, non più giovanissima e dunque con una capacità di recupero delle funzioni motorie assai più lenta rispetto ad un individuo di giovane età. Questo episodio, purtroppo, si aggiunge ad una lunga, anzi lunghissima, serie di accadimenti simili, tale per cui, ormai, nel corso degli anni si è consolidato un orientamento giurisprudenziale costante volto a sensibilizzare gli Enti locali alla corretta e periodica manutenzione del manto stradale, pena la condanna al risarcimento dei danni patiti dagli utenti della strada, specie quando tali circostanze risultano occulte anche ai più avveduti. In tal senso, la Corte di Cassazione ha recentemente confermato il principio per il quale spetta al Comune l’onere di adoperarsi affinché il manto stradale sia manutenuto in condizioni di sicurezza per i cittadini. Ma vediamo ora nel dettaglio i risvolti giuridici della questione…
lunedì 17 marzo 2014
PERDITA DELLA VITA: DANNO RISARCIBILE? ADESSO SI! (FINALMENTE E SENZA CONDIZIONI)
Dopo molte riflessioni e non prima di averne esaminato con attenzione il contenuto ho ritenuto doveroso, giuridicamente e umanamente, unirmi al coro di applausi che hanno accolto la sentenza, n. 1361, resa dalla III Sezione della Cassazione civile, depositata il 23 gennaio scorso, magistralmente presieduta dal Dott. Libertino Alberto Russo e relazionata dal consigliere, Dott. Luigi Alessandro Scarano, che, riconoscendo la risarcibilità del danno da morte (c.d. danno tanatologico, dal greco thànatos = “morte”, e lògos = “discorso” o “studio”) o perdita della vita, oltre a costituire un passaggio epocale nella storia della responsabilità civile e del complesso ambito della risarcibilità dei danni, rappresenta a mio giudizio, e di molti altri tecnici del diritto (ma non tutti), un segno tangibile che il pensiero dell’uomo evolve e che il giurista deve talvolta coraggiosamente disancorarsi dalle interpretazioni e dai sistemi ormai superati e affiancarsi al comune sentire; e ciò anche se tale gesto rappresenta uno stravolgimento che, indubbiamente, da taluni, viene e verrà letto come una forzatura giuridica proprio perché traccia una pacata, per il linguaggio e le espressioni utilizzate, ma al contempo decisa rottura rispetto ai massimi sistemi delineati dalla tradizione. Una pronuncia che ha già fatto discutere e della quale molto ancora si dirà, in aperto contrasto, lasciatemi dire, con l’incomprensibile politica assunta dai nostri governanti finalizzata a ridurre, e in taluni casi addirittura annullare, decenni di faticose battaglie intraprese, da noi avvocati e dai nostri patrocinati, per il riconoscimento dei diritti dei danneggiati e dei loro congiunti. A questo punto è giusto capire in che senso la decisione in questione sia unica e rivoluzionaria rispetto al passato...
lunedì 22 luglio 2013
ESTETICA: CHIRURGO CHE SBAGLIA PAGA
Un vero e proprio fenomeno sociale che porta con sé il rischio, non trascurabile, che molte operazioni non siano eseguite correttamente. Gli interventi mal riusciti comportano talvolta danni rilevanti per i pazienti che vanno valutati non solo sotto il profilo strettamente biologico ma anche psicologico o morale. La chirurgia plastica nel nostro Paese ha conosciuto un vero proprio boom nell’ultimo decennio: oltre 600.000 gli interventi effettuati con finalità estetiche ogni anno.
giovedì 27 giugno 2013
I GIUDICI RIBADISCONO: IL DANNO BIOLOGICO NON E' FRAZIONABILE
E’ quanto emerge dalla pronuncia dei giudici della terza sezione civile della Corte di Cassazione i quali hanno ribadito il principio in base al quale il danno alla salute, c.d. danno biologico, non è frazionabile in danno estetico e danno alla vita di relazione, ma va considerato unitariamente.
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