La questione è sempre assai dibattuta e lascia spazio a dubbi e interpretazioni sia tra tutti coloro che hanno la sfortuna di imbattersi in un incidente stradale sia tra gli stessi operatori del diritto. Recentemente, peraltro, diversi lettori mi hanno sottoposto, in modo pressoché identico, lo stesso quesito: “… non sono un tecnico e ho la sensazione che non mi stiano risarcendo nella giusta misura. Ma se mi faccio assistere da un avvocato le spese di assistenza chi le paga?” Oppure ancora: “… avvocato la giurisprudenza più recente è ancora la stessa e quindi l’onorario del legale che interviene nella fase stragiudiziale lo paga la compagnia di assicurazione?” Spesso, infatti, gli assicuratori, in virtù di quanto stabilito nell’art. 9, comma secondo, del decreto attuativo (Decreto del Presidente della Repubblica n. 254/2006) dell’indennizzo diretto (disciplinato dall’art. 150 del codice delle assicurazioni) indicano, erroneamente e in modo sommario, che i danneggiati non possono essere assistiti nella fase stragiudiziale da un legale, salvo che accettino consapevolmente di sostenerne in proprio le spese, non essendo previsto il rimborso di tale attività. Sull’argomento appare, dunque, utile un breve aggiornamento e un po’ di chiarezza …
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mercoledì 23 luglio 2014
SINISTRI STRADALI: FACCIAMO CHIAREZZA, CHI PAGA L’ONORARIO DELL’AVVOCATO IN FASE STRAGIUDIZIALE?
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mercoledì 4 giugno 2014
CID: ANCHE IN PRESENZA DI ERRORE MATERIALE L’ASSICURAZIONE DEVE PAGARE
L’argomento era già stato affrontato in un post precedente ma, visto il susseguirsi di sentenze accompagnato da domande che frequentemente mi vengono poste, vale la pena tornarci sopra per sottolineare alcuni importanti principi che ancora di recente sono stati ribaditi dai giudici della Suprema Corte. In questo post affronterò, dunque, nuovamente il tema del valore probatorio della Constatazione Amichevole di Incidente, vale a dire C.A.I., o modulo C.I.D., che sta per Convenzione Indennizzo Diretto, o ancora modulo blu. Con diverse denominazione si fa quindi riferimento allo stesso modulo che, in occasione dei sinistri stradali, viene compilato dai conducenti coinvolti; operazione che necessita, come più volte sottolineato, di calma e attenzione. Lo spunto per tornare sulla questione mi è stato, fornito da una recente sentenza della Suprema Corte che ha sottolineato cosa accade quando i compilatori, poco accorti, forniscono dati sbagliati. In questi casi l’assicurazione darà seguito alle richieste di risarcimento?...
lunedì 2 dicembre 2013
L’ASSICURAZIONE NON CI CREDE. STOP ALLA LIQUIDAZIONE DEL DANNO?
Una lettrice mi scrive chiedendomi come sia possibile che quanto dichiarato nel modulo di Constatazione Amichevole di Incidente (C.A.I.), compilato successivamente al verificarsi di un sinistro stradale, non sia ritenuto valido dalla propria compagnia di assicurazione. In particolare mi domanda se il parere del perito incaricato dalla medesima società (fiduciario), che ha stabilito che i danni riportati al proprio veicolo sono incompatibili con la dinamica descritta nel modulo C.A.I., abbia valore superiore rispetto alla dichiarazione confessoria contenuta nel citato documento. Conclude esprimendo perplessità per tutto il sistema C.I.D. (Convenzione Indennizzo Diretto), visto che l’eccezione proviene proprio dalla sua compagnia, quella da cui si aspetta di essere tutelata, e chiedendosi se la modalità di rigetto della sua richiesta non sia l’ennesima trovata delle società assicuratrici per mettere il lucchetto alle casse, in barba ai diritti che discendono dal contratto assicurativo e dalla legge. La domanda arriva giusto a ridosso della pubblicazione dell’ennesima sentenza, sul tema del valore da conferire alle dichiarazioni contenute nel modulo C.A.I. a firma congiunta, che può aiutare la nostra lettrice, e tutti noi, a capire se il comportamento della compagnia è legittimo o semplicemente pretestuoso.
mercoledì 31 luglio 2013
SINISTRO STRADALE: L'ONORARIO DEL LEGALE NON LO PAGA IL DANNEGGIATO (ANCHE IN CASO DI RISARCIMENTO DIRETTO)
A seguito della riforma del codice delle assicurazioni private (D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209), è stata introdotta una nuova procedura di liquidazione che consente al soggetto danneggiato di richiedere direttamente alla propria compagnia assicuratrice il riconoscimento dei danni subiti. Tale procedura prevede da un lato la semplificazione delle incombenze del soggetto nella fase di richiesta e dall’altro garantisce la corresponsione dell’indennizzo in tempi più rapidi rispetto a quelli previsti dalle altre procedure. La procedura di risarcimento diretto così come prevista ai sensi dell’art. 149 del C.d.S., è tuttavia facoltativa e si applica tendenzialmente a tutti i sinistri stradali occorsi tra due veicoli ad eccezione di quelli che coinvolgono:
mercoledì 17 luglio 2013
TAMPONAMENTO A CATENA: CHI RISARCISCE CHI?
E’ senza dubbio una delle tipologie di incidente stradale più frequente ma pochi sanno come comportarsi e a chi richiedere il risarcimento dei danni, patrimoniali e non, subiti. Eccovi dunque qualche utile indicazione per non sbagliare sia nell’immediatezza dell’evento sia nella fase più critica della richiesta risarcitoria.
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