Purtroppo le cronache attuali riportano, pressoché quotidianamente, episodi più o meno riprovevoli e drammatici di cyberbullismo, ossia un fenomeno sociale particolarmente diffuso soprattutto tra gli adolescenti e consistente in atteggiamenti e comportamenti finalizzati ad offendere, spaventare, umiliare ed intimidire la vittima prescelta tramite i mezzi elettronici quali, ad esempio, la posta elettronica, i messaggi sms e mms ed i social network, oltre alla messaggeria istantanea (nota ai più come chat), i blog ed i siti web. Tale fenomeno si è sviluppato negli ultimi anni per ovvie ragioni, dal momento che nell’era della comunicazione 2.0 basta davvero poco per raggiungere ogni lato del globo con post, tweet, commenti e simili, usando internet, più o meno volontariamente, come una vera e propria cassa di risonanza. Credo allora utile analizzare nel dettaglio i profili giuridici di questo fenomeno…
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mercoledì 17 dicembre 2014
martedì 3 maggio 2011
ATTI ILLECITI COMMESSI DA MINORI: CHI PAGA I DANNI?
Sulle pagine dei giornali sempre più spesso si legge di fatti, talvolta gravi, che vedono protagonisti giovani di minore età. Si va da atti di vandalismo a comportamenti di bullismo, dentro e fuori le mura scolastiche, sino ad arrivare al compimento di reati che destano un forte allarme sociale quali rapine, violenze sessuali e persino omicidi. Non bisogna neppure trascurare, tuttavia, tutti quei comportamenti che, seppur non reati, sono però meri atti illeciti colposi i quali, comunque, secondo le normali regole che presiedono la responsabilità civile, obbligano ad un risarcimento talvolta cospicuo. Ma se è un minore a fare il danno, chi risarcisce?
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