A poche settimane dal post in cui mi soffermavo sul delicato e sottile confine tra diritto di cronaca o critica e diffamazione a mezzo stampa, ecco che una sentenza della Corte di Cassazione mi dà l’occasione di ritornare sull’argomento, seppure sotto un diverso profilo, quello della satira. Questa volta, peraltro, entrambi i protagonisti della vicenda esaminata dai giudici di legittimità appartengono al mondo del giornalismo. Da un lato, infatti, c’è un giornalista (poi dimessosi dall’Albo), di cui si era scoperto il coinvolgimento con i servizi segreti. E, dall’altro, c’è un giornalista appartenente ad un famoso gruppo editoriale italiano che, nel commentare la vicenda del primo (somigliante per un lettore all’analoga vicenda di Hemingway spia per il Dipartimento di Stato), aveva utilizzato una battuta del comico milanese Gino Bramieri che invitava, in uno dei suoi sketch, a non “confondere il risotto con la merda”. Da qui, la vicenda processuale tra i due, risolta in maniera diametralmente opposta in primo e in secondo grado, fino ad arrivare alla Cassazione che ha visto, nella pur colorita espressione, solo esercizio del diritto di satira. Vediamo in che modo…
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lunedì 2 maggio 2016
lunedì 11 gennaio 2016
ANCHE UN GAVETTONE PUÒ ESSERE INGIURIOSO
Giusto per non
appesantirci subito con l’analisi di tematiche impegnative, tra le altre notizie
giuridiche un po’ curiose di questi ultimi tempi c’è anche questa: chi lancia i
gavettoni può commettere il reato di lesioni personali. E ancora, i gavettoni
offendono la dignità della persona e quindi lasciare un individuo bagnato
fradicio di fronte a tanta gente può ledere l’onore e il prestigio di
quest’ultimo. Tale principio è stato affermato dai giudici di legittimità che,
nell’esaminare una sentenza di merito, non hanno perso occasione per affrontare
la questione. L’episodio in sé non va sottovalutato ed è per questo che ho
deciso di spendere qualche riflessione su tale evento che, immagino, almeno una
volta nella vita ci ha visti coinvolti come vittime, divertite o meno, o come
autori del fattaccio. Chi di noi, infatti, non ha mai assistito al gavettone da
manuale in spiaggia sotto al solleone o davanti all’ingresso delle scuole in
occasione dell’ultimo giorno di scuola? Credo nessuno. Tuttavia, ci sono
aspetti e conseguenze che in quei frangenti vengono trascurati e sottovalutati
ma che possono dar luogo a danni, talvolta anche ingenti, che comportano
l’obbligo di risarcimento o addirittura la violazione di norme penali, con condanne
che incidono, poco o tanto, sulle nostre vite. Vediamo, allora, quali possono
essere queste conseguenze spesso sottostimate…
giovedì 18 giugno 2015
SOCIAL NETWORK: FAI ATTENZIONE A QUELLO CHE SCRIVI!
Se il loro nome è social network, un motivo ci sarà! Da quando sono nati hanno ricevuto un’attenzione sempre crescente da parte degli internauti, ritagliandosi di fatto un ruolo di primo piano nel panorama della comunicazione. Nonostante ci sia la possibilità di creare una propria cerchia di amici, la diffusione dei contenuti pubblicati dagli utenti, rimane molto poco “circoscritta” al gruppo cui si appartiene, diffondendosi spesso in maniera virale se il contenuto risulta essere interessante. I social network d’altra parte hanno assunto la funzione di avamposto nella creazione di relazioni e nuove conoscenze, dovendosi tuttavia fare carico una serie di problematiche relative proprio alle relazioni umane. I litigi tra conoscenti, amici, parenti oppure tra perfetti sconosciuti hanno così trovato un nuovo ed enorme palcoscenico su cui esibirsi. Attenzione però: molte persone hanno la pessima idea di credere che tutto sia legittimo per il solo fatto di essere nascosti dietro un monitor riparati da mura domestiche. Troppo spesso non ci si rende conto del fatto che ciò che viene scritto su un social, ha una risonanza molto forte, spesso maggiore, rispetto a una qualsiasi frase magari detta tra amici. Pubblicare un contenuto qualsiasi sulla pagina di un utente, significa in pratica, mostrarla contemporaneamente e in tempo reale a tutti coloro che possono accedere al suo profilo in quanto “amici”. Tutto ciò potrebbe non avere una connotazione particolarmente negativa nel caso di opinioni e giudizi positivi o quantomeno educati su qualcuno o qualcosa, ma il discorso cambia radicalmente quando si tratta di…
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