Con la globalizzazione,
sempre più forte e sentita, siamo venuti a conoscenza di diversi beni e
strumenti fabbricati e ideati negli altri Stati del mondo. Cibo, sport,
tecnologie, mezzi di comunicazione: tutto può essere di tutti e da tutti
utilizzato. Ci sono, però, alcuni prodotti per i quali sono richieste alcune
condizioni e precauzioni. Uno di questi è il Taser, vale a dire un mini fucile
elettronico che spara scosse elettriche e stordisce la vittima. Si tratta,
quindi, di una vera e propria arma, di per sé non letale, che tuttavia può
cagionare lesioni gravi o addirittura la morte quando chi viene colpito non è
in buona salute. È chiaro che possedere uno di questi oggetti rassicurerebbe
un’ampia categoria di persone. Prime tra tutte le donne che, sono certa, si
sentirebbero più sicure se dotate di un tale strumento di difesa. Ma in Italia
è lecito l’impiego di quest’arma? Vediamolo insieme …
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lunedì 6 febbraio 2017
lunedì 14 marzo 2016
PRODOTTO DIFETTOSO, SÌ AL RISARCIMENTO DANNI SOLO SE SI DIMOSTRA IL DIFETTO
Ognuno di noi, nella propria quotidianità, potrebbe entrare in contatto con beni che a causa di un difetto di fabbricazione causano un danno, patrimoniale e non patrimoniale. Esempi possono essere il caso di una bottiglia contenente una bevanda gassata che scoppia e cagiona una lesione al consumatore; il caso di un’altalena difettosa che causa un danno al bambino che ci sta giocando; il caso, piuttosto emblematico, deciso recentemente dalla Corte di Cassazione, riguardante un fustino di candeggina che esplode durante il suo normale utilizzo. Con quest’ultima sentenza, tra l’altro, i giudici di legittimità hanno colto l’occasione per precisare che cosa debba provare il danneggiato per ottenere il risarcimento danni. Non ogni danno è infatti risarcibile ma devono sussistere alcuni requisiti affinché i giudici possano accogliere una richiesta di risarcimento. Cerchiamo, allora, di comprendere un po’ meglio cosa si intenda, da un punto di vista giuridico, per responsabilità del produttore.
mercoledì 27 gennaio 2016
CONDOMINIO: I DISPETTI TRA VICINI DI CASA NON SONO PIÙ REATO!
Se fino a oggi lo spauracchio del processo penale e della relativa condanna ha tenuto tranquilli i condomini più rissosi, dispettosi e aggressivi tra qualche giorno non sarà più così. Tra le norme introdotte da uno dei decreti sulla depenalizzazione dei reati vi è, infatti, anche quella che stabilisce che il danneggiamento semplice sarà soltanto un illecito civile e non più penale. Colui che subisce un danneggiamento, quindi, potrà unicamente chiedere, davanti al giudice civile, che il responsabile venga condannato al risarcimento dei danni ma non potrà più sporgere una denuncia all’autorità giudiziaria a tale titolo. Ma, al di là di ciò che si legge nei comunicati stampa che hanno accompagnato la pubblicazione in Gazzetta dei due decreti, temo che l’eliminazione di questo reato provocherà conseguenze che la magistratura civile non potrà arginare tanto facilmente. Vediamo in concreto cosa significa tutto ciò…
lunedì 11 gennaio 2016
ANCHE UN GAVETTONE PUÒ ESSERE INGIURIOSO
Giusto per non
appesantirci subito con l’analisi di tematiche impegnative, tra le altre notizie
giuridiche un po’ curiose di questi ultimi tempi c’è anche questa: chi lancia i
gavettoni può commettere il reato di lesioni personali. E ancora, i gavettoni
offendono la dignità della persona e quindi lasciare un individuo bagnato
fradicio di fronte a tanta gente può ledere l’onore e il prestigio di
quest’ultimo. Tale principio è stato affermato dai giudici di legittimità che,
nell’esaminare una sentenza di merito, non hanno perso occasione per affrontare
la questione. L’episodio in sé non va sottovalutato ed è per questo che ho
deciso di spendere qualche riflessione su tale evento che, immagino, almeno una
volta nella vita ci ha visti coinvolti come vittime, divertite o meno, o come
autori del fattaccio. Chi di noi, infatti, non ha mai assistito al gavettone da
manuale in spiaggia sotto al solleone o davanti all’ingresso delle scuole in
occasione dell’ultimo giorno di scuola? Credo nessuno. Tuttavia, ci sono
aspetti e conseguenze che in quei frangenti vengono trascurati e sottovalutati
ma che possono dar luogo a danni, talvolta anche ingenti, che comportano
l’obbligo di risarcimento o addirittura la violazione di norme penali, con condanne
che incidono, poco o tanto, sulle nostre vite. Vediamo, allora, quali possono
essere queste conseguenze spesso sottostimate…
lunedì 21 dicembre 2015
OMICIDIO STRADALE: IL DISEGNO DI LEGGE IN VIA DI APPROVAZIONE, FINALMENTE!
A distanza di quasi un anno, torniamo a fare il punto della situazione sull’introduzione di pene più severe con riguardo alle ipotesi di omicidio stradale e lesioni personali provocate in occasione della circolazione stradale di veicoli. La questione è decisamente complessa tant’è che dalla presentazione, avvenuta a giugno 2013, alla formulazione di un testo unificato, risalente a giugno del corrente anno, solo qualche giorno fa si è giunti, dopo molti emendamenti, alla stesura di un provvedimento condiviso anche dal Senato. Ora si attende, dunque, l’ultima conferma della Camera e poi la pubblicazione. Insomma un Disegno di Legge con un iter travagliato e discusso, giunto alle ultime battute grazie, anche, alle pressioni dei familiari delle vittime della strada, anzi, meglio, dei delinquenti della strada. Le polemiche sono tante, così come i paradossi, e ciò nonostante il Legislatore ha deciso di portare avanti il progetto. Mi pare, allora, doveroso un piccolo focus anticipatorio sui contenuti di tale Disegno. Vediamoli insieme…
lunedì 26 gennaio 2015
SINISTRI STRADALI: QUANTO TEMPO HO PER LA RICHIESTA DEL RISARCIMENTO DEI DANNI?
Argomento decisamente interessante e spinoso sul quale ritengo opportuno spendere qualche considerazione per rammentare, in modo sintetico, il punto di vista dei giudici. Nella pratica è una questione assai dibattuta e, talvolta, anche noi operatori del diritto abbiamo qualche dubbio e qualche perplessità data dal fatto che non è possibile fornire una risposta secca. La soluzione comporta, infatti, l’analisi del caso concreto e, dunque, deve essere necessariamente ragionata. Spesso, peraltro, la questione sorge, e va necessariamente affrontata, con riguardo al danno parentale che subiscono i prossimi congiunti in relazione alle lesioni gravi che patisce la vittima del sinistro. In parole semplici, può accadere che l’avvocato incaricato della tutela del danneggiato si concentri sulle questioni che necessitano di istruttoria più immediata, accantonando temporaneamente i danni che subiscono mogli, mariti e figli della vittima in conseguenza di gravi incidenti stradali. L’approccio è indubbiamente corretto, tuttavia non bisogna dimenticare che il diritto a richiedere il risarcimento soggiace sempre, e ineluttabilmente, a termini che vanno rispettati sia per le vittime primarie sia per quelle secondarie. Allo stesso modo anche la richiesta di risarcimento dei danni materiali, ovvero dei danni alle cose, è sottoposta ad un termine che, laddove spirato, comporta la perdita del diritto. Ma allora quanto tempo abbiamo?
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