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lunedì 19 febbraio 2018

BANCA: CONTO CORRENTE COINTESTATO, PRASSI DIFFUSA E DUBBI DA CHIARIRE



Solitamente ogni conto corrente ha un solo intestatario il quale ha la disponibilità dell’intera somma depositata dall’apertura del conto stesso alla sua estinzione. Tuttavia, una pratica assai comune è quella di avere un conto corrente cointestato, che può essere a firma congiunta (per ogni operazione è necessaria la firma di tutti i cointestatari) oppure disgiunta (ogni titolare può disporre liberamente delle somme depositate). Svariati i motivi della scelta: il marito con la moglie per garantire i necessari e frequenti prelievi per tutto quello che riguarda le spese domestiche, allo stesso modo l’anziano, ormai non più autosufficiente, con una badante convivente, oppure la zia con il nipote per anticipare un lascito successorio. Al di là delle ragioni e della comodità di gestione, la cointestazione dà però luogo a qualche dubbio. Si tratta solo di un atto formale oppure può essere considerata una donazione a tutti gli effetti? Sul tema, di recente, si è espressa la Corte di Cassazione chiarendo con maggior precisione quali siano i confini, gli effetti legali e le conseguenze di questa scelta. Guardiamo quali…

lunedì 2 novembre 2015

ANATOCISMO: ANCHE UNICREDIT SI BECCA LA CONDANNA, MA FATE ATTENZIONE!


Qualche giorno fa uno dei nostri contributor ha messo in evidenza lo stato dell’arte sulla questione anatocismo bancario (post del 2 ottobre) ponendo in risalto i diversi orientamenti seguiti dai Tribunali italiani sull’entrata in vigore della norma che, di fatto, ha stabilito l’illegittimità dell’anatocismo bancario. Qualche Tribunale (isolato, per la verità) ritiene che in assenza del regolamento attuativo del CICR la norma (il novellato art. 120 del Testo Unico Bancario) non sia ancora applicabile e altri invece (la maggior parte), come quello di Milano, che il divieto sia già cogente e applicabile. Oggi, dopo che una delle mie assistite ha ricevuto, unitamente all’estratto conto periodico, la comunicazione contenente l’ennesimo provvedimento del Tribunale di Milano, da parte del proprio istituto di credito, anch’esso stangato dai giudici, ritengo doveroso spendere due righe per aggiungere ulteriore risonanza all’Ordinanza in questione. Il provvedimento risale al luglio scorso ma solo in questi giorni la Banca condannata sta ottemperando all’obbligo di dar notizia ai propri correntisti del contenuto dello stesso. E così con una bella (si fa per dire) noticina accompagnatoria, i clienti dell’Istituto di credito condannato, vale a dire Unicredit, stanno ricevendo l’informativa sul divieto di applicazione degli interessi anatocistici. Ma in concreto, che significato assume per il correntista tale comunicazione? Eh già, perché la mia patrocinata, appena ricevuta la letterina contenente l’avviso, mi ha chiamata chiedendomi come dovesse interpretare tale avviso. Credo, allora, che tornare sulla questione per una breve riflessione non guasti affatto …

venerdì 2 ottobre 2015

ANATOCISMO: È DAVVERO FINITA? FACCIAMO IL PUNTO DELLA SITUAZIONE!


Gli orientamenti degli ultimi mesi del Tribunale di Milano possono indurre a pensare che la parola anatocismo sia destinata a scomparire dal panorama bancario. In realtà, in materia di anatocismo, regna ancora una grande incertezza derivante dalle differenti interpretazioni del nuovo articolo 120 del testo unico bancario, norma di riferimento sulla produzione e la capitalizzazione degli interessi. Basti pensare che, tra gli altri, il Tribunale di Torino, con un’ordinanza emessa proprio pochi giorni fa, ha respinto un ricorso presentato da un’associazione dei consumatori contro una banca piemontese; quest’ultima pronuncia, che fa seguito a numerose altre decisioni dello stesso avviso, sembra dunque rafforzare l’orientamento per il quale l’art. 120 TUB è inoperante in attesa dell’adozione di un’apposita regolamentazione del Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio che dovrebbe finalmente porre fine a questa discrepanza di vedute. Quali sono i motivi che hanno portato i Giudici a decisioni di segno opposto? Procediamo con ordine...

lunedì 6 luglio 2015

PIGNORAMENTO: BLOCCO DEL CONTO CORRENTE IN BANCA OK, MA PENSIONE E STIPENDIO NON SI TOCCANO (O QUASI)


Tra le numerose modifiche introdotte dal Decreto Legge n. 83, pubblicato in Gazzetta Ufficiale sabato 27 giugno, meritano uno sguardo di attenzione anche quelle che riguardano il pignoramento del conto corrente bancario intestato al debitore, sino ad ora possibile senza limiti. L’intenzione del Legislatore sembra essere quella di salvaguardare sia gli interessi dei creditori a vedere soddisfatto il proprio legittimo diritto di riscossione sia quelli dei debitori a non essere privati dei mezzi economici per sopravvivere. A dirla tutta la normativa in questione non fa altro che recepire un’esigenza più volte evidenziata dai giudici e dalle associazioni rappresentative di alcune parti sociali, ovvero pensionati e lavoratori. Sembra, dunque, essere il frutto di una concertazione che contempera esigenze contrapposte per non scontentare nessuno. A mio avviso è necessario, allora, chiarire e porre bene in evidenza in che modo si possa d’ora innanzi procedere al blocco del conto corrente e con quali limiti, laddove lo stesso sia alimentato con denari provenienti da pensione, o altre indennità assimilabili ad essa, e da stipendio. Peraltro, quest’ultima espressione sembra richiamare unicamente i proventi da lavoro dipendente, lasciando intendere che, invece, i redditi da lavoro autonomo non siano sottoposti ad alcun limite, creando una sperequazione di trattamento, contraria ai criteri di ragionevolezza stabiliti dalla nostra Costituzione, che ci si auspica venga corretta al più presto e magari già in occasione della prossima discussione che si terrà in Parlamento finalizzata alla conversione in legge delle norme appena varate in via d’urgenza dal Governo. Ma, in concreto cosa cambia? Vediamolo insieme …

mercoledì 11 febbraio 2015

PHISHING: SE L'HACKER SVUOTA IL CONTO LA BANCA RIMBORSA?


Con il passare degli anni l’utilizzo dei servizi bancari online è aumentato a dismisura: sempre di più, infatti, i clienti effettuano operazioni bancarie da casa o dall’ufficio, mediante una connessione ad internet. Comodo, questo è vero: è indubbio il risparmio di tempo e anche di denaro per il cliente, visto che queste operazioni hanno in genere costi nettamente inferiori rispetto a quelle effettuate direttamente allo sportello. Comodo ma anche rischioso: sono numerosi, per l’appunto, gli utenti del servizio di home banking che si sono visti defraudare delle somme depositate sul conto ad opera di hackers che hanno adoperato tecniche di phishing, al fine di carpire informazioni personali e dati finanziari per compiere il reato. La domanda che dobbiamo allora porci è la seguente: può la banca essere chiamata a rimborsare il correntista quando questo è stato vittima dei “pirati informatici”? Per rispondere a questa domanda, prendiamo spunto da una vicenda esaminata dal Tribunale di Milano…

mercoledì 3 settembre 2014

È POSSIBILE PIGNORARE IL CONTO CORRENTE CONDOMINIALE? L’INCERTEZZA REGNA SOVRANA...


Due recenti pronunce della giurisprudenza di merito hanno portato nuovamente alla ribalta una questione “scottante”, ovvero quella riguardante la possibilità di pignorare il conto corrente del condominio da parte dei creditori insoddisfatti. La questione è divenuta ancor più spinosa dopo l’entrata in vigore della Legge di riforma del condominio (L. 220/2012) che, novellando l’art. 63 delle disposizioni di attuazione del codice civile, dispone espressamente che l’amministratore “…è tenuto a comunicare ai creditori insoddisfatti che lo interpellino i dati dei condomini morosi” (primo comma) e che “i creditori non possono agire nei confronti degli obbligati in regola con i pagamenti se non dopo l’escussione degli altri condomini morosi” (secondo comma). Le due norme generano non pochi dubbi interpretativi: vediamo perché … 

lunedì 4 novembre 2013

LA RABBIA NELLA PANCIA: STORIE DI ORDINARIO FALLIMENTO

Luigi Alfieri, 2011

Quello di oggi, cari lettori, è uno sfogo. Uno di quelli cosiddetti “di pancia”, rabbiosi, istintivi, conseguenza della quotidiana pressione cui noi avvocati siamo sottoposti nello svolgimento della funzione di “problem solver”. Dopo una notte insonne ho deciso di rendervi partecipi di questo sentimento. D’altro canto anche noi “legali” siamo esseri umani, persone che vivono e inevitabilmente entrano in empatia con i soggetti che tutelano. Oggi mi trovo nella condizione di assistere all’inesorabile declino di aziende, piccole e medie, che ho aiutato a nascere, a crescere, a svilupparsi sul territorio nazionale e, qualcuna, anche oltre. Ebbene, mettiamoci la congiuntura sfavorevole che ahimè, dati alla mano, ha ridotto drasticamente i consumi, mettiamoci la depressione psico-fisica degli imprenditori (quella che poi induce a gesti estremi che talvolta leggiamo sui giornali), dettata dalla difficoltà di veder morire le proprie creature e dal fatto di dover assumere scelte drastiche per i lavoratori, che qualche imprenditore illuminato considera quasi come componenti di una famiglia allargata, e poi mettiamoci la mazzata finale, ovvero la condotta degli istituti di credito. Quelli cui ci si rivolge per una boccata di ossigeno e che invece, ad un tasso agevolato, ti erogano dell’insana anidride carbonica che, nella migliore delle ipotesi, ti intossica e, nella peggiore, ti uccide...

lunedì 16 settembre 2013

ILLECITI BANCARI #2: USURA, COMMISSIONI DI MASSIMO SCOPERTO, INTERESSI ULTRA LEGALI...ZERO IN CONDOTTA!


Come anticipato nel precedente post in tema di anatocismo, continuiamo il nostro percorso tra quelle condotte bancarie che risultano essere dei veri e propri illeciti a danno degli ignari correntisti. Qui di seguito troverete, in sintesi, la definizione delle altre azioni scorrette, più ricorrenti.

venerdì 13 settembre 2013

ILLECITI BANCARI #1: ANATOCISMO QUESTO SCONOSCIUTO?



Probabilmente il significato di questa parola è poco noto ai più, non sono certo sconosciuti gli effetti conseguenti che sempre più frequentemente disegnano le sorti di imprenditori, aziende in difficoltà e di coloro i quali richiedono fidi e finanziamenti per fare impresa o più semplicemente per realizzare i propri sogni. In poche parole stiamo parlando di una pratica oramai consueta e diffusa che in questa sede vogliamo definire, forse con troppo garbo, "furbetta" e che prevede il calcolo degli interessi sugli interessi. Pratica che, neanche troppo alla lunga, finisce per strozzare e rovinare intere esistenze. Di tutto ciò la cronaca riporta quotidianamente storie drammatiche intrecciate di fallimenti professionali e personali sulle quali però non ci soffermeremo. Preferiamo dare il via ad una serie di post che aiutino a capire in quale modo si può evitare di essere schiacciati dalla condotta illecita di banche e finanziarie.

venerdì 21 giugno 2013

FINISCE L'ERA DELL'INTERPRETAZIONE: ARRIVA LA RIFORMA DEL CONDOMINIO


Il 18 giugno è entrata in vigore la tanto agognata Riforma del Condominio che, a distanza di quasi sette decenni, ha finalmente riorganizzato la materia condominiale, sinora in balia dell’interpretazione, da parte dei giudici, delle poche norme contenute nel nostro Codice Civile. Certo non dimentichiamoci che ciò accade nel “Bel Paese” e pertanto non si pensi che la disciplina, per quanto organica ed ampia, non contenga punti controversi di cui senza dubbio si discuterà. Ciò detto, qui di seguito troverete un piccolo schema delle principali novità, organizzato per argomento ed in ordine alfabetico.