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mercoledì 7 maggio 2014

LA SEPARAZIONE INDUCE A COMPORTAMENTI ILLECITI, MA I FIGLI NON SI TOCCANO!


Una recente decisione della Corte di Cassazione mi ha fatto ricordare il caso di una donna che ho assistito qualche anno fa, sia in quanto vittima di un sinistro stradale sia nella veste di moglie e madre di due bimbi, all’epoca di nove e undici anni, nel procedimento di separazione dal marito. In breve Daniela, rimasta vittima di un grave incidente stradale che le aveva procurato importanti lesioni agli arti inferiori, con postumi invalidanti di entità piuttosto seria ed un lunghissimo periodo di convalescenza, aveva scoperto che Luigi, il marito, nel frattempo, aveva intrapreso una relazione con una collega di lavoro. L’infedeltà perpetrata dal coniuge in un momento tanto delicato della sua esistenza le aveva reso intollerabile la prosecuzione della vita matrimoniale e, pertanto, sorda di fronte alle richieste di perdono di Luigi che, pur di non perdere la possibilità di stare accanto ai propri figli, era disposto a dimenticare l’amante e tentare di ricostituire il ménage familiare, aveva comunque voluto procedere con la richiesta di separazione. Di fronte a una tale risoluta decisione Luigi, una volta lasciata l’abitazione coniugale, aveva iniziato a vedere i piccoli secondo le consuete modalità di visita, mantenendo tuttavia una condotta via via sempre meno rispettosa di giorni e orari, sottraendo per lunghi periodi i bimbi dalla vigilanza e dall’affetto materno e trattenendoli con sé al di fuori degli accordi temporaneamente assunti, in attesa della pronuncia del giudice. Daniela, dunque, chiedeva se una tale condotta fosse legittima e come potesse tutelare il suo ruolo genitoriale… 

giovedì 17 ottobre 2013

IL PEDONE INVESTITO FUORI DALLE STRISCE HA SEMPRE TORTO?


"Abbey Road" The Beatles (1969)

Di recente mi sono occupata del caso di un giovane studente universitario che aveva riportato, in qualità di pedone, importanti lesioni a seguito di un investimento da parte del conducente di un’autovettura. Appare opportuno evidenziare le circostanze del sinistro: il ragazzo attraversava al buio, su strada scarsamente illuminata, con pioggia in corso, indossava abiti scuri e, pur non avendo passaggi pedonali nelle vicinanze, aveva a disposizione un sottopasso a meno di trenta metri dal luogo dell’investimento. Come se ciò non bastasse aveva impegnato la carreggiata sbucando tra una macchina e l’altra in sosta e correndo per non perdere il bus che stava sopraggiungendo dal lato opposto. Il ragazzo si era rivolto a me per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali che seguirono a tale evento. A prima vista sarebbe sembrato un caso di difficile tutela. Chiunque direbbe, infatti, considerate le circostanze, che il giovane ha posto in essere una condotta pericolosa e imprudente violando per di più un’importante norma del codice della strada. Non è proprio così, vediamo perché...

lunedì 30 settembre 2013

ILLECITI BANCARI #3: ACCERTA, VERIFICA E RICHIEDI IL MALTOLTO



Terzo capitolo riguardante uno degli aspetti più importanti in materia di illeciti commessi da banche e finanziarie: l’accertamento e la verifica della sussistenza di condotte scorrette, quali anatocismo, usura, addebito non dovuto di commissioni di massimo scoperto e interessi ultra legali. Questo rappresenta, infatti, l’imprescindibile presupposto per procedere con una richiesta di restituzione di somme che la banca non aveva il diritto di trattenere e richiedere. Inoltre, rappresenta lo strumento fondamentale da utilizzare nel caso in cui sia lo stesso istituto di credito o di finanziamento a intraprendere un’azione giudiziaria contro il correntista (privato o azienda) che risulterebbe, a loro parere, debitore di somme. Quali sono, dunque, le strade per procedere all’accertamento e alla verifica? 

venerdì 13 settembre 2013

ILLECITI BANCARI #1: ANATOCISMO QUESTO SCONOSCIUTO?



Probabilmente il significato di questa parola è poco noto ai più, non sono certo sconosciuti gli effetti conseguenti che sempre più frequentemente disegnano le sorti di imprenditori, aziende in difficoltà e di coloro i quali richiedono fidi e finanziamenti per fare impresa o più semplicemente per realizzare i propri sogni. In poche parole stiamo parlando di una pratica oramai consueta e diffusa che in questa sede vogliamo definire, forse con troppo garbo, "furbetta" e che prevede il calcolo degli interessi sugli interessi. Pratica che, neanche troppo alla lunga, finisce per strozzare e rovinare intere esistenze. Di tutto ciò la cronaca riporta quotidianamente storie drammatiche intrecciate di fallimenti professionali e personali sulle quali però non ci soffermeremo. Preferiamo dare il via ad una serie di post che aiutino a capire in quale modo si può evitare di essere schiacciati dalla condotta illecita di banche e finanziarie.