Una delle novità della legge di riforma del condominio è quella che sancisce il diritto dei proprietari di detenere animali domestici all’interno della propria abitazione. Il legislatore, infatti, ha introdotto all’articolo 1138 del codice civile un comma, il quinto, che espressamente dispone che “le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici”. Una norma che vuole essere espressione del principio di quelle libertà che spettano ad ogni singolo condomino di poter godere e disporre al meglio della propria proprietà esclusiva facendo rientrare a pieno titolo la detenzione degli animali domestici nelle facoltà di godimento del proprietario dell’immobile. Ne consegue che un divieto non può essere contenuto negli ordinari regolamenti condominiali approvati dalla maggioranza dei partecipanti ma solo in un regolamento approvato con il consenso unanime dei condomini poiché solo in tal modo è possibile limitare le facoltà comprese nel diritto di proprietà. Come si concilia, quindi, il diritto alla detenzione di animali in appartamento con il diritto alla quiete e al riposo dei vicini di casa?
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mercoledì 11 giugno 2014
lunedì 12 maggio 2014
FURTO IN CASA: L’ASSICURAZIONE PAGA…MA CI SONO DEI LIMITI
Con l’avvicinarsi della stagione estiva le agenzie assicurative ricevono un incremento di richieste di preventivi per conoscere i costi delle polizze (documenti su cui vengono redatti i contratti assicurativi e, quindi, i contratti stessi) che garantiscano di poter essere indennizzati in caso di furto degli oggetti e dei denari contenuti nella propria abitazione, da parte di ladri, ignoti, o di personale dipendente cui si è lasciato in custodia l’appartamento, durante le prolungate assenze da casa. La corsa alla stipula di questi contratti ha un senso, tuttavia, solo se le condizioni garantiscono un effettivo soddisfacimento del maltolto nel caso si verifichi l’evento furto. E’, quindi, assolutamente indispensabile non solo valutare i costi di stipula ma soprattutto gli eventi garantiti, ovvero il rischio assicurato. La polizza che copre il “furto in abitazione” è, infatti, tra le più insidiose e quella che origina la maggior parte dei contenziosi. Rammento, infatti, che le compagnie di assicurazione, come tutte le attività d’impresa, commercializzano prodotti a scopo di lucro e non sono enti di beneficienza. Impariamo a conoscere questa tipologia di contratti assicurativi per comprendere davvero quali sono i casi in cui l’indennizzo è dovuto e la misura dello stesso…
lunedì 28 ottobre 2013
LA MUFFA CHE ROVINA L’ESISTENZA: IL CONDOMINIO E’ RESPONSABILE E PAGA ANCHE I DANNI NON PATRIMONIALI
Un orientamento ormai consolidato della giurisprudenza vuole che in caso di infiltrazioni sussista la responsabilità del condominio di un edificio in quanto ritenuto custode dei beni e dei servizi comuni. Il condominio infatti è obbligato ad adottare tutte le misure necessarie, affinché le cose comuni non rechino pregiudizio ad alcuno e risponde quindi in base all’art. 2051 del codice civile dei danni da queste cagionati, nonostante i danni siano imputabili a vizi di edificazione dello stabile (cfr. Tribunale di Salerno, Sezione II, Sentenza del 2 agosto 2011). Tale principio è stato ripreso e avvalorato da una recente pronuncia della Suprema Corte che stabilisce inoltre il risarcimento dei danni non patrimoniali...
lunedì 21 ottobre 2013
PRIMA CASA AL SICURO? VERA TUTELA O PROPAGANDA MEDIATICA?
Ad oltre due mesi dall’entrata in vigore della legge di conversione (L. 98/2013) del noto “Decreto del Fare”, credo che i tempi siano maturi per sottoporre ai nostri lettori alcune brevi considerazioni - in chiave critica – sulle novità più importanti introdotte dal predetto decreto. In particolare, mi soffermerò preliminarmente sul tema relativo all’impignorabilità della prima casa da parte di Equitalia S.p.A., per poi procedere con l’evidenziare le forse poco note tutele e clausole di salvaguardia che lo stesso decreto ha previsto e/o mantenuto in favore dell’Agente della riscossione. Ma procediamo con ordine ricordando nei seguenti punti, le novità più importanti introdotte dal decreto:
mercoledì 9 ottobre 2013
INFILTRAZIONI D’AUTUNNO: SE CAUSATE DA GRAVI DIFETTI OK AL RISARCIMENTO, MA CON CAUTELA
Con l’autunno arrivano le prime piogge intense e molti sono i casi di infiltrazione di acque meteoriche dai tetti e dai lastrici solari. Quando le infiltrazioni non dipendono da una normale usura dello strato di impermeabilizzazione, usura determinata dal decorso del tempo, ma da deficienze costruttive od opere non eseguite a regola d’arte ci si pone il problema se e come sia possibile avvalersi della garanzia decennale prevista dal codice civile per le opere non eseguite correttamente. E’ bene ricordare che il costruttore è responsabile dei “gravi difetti” dell’immobile che si presentano nel corso di dieci anni dal suo compimento (art. 1669 codice civile). Ma quali sono i difetti che possono essere considerati gravi? Come ci si comporta e quali sono le valutazioni che occorre effettuare a priori?
giovedì 19 settembre 2013
LUOGO TRANQUILLO, AMBIENTE PULITO, SENZA CUSTODE, CITOFONARE… AFFITTARE ALLA SQUILLO E’ REATO, MA ANCHE NO!
Il tema che tratto oggi riguarda una questione che, sebbene sottopostami da un gentile lettore, coinvolge ormai molti proprietari di casa. Accade infatti che talvolta un appartamento venga affittato a una o più persone che esercitano il mestiere più antico del mondo. Se le lamentele degli altri proprietari, una volta scoperta l’attività di meretricio della nuova inquilina, possono ingenerare, da un lato, dissapori e incomprensioni nei rapporti tra condomini (e con l’amministratore), dall’altro vi è il concreto rischio che il padrone di casa possa essere indagato per favoreggiamento della prostituzione allorché venga provato che l’unità immobiliare concessa in locazione sia stata trasformata in una casa di appuntamenti anche, come talvolta accade, all’insaputa dello stesso. Il rischio di subire un processo penale per tale titolo di reato certo esiste ma l’orientamento prevalente della più recente giurisprudenza ha ben circoscritto l’ambito di applicazione della norma di riferimento contenuta nella L. 20/02/1958 n. 75 (la famosa “legge Merlin”, per intenderci) rassicurando, purché siano rispettate alcune condizioni, gli sventurati locatori. Infatti…
giovedì 29 agosto 2013
PAURA DELL'UOMO RAGNO? SE POI AGEVOLATO DAL PONTEGGIO IL FURTO E' ASSICURATO (PT. 2)
Come anticipato nel post precedente, in caso di furto nell’appartamento, non è da escludere che la responsabilità sia da attribuire allo stesso condomino derubato. Per questo credo sia opportuno approfondire l’argomento prendendo come riferimento una recente sentenza della Cassazione.
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lunedì 26 agosto 2013
PAURA DELL'UOMO RAGNO? SE POI AGEVOLATO DAL PONTEGGIO IL FURTO E' ASSICURATO (PT. 1)
La stagione estiva amplifica le paure per i furti negli appartamenti
lasciati incustoditi durante le ferie. I reati vengono agevolati sia dalla
minore presenza dei proprietari, sia dall’abitudine, di tenere aperte o
socchiuse finestre, portefinestre e lucernai. Alcuni di questi furti, tuttavia,
sono resi possibili dalla presenza di ponteggi eretti in occasione di lavori
alla facciata o ad altre parti comuni dell’edificio. Quella dei furti
“agevolati” dai ponteggi è circostanza assai meno rara di quello che si pensi
rimanendo, purtroppo spesso, ignoto l’autore (o gli autori) del reato. Quando
questa ipotesi si verifica assume un’importanza rilevante, sotto il profilo
giuridico, conoscere gli aspetti relativi alla responsabilità civile onde individuare
il soggetto a cui richiedere il risarcimento dei danni subiti. E’ opinione
comune ritenere che, qualora un furto in appartamento venga perpetrato mediante
l’utilizzo del ponteggio, sia tout court
responsabile l'impresa che lo ha installato. Ma le cose stanno realmente così?
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