È noto che il fermo amministrativo è
un atto con il quale le pubbliche amministrazioni o gli enti pubblici statali
dotati di tale potere (Comuni, INPS, Regioni, Stato, ecc.), tramite i
concessionari della riscossione, “bloccano” un bene mobile del debitore,
iscritto in pubblici registri (per esempio autoveicoli), o dei coobbligati, al
fine di riscuotere i crediti non pagati che possono riferirsi a tributi o tasse
(può trattarsi di un credito di varia natura, ad esempio, un mancato pagamento
IVA, IRPEF, Bollo auto, ICI, ecc.) oppure a multe relative ad infrazioni al
Codice della Strada. Il fermo amministrativo, adottato dalle Pubbliche Amministrazioni
sin dal lontano 1973, è certo considerato uno dei modi più odiosi per rivalersi
sul contribuente moroso (vero o presunto) perché incide pesantemente sul
soggetto impedendogli l’uso di un mezzo di locomozione (auto, moto, furgone
etc.) il più delle volte indispensabile all’attività lavorativa e alla vita di
relazione.
lunedì 6 ottobre 2014
mercoledì 1 ottobre 2014
ARTICOLO 18: LICENZIO PER ASSUMERE, UN ALTRO ATTACCO ALLO STATUTO DEI LAVORATORI
Gli ultimi dati ci dicono che in Italia il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni è salito al 44,2% (dato più alto dal 1977 ad oggi) e che la disoccupazione generale si attesta al 12,3%. I dati sono a dir poco allarmanti! Cosa fare? Tutti sembrano d’accordo con l’affermare che è assolutamente necessario adottare misure urgenti tese a favorire investimenti in Italia, che bisogna far ripartire la domanda interna e così via. È invece sul “come” che vi sono notevoli divergenze…
lunedì 29 settembre 2014
ARTICOLO 18: LAVORATORE ILLEGITTIMAMENTE LICENZIATO, NELLA STESSA SEDE VA REINTEGRATO
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| I Vitelloni di Federico Fellini (1953) |
Traggo spunto dalle discussioni di questi giorni, in tema di riforma dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori e dell’ormai noto Jobs Act (o Piano per il Lavoro), per affrontare la questione relativa all’obbligo di reintegrazione del lavoratore, che il governo, in linea con le aspettative degli Stati membri dell’Unione Europea e con le legislazioni interne degli stessi, vorrebbe sopprimere, ritenendolo anticostituzionale. Vorrei, in particolare, soffermarmi sul caso in cui questa venga attuata ma in una sede lavorativa diversa da quella originaria. Sulla legittimità di tale modalità di reintegra è tornata, infatti, recentemente la Suprema Corte, che ha, di fatto, confermato diverse precedenti pronunce anche di giudici di merito. Ma non perdiamo tempo e occupiamoci subito del caso analizzato dalla Cassazione…
mercoledì 24 settembre 2014
CONTRATTO DI ASSICURAZIONE, CHE DISDETTA!
"Avvocato, ma secondo lei, è valida la disdetta del contratto di assicurazione fatta tramite fax oppure via e-mail, nel termine pattuito o in quello diverso stabilito dalla legge?" È una domanda, quasi quotidiana, che mi viene rivolta non solo dagli assicurati ma anche dagli assicuratori, sia da parte di quelli che vorrebbero accaparrarsi un nuovo cliente, sia da quelli che, invece, subiscono la disdetta effettuata nei termini previsti dal contratto o dalla legge. La questione non è di poco conto e cercare di fare un po’ di chiarezza indubbiamente aiuta. A mio avviso, tuttavia, non si può fornire una risposta soddisfacente se non si rammentano alcune diposizioni legislative che regolamentano aspetti particolari del contratto di assicurazione. Va poi ricordato che la disdetta è una modalità attraverso cui il contratto assicurativo viene a cessare, che può essere esercitata a ridosso della scadenza dello stesso per evitare il rinnovo tacito, laddove previsto. Ciò significa, innanzitutto, che quando nella polizza non è prevista la clausola del rinnovo tacito il problema non si pone poiché alla scadenza gli effetti del contratto cessano a prescindere dall’invio o meno della comunicazione di disdetta. Anche tale principio, tuttavia, subisce una deroga nell’ipotesi di assicurazione contro i danni. Andiamo, allora, con ordine e cerchiamo di capire…
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