mercoledì 7 ottobre 2015

PRIVACY: NIENTE BLACK LIST ONLINE PER CHI NON PAGA LE TASSE COMUNALI


Non potrà esserci alcuna black list dei cittadini morosi online sul sito del Comune; l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha, infatti, ritenuto che si tratterebbe di un inutile ed irragionevole strumento vessatorio lesivo della dignità delle persone. La balzana idea del Sindaco di Mulazzo (comune della Toscana) di mettere alla gogna pubblica coloro che non hanno pagato i tributi, fortunatamente, è stata bloccata dal parere esposto dall’Authority della privacy la quale ha spiegato come la procedura approvata dal Consiglio comunale violi il principio di legalità sotto diversi profili. Cerchiamo allora di capire per quali motivi il Comune non è autorizzato a pubblicare sul proprio sito web la lista dei morosi...

lunedì 5 ottobre 2015

PROCEDIMENTO PENALE: MESSA ALLA PROVA, UN'OPPORTUNITÀ PER CHI SBAGLIA


La quotidianità dello studio legale ci mette a confronto con persone incensurate cui talvolta può capitare di commettere una sciocchezza che, in genere, pagano con l’angoscia di una pendenza penale sul capo. Il pensiero va immediatamente a quei reati quali la ricettazione e il furto aggravato, ma la Legge n. 67 del 28 Aprile 2014 ha introdotto, nell’ambito del processo alle persone maggiorenni, l’istituto della sospensione del procedimento con messa alla prova, chiaramente ispirato alla probation anglosassone e già previsto nell’ambito del processo penale per i minorenni. La finalità deflattiva dell’istituto consiste non solo nel ridurre la durata dei tempi del processo (con notevole risparmio di attività e risorse da parte dello Stato) ma anche nell’evitare il sovraffollamento delle carceri e, non ultimo, per evitarne il contatto per i soggetti incensurati che commettono reati di gravità e di allarme sociale non particolarmente elevati. Per molti assistiti si tratta di un utile strumento non solo per risolvere in tempi brevi la pendenza penale ma anche per evitare il carcere, senza sostenere esborsi per pene pecuniarie poiché la pena viene scontata lavorando. La fedina penale resta poi sgombra da condanne definitive e, infatti, il reato, in caso di esito positivo della messa alla prova, viene dichiarato estinto. Vediamo come funziona...

venerdì 2 ottobre 2015

ANATOCISMO: È DAVVERO FINITA? FACCIAMO IL PUNTO DELLA SITUAZIONE!


Gli orientamenti degli ultimi mesi del Tribunale di Milano possono indurre a pensare che la parola anatocismo sia destinata a scomparire dal panorama bancario. In realtà, in materia di anatocismo, regna ancora una grande incertezza derivante dalle differenti interpretazioni del nuovo articolo 120 del testo unico bancario, norma di riferimento sulla produzione e la capitalizzazione degli interessi. Basti pensare che, tra gli altri, il Tribunale di Torino, con un’ordinanza emessa proprio pochi giorni fa, ha respinto un ricorso presentato da un’associazione dei consumatori contro una banca piemontese; quest’ultima pronuncia, che fa seguito a numerose altre decisioni dello stesso avviso, sembra dunque rafforzare l’orientamento per il quale l’art. 120 TUB è inoperante in attesa dell’adozione di un’apposita regolamentazione del Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio che dovrebbe finalmente porre fine a questa discrepanza di vedute. Quali sono i motivi che hanno portato i Giudici a decisioni di segno opposto? Procediamo con ordine...

mercoledì 30 settembre 2015

SALUTE: SE DA UNA TRASFUSIONE SI CONTRAE UNA MALATTIA


Negli anni ’80 e ’90 il nostro Paese si è reso protagonista di una vicenda oscura e dolorosa. Non si tratta di episodi di criminalità organizzata o di scandali politici, ma di malasanità. Immaginate di aver bisogno di una trasfusione di sangue e di recarvi all’ospedale pensando di trarne solo benefici. Immaginate, dopo qualche tempo, di iniziare ad accusare debolezza, senso di nausea, mancanza di appetito e di essere sempre febbricitanti. A cosa pensereste? Molto probabilmente ad un virus presente nell’aria oppure ad un periodo di stress: in entrambi i casi a situazioni temporanee, guaribili con una semplice aspirina. Purtroppo, per molte persone così non è stato perché il presunto malessere passeggero si è trasformato in una delle malattie più gravi fino ad oggi scoperte e, quindi, chi si era sottoposto ad una trasfusione ematica, in quel periodo, ha scoperto di aver contratto l’epatite C. Rabbia, dolore, incredulità e la voglia di capire chi, perché e cosa avesse provocato quella malattia, sono i sentimenti provati da queste persone. Quali sono i rimedi giudiziari previsti in tali ipotesi? Chi è il soggetto responsabile? Cosa si può domandare e chi ha il potere di farlo? Vediamo un po’ insieme…