Non potrà esserci alcuna black list dei cittadini morosi
online sul sito del Comune; l’Autorità Garante per la protezione dei dati
personali ha, infatti, ritenuto che si tratterebbe di un inutile ed
irragionevole strumento vessatorio lesivo della dignità delle persone. La
balzana idea del Sindaco di Mulazzo (comune della Toscana) di mettere alla
gogna pubblica coloro che non hanno pagato i tributi, fortunatamente, è stata
bloccata dal parere esposto dall’Authority della privacy la quale ha spiegato
come la procedura approvata dal Consiglio comunale violi il principio di
legalità sotto diversi profili. Cerchiamo allora di capire per quali motivi il
Comune non è autorizzato a pubblicare sul proprio sito web la lista dei
morosi...
mercoledì 7 ottobre 2015
PRIVACY: NIENTE BLACK LIST ONLINE PER CHI NON PAGA LE TASSE COMUNALI
lunedì 5 ottobre 2015
PROCEDIMENTO PENALE: MESSA ALLA PROVA, UN'OPPORTUNITÀ PER CHI SBAGLIA
La quotidianità dello studio legale ci mette a confronto con persone
incensurate cui talvolta può capitare di commettere una sciocchezza che, in
genere, pagano con l’angoscia di una pendenza penale sul capo. Il pensiero va
immediatamente a quei reati quali la ricettazione e il furto aggravato, ma la Legge
n. 67 del 28 Aprile 2014 ha introdotto, nell’ambito del processo alle persone
maggiorenni, l’istituto della sospensione
del procedimento con messa alla prova, chiaramente ispirato alla probation
anglosassone e già previsto nell’ambito del processo penale per i minorenni. La
finalità deflattiva dell’istituto consiste non solo nel ridurre la durata dei
tempi del processo (con notevole risparmio di attività e risorse da parte dello
Stato) ma anche nell’evitare il sovraffollamento delle carceri e, non ultimo, per evitarne il contatto per i soggetti incensurati che
commettono reati di gravità e di allarme sociale non particolarmente elevati. Per
molti assistiti si tratta di un utile strumento non solo per risolvere in tempi
brevi la pendenza penale ma anche per evitare il carcere, senza sostenere
esborsi per pene pecuniarie poiché la pena viene scontata lavorando. La fedina
penale resta poi sgombra da condanne definitive e, infatti, il reato, in caso
di esito positivo della messa alla prova, viene dichiarato estinto. Vediamo
come funziona...
venerdì 2 ottobre 2015
ANATOCISMO: È DAVVERO FINITA? FACCIAMO IL PUNTO DELLA SITUAZIONE!
Gli orientamenti degli ultimi mesi del Tribunale di Milano
possono indurre a pensare che la parola anatocismo sia destinata a scomparire
dal panorama bancario. In realtà, in materia di anatocismo, regna ancora una
grande incertezza derivante dalle differenti interpretazioni del nuovo articolo
120 del testo unico bancario, norma di riferimento sulla produzione e la
capitalizzazione degli interessi. Basti pensare che, tra gli altri, il
Tribunale di Torino, con un’ordinanza emessa proprio pochi giorni fa, ha
respinto un ricorso presentato da un’associazione dei consumatori contro una banca
piemontese; quest’ultima pronuncia, che fa seguito a numerose altre decisioni
dello stesso avviso, sembra dunque rafforzare l’orientamento per il quale
l’art. 120 TUB è inoperante in attesa dell’adozione di un’apposita
regolamentazione del Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio
che dovrebbe finalmente porre fine a questa discrepanza di vedute. Quali sono i
motivi che hanno portato i Giudici a decisioni di segno opposto? Procediamo con
ordine...
mercoledì 30 settembre 2015
SALUTE: SE DA UNA TRASFUSIONE SI CONTRAE UNA MALATTIA
Negli
anni ’80 e ’90 il nostro Paese si è reso protagonista di una vicenda oscura e
dolorosa. Non si tratta di episodi di criminalità organizzata o di scandali
politici, ma di malasanità. Immaginate di aver bisogno di una trasfusione di
sangue e di recarvi all’ospedale pensando di trarne solo benefici. Immaginate,
dopo qualche tempo, di iniziare ad accusare debolezza, senso di nausea,
mancanza di appetito e di essere sempre febbricitanti. A cosa pensereste? Molto
probabilmente ad un virus presente nell’aria oppure ad un periodo di stress: in
entrambi i casi a situazioni temporanee, guaribili con una semplice aspirina.
Purtroppo, per molte persone così non è stato perché il presunto malessere
passeggero si è trasformato in una delle malattie più gravi fino ad oggi
scoperte e, quindi, chi si era sottoposto ad una trasfusione ematica, in quel
periodo, ha scoperto di aver contratto l’epatite C. Rabbia, dolore, incredulità
e la voglia di capire chi, perché e cosa avesse provocato quella malattia, sono
i sentimenti provati da queste persone. Quali sono i rimedi giudiziari previsti
in tali ipotesi? Chi è il soggetto responsabile? Cosa si può domandare e chi ha
il potere di farlo? Vediamo un po’ insieme…
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