Qualche mese fa avevamo già parlato di come il nostro Paese si sia aperto alla coltivazione dalla canapa a scopo industriale, specialmente per quanto riguarda il suo impiego nel ramo tessile, e come una più ampia proposta di legge sulla depenalizzazione della coltivazione e l’uso ricreativo di questa sostanza sia in fase di discussione al Senato. Che fine ha fatto questa legge? È reato coltivare in casa alcune piantine di marijuana? Vediamo cosa è previsto ad oggi…
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mercoledì 31 gennaio 2018
mercoledì 20 settembre 2017
MARIJUANA: LEGALE IN ITALIA, MA SOLO SE LIGHT!
Con la promulgazione della Legge 242/16 nel dicembre 2016, abbiamo
assistito all’improvviso espandersi del mercato legale della canapa. Questo
perché la nuova legge permette la coltivazione e la vendita di prodotti
provenienti dalla lavorazione della canapa senza bisogno di alcuna
autorizzazione da parte delle Autorità. Non si tratta però di marijuana da
sballo ma della versione “light”, l’Eletta Campana, che presenta un valore di
THC (il principio psicoattivo) molto inferiore allo 0,6% che è, appunto, il
limite consentito dalla legge. Il prodotto in questione, a dire di chi ne cura
e curerà la commercializzazione, consentirebbe un’efficacia maggiore di
rilassamento, combatterebbe il mal di testa, i dolori mestruali e quelli
articolari. Avrebbe, inoltre, un effetto antiossidante utile a chi soffre di
malattie degenerative e la si potrà usare come tisana o al posto del tabacco
tradizionale. Cerchiamo di capire…
mercoledì 30 settembre 2015
SALUTE: SE DA UNA TRASFUSIONE SI CONTRAE UNA MALATTIA
Negli
anni ’80 e ’90 il nostro Paese si è reso protagonista di una vicenda oscura e
dolorosa. Non si tratta di episodi di criminalità organizzata o di scandali
politici, ma di malasanità. Immaginate di aver bisogno di una trasfusione di
sangue e di recarvi all’ospedale pensando di trarne solo benefici. Immaginate,
dopo qualche tempo, di iniziare ad accusare debolezza, senso di nausea,
mancanza di appetito e di essere sempre febbricitanti. A cosa pensereste? Molto
probabilmente ad un virus presente nell’aria oppure ad un periodo di stress: in
entrambi i casi a situazioni temporanee, guaribili con una semplice aspirina.
Purtroppo, per molte persone così non è stato perché il presunto malessere
passeggero si è trasformato in una delle malattie più gravi fino ad oggi
scoperte e, quindi, chi si era sottoposto ad una trasfusione ematica, in quel
periodo, ha scoperto di aver contratto l’epatite C. Rabbia, dolore, incredulità
e la voglia di capire chi, perché e cosa avesse provocato quella malattia, sono
i sentimenti provati da queste persone. Quali sono i rimedi giudiziari previsti
in tali ipotesi? Chi è il soggetto responsabile? Cosa si può domandare e chi ha
il potere di farlo? Vediamo un po’ insieme…
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