Il 6 aprile scorso il
dottor Giovanni Spinnato, medico primario, è stato condannato a un mese di
reclusione per violenza privata dal giudice monocratico del Tribunale di
Termini Imerese, per aver praticato un trattamento sanitario contro l’espressa
volontà di una paziente. Il deposito delle motivazioni della recente sentenza, che
aveva anche disposto una provvisionale risarcitoria di diecimila euro, oltre al
rimborso delle spese di lite pari a cinquemila euro, ha riportato il caso
all’attenzione della cronaca giudiziaria e riaperto il dibattito sulla
questione del diritto all’autodeterminazione dell’individuo. Diritto, garantito
dal nostro ordinamento giuridico e da principi sovranazionali e che consiste
nella facoltà di ognuno di rifiutare la prestazione sanitaria, sia essa diagnostica, terapeutica e salva vita o di revocare il consenso già prestato.
Ma come si concilia questo inviolabile diritto con il dovere del medico di
salvare la vita di un ammalato quando questa è in pericolo? Una riflessione
pare doverosa…
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giovedì 21 giugno 2018
mercoledì 30 settembre 2015
SALUTE: SE DA UNA TRASFUSIONE SI CONTRAE UNA MALATTIA
Negli
anni ’80 e ’90 il nostro Paese si è reso protagonista di una vicenda oscura e
dolorosa. Non si tratta di episodi di criminalità organizzata o di scandali
politici, ma di malasanità. Immaginate di aver bisogno di una trasfusione di
sangue e di recarvi all’ospedale pensando di trarne solo benefici. Immaginate,
dopo qualche tempo, di iniziare ad accusare debolezza, senso di nausea,
mancanza di appetito e di essere sempre febbricitanti. A cosa pensereste? Molto
probabilmente ad un virus presente nell’aria oppure ad un periodo di stress: in
entrambi i casi a situazioni temporanee, guaribili con una semplice aspirina.
Purtroppo, per molte persone così non è stato perché il presunto malessere
passeggero si è trasformato in una delle malattie più gravi fino ad oggi
scoperte e, quindi, chi si era sottoposto ad una trasfusione ematica, in quel
periodo, ha scoperto di aver contratto l’epatite C. Rabbia, dolore, incredulità
e la voglia di capire chi, perché e cosa avesse provocato quella malattia, sono
i sentimenti provati da queste persone. Quali sono i rimedi giudiziari previsti
in tali ipotesi? Chi è il soggetto responsabile? Cosa si può domandare e chi ha
il potere di farlo? Vediamo un po’ insieme…
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