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giovedì 21 giugno 2018

SALUTE: L’INVIOLABILE DIRITTO DI MORIRE



Il 6 aprile scorso il dottor Giovanni Spinnato, medico primario, è stato condannato a un mese di reclusione per violenza privata dal giudice monocratico del Tribunale di Termini Imerese, per aver praticato un trattamento sanitario contro l’espressa volontà di una paziente. Il deposito delle motivazioni della recente sentenza, che aveva anche disposto una provvisionale risarcitoria di diecimila euro, oltre al rimborso delle spese di lite pari a cinquemila euro, ha riportato il caso all’attenzione della cronaca giudiziaria e riaperto il dibattito sulla questione del diritto all’autodeterminazione dell’individuo. Diritto, garantito dal nostro ordinamento giuridico e da principi sovranazionali e che consiste nella facoltà di ognuno di rifiutare la prestazione sanitaria, sia essa diagnostica, terapeutica e salva vita o di revocare il consenso già prestato. Ma come si concilia questo inviolabile diritto con il dovere del medico di salvare la vita di un ammalato quando questa è in pericolo? Una riflessione pare doverosa…

mercoledì 30 settembre 2015

SALUTE: SE DA UNA TRASFUSIONE SI CONTRAE UNA MALATTIA


Negli anni ’80 e ’90 il nostro Paese si è reso protagonista di una vicenda oscura e dolorosa. Non si tratta di episodi di criminalità organizzata o di scandali politici, ma di malasanità. Immaginate di aver bisogno di una trasfusione di sangue e di recarvi all’ospedale pensando di trarne solo benefici. Immaginate, dopo qualche tempo, di iniziare ad accusare debolezza, senso di nausea, mancanza di appetito e di essere sempre febbricitanti. A cosa pensereste? Molto probabilmente ad un virus presente nell’aria oppure ad un periodo di stress: in entrambi i casi a situazioni temporanee, guaribili con una semplice aspirina. Purtroppo, per molte persone così non è stato perché il presunto malessere passeggero si è trasformato in una delle malattie più gravi fino ad oggi scoperte e, quindi, chi si era sottoposto ad una trasfusione ematica, in quel periodo, ha scoperto di aver contratto l’epatite C. Rabbia, dolore, incredulità e la voglia di capire chi, perché e cosa avesse provocato quella malattia, sono i sentimenti provati da queste persone. Quali sono i rimedi giudiziari previsti in tali ipotesi? Chi è il soggetto responsabile? Cosa si può domandare e chi ha il potere di farlo? Vediamo un po’ insieme…