venerdì 11 dicembre 2015

INTERNET: BITCOIN QUESTA SCONOSCIUTA, GIURIDICAMENTE PARLANDO!


Questo post vorrei dedicarlo a un tema che per i puristi del diritto potrà sembrare non attinente alla materia giuridica, ma che ha attratto la mia attenzione sia perché se ne è parlato all’indomani dei drammatici attentati di Parigi dello scorso 13 novembre, sia perché credo che prima o poi dovrà essere oggetto di regolamentazione giuridica a livello internazionale. Mi riferisco al bitcoin, una moneta elettronica che, secondo la carta stampata e l’informazione televisiva, costituisce una delle forme occulte con cui il terrorismo, sempre più informatizzato e tecnologico, finanzia le proprie operazioni in tutto il mondo. Infatti, sfruttando la velocità e la globalità di Internet e consentendo di effettuare transazioni istantanee ed in forma anonima, quindi non tracciabile, il bitcoin ben si presta a finalità illecite in genere. Ma cos’è il bitcoin? Esiste una qualche forma di regolamentazione e controllo? E, in Italia, come viene considerato dal punto di vista giuridico?

mercoledì 9 dicembre 2015

PRIVACY: VIENE VIOLATA SE SI FANNO REGISTRAZIONI DI NASCOSTO?


Qualche settimana fa mi è capitato di leggere un articolo che narrava di un episodio in cui erano stati coinvolti alcuni studenti, i quali erano stati sospesi poiché colti dall’insegnante a riprenderlo con il cellulare, durante la lezione. Il video in questione era poi stato condiviso attraverso WhatsApp allo scopo di ridicolizzarlo. Storie come queste non sono certamente rare nel mondo della scuola, dove l’uso e l’abuso degli smartphone ha portato, nei casi più gravi, fino ad episodi di cyberbullismo e a denunce di insegnanti la cui privacy è stata violata dalle registrazioni effettuate di nascosto da qualche studente. Ma, questa delle registrazioni, occulte o fraudolente e del loro impatto sulla privacy, è una questione molto dibattuta non solo nel mondo della scuola e, anzi, ha formato oggetto di diverse sentenze della Corte di Cassazione, sia civile sia penale, con orientamenti talvolta confliggenti tra loro. Di recente, si è ritornati a parlarne in occasione della riforma del processo penale, attualmente all’esame del Senato. Cerchiamo, allora, di capire...

mercoledì 2 dicembre 2015

SE IL REATO È TENUE, IL GIUDICE NON PUNISCE!


L’introduzione nel nostro ordinamento di alcune norme che regolano la particolare figura giuridica identificata come tenuità del fatto è stata accolta da una parte dell’opinione pubblica con notevoli perplessità e qualche critica. Ad alcuni le nuove disposizioni sono apparse, infatti, come una comoda scappatoia per un gran numero di delinquenti; un modo, insomma, per evitare una condanna ritenuta giusta. Obiettivo ancor più semplice da perseguire se poi ci si affida a un legale particolarmente esperto. Tuttavia, una corretta lettura della norma, anche alla luce delle applicazioni più recenti, conduce a conclusioni ben diverse. Vediamo allora come funziona...

lunedì 30 novembre 2015

SINISTRI STRADALI: MA IL DATORE DI LAVORO CHI LO RISARCISCE?


Quando in occasione di un sinistro stradale viene coinvolto un soggetto che lavora alle dipendenze di un altro, o di un’azienda che fa capo ad una società, ci si domanda se i danni patrimoniali che subisce il datore di lavoro a causa dell’incidente possano essere autonomamente risarciti a prescindere dalle azioni che il danneggiato porta avanti. La questione non è di poco conto poiché talvolta si tratta di danni economici di una certa rilevanza. Inps e Inail, che sono gli enti che intervengono nel caso, appunto, di malattia o infortunio dipendenti anche dal fatto di un terzo (quale è proprio il caso dell’incidente stradale avvenuto per colpa di un soggetto terzo), provvedono, infatti, solo in parte a coprire le retribuzioni comunque dovute al lavoratore. Sul datore di lavoro grava quindi il danno di dover continuare a versare le contribuzioni di legge e retribuire il dipendente per la parte residua non corrisposta da tali enti pur non potendo fruire della prestazione di lavoro, talvolta per periodi molto lunghi come accade nel caso di sinistri cui conseguono lesioni gravi. Oltre a ciò si consideri che le quote di assicurazione che il datore versa per garantire i dipendenti presso Inps e Inail aumentano proprio al verificarsi di tali circostanze. Cosa può fare allora il datore di lavoro che si trovi ad affrontare situazioni come questa?