A quanti di noi è capitato che, dopo una lunga giornata di lavoro, seduti al tavolo e con la forchetta in mano pronti a gustare il primo boccone di una desiderata cena, sentiamo il telefono di casa squillare? Immagino a molti. Così abbassiamo la posata, ci alziamo da tavola e ci dirigiamo verso la postazione del telefono: chissà, magari è qualcosa di importante! E invece no, messa la cornetta vicino all’orecchio la prima cosa che sentiamo sono dei rumori di ufficio di sottofondo che ci fanno subito capire quale sarà il tenore della telefonata. Tra un “Mannaggia a me che ho risposto!” e un “Ma hanno i superpoteri? Perché mi beccano sempre durante la cena?”, decidiamo di essere educati e di rispondere con un semplice “Pronto”. Da lì inizia un flusso di parole difficile da capire ma, soprattutto, da interrompere. Chi con gentilezza, chi con modi un po’ più rudi, si cerca sempre di dire che non si è interessati a nessuna promozione, affare o abbonamento e di terminare nel minor tempo possibile quella telefonata. Una volta messa giù la cornetta, il pensiero di molti di noi è se esistono degli strumenti per tutelarci da queste chiamate aggressive, così da non riceverle più. Ebbene, esistono! Vediamo insieme quali sono…
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venerdì 12 febbraio 2016
mercoledì 9 dicembre 2015
PRIVACY: VIENE VIOLATA SE SI FANNO REGISTRAZIONI DI NASCOSTO?
Qualche settimana fa mi è capitato di
leggere un articolo che narrava di un episodio in cui erano stati coinvolti
alcuni studenti, i quali erano stati sospesi poiché colti dall’insegnante a riprenderlo
con il cellulare, durante la lezione. Il video in questione era poi stato
condiviso attraverso WhatsApp allo scopo di ridicolizzarlo. Storie come queste
non sono certamente rare nel mondo della scuola, dove l’uso e l’abuso degli
smartphone ha portato, nei casi più gravi, fino ad episodi di cyberbullismo e a
denunce di insegnanti la cui privacy è stata violata dalle registrazioni
effettuate di nascosto da qualche studente. Ma, questa delle registrazioni, occulte
o fraudolente e del loro impatto
sulla privacy, è una questione molto dibattuta non solo nel mondo della scuola e,
anzi, ha formato oggetto di diverse sentenze della Corte di Cassazione, sia
civile sia penale, con orientamenti talvolta confliggenti tra loro. Di recente,
si è ritornati a parlarne in occasione della riforma del processo penale, attualmente
all’esame del Senato. Cerchiamo, allora, di capire...
lunedì 8 giugno 2015
PRIVACY: RISARCIMENTO DA SPAM? FORSE!
Anche questa mattina, come di consueto, ho controllato la mia casella di posta elettronica e come spesso accade ho trovato un gran numero di mail ricevute. Purtroppo, non si trattava di messaggi provenienti da mittenti conosciuti ma solamente comunicazioni commerciali di svariati siti internet. È evidente ormai, come attraverso l’utilizzo dei social network e più in generale di internet, la circolazione dei nostri dati sensibili, in primis tra tutti il nostro indirizzo di posta elettronica, sia resa molto più facile e veloce. Quante volte ad esempio ci è capitato di dover inserire tutti i nostri dati per completare l’iscrizione ad un sito in maniera tale da permetterci un acquisto on-line? E quante volte senza troppa attenzione diamo il consenso alla cessione dei nostri dati per finalità commerciali? Difendersi dagli abusi commessi dai gestori di questi siti che, anche senza la nostra espressa autorizzazione, utilizzano i dati raccolti è un’esigenza ormai attualissima. La domanda sorge spontanea: ma colui che quotidianamente constata con disappunto la presenza di decine e decine di mail pubblicitarie ed è costretto ad adoperarsi per cancellarle con certosina pazienza, non ha diritto ad un risarcimento da chi fraudolentemente le invia? Insomma chi effettua spam elettronico non sta creando un danno a quegli utenti che ricevono le comunicazioni non richieste? È superfluo dire che a tutti parrebbe logico e automatico rispondere in modo affermativo, ma a quanto pare il Tribunale di Perugia non sembra pensarla allo stesso modo…
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