Nelle fiabe che ci raccontavano sempre
i nostri genitori, il protagonista è un bel principe azzurro che, dopo rischiose
imprese, salva la principessa dalle grinfie del cattivo di turno, così da
poterla sposare e vivere per l’eternità felici e contenti. Siamo sempre stati
abituati a interpretare il matrimonio come un negozio fondato su un rapporto
sentimentale tra due persone di diverso sesso e questa nostra cultura è stata
positivizzata all’interno del d.P.R. 396 del 2000, sulla trascrizione degli
atti dello stato civile. A ben vedere all’interno del nostro diritto non vi è
nessuna norma che, espressamente, vieti il matrimonio tra persone dello stesso
sesso, ma ve ne sono alcune che utilizzano i termini “marito” e “moglie”. Su
tali ultime espressioni, si fonda l’orientamento della giurisprudenza italiana
che non ammette la celebrazione e il riconoscimento di un matrimonio
omosessuale. Questa tesi è, però, molto contrastata da chi ritiene che l’apertura
a tale tipo di negozio sia da qualificarsi come necessaria per una più forte tutela
dei diritti civili aventi carattere universale. Si tratta di una tematica che
coinvolge molteplici aspetti: cerchiamo di capirli insieme…
mercoledì 18 novembre 2015
lunedì 16 novembre 2015
STUPRO: SENTENZA SHOCK, DOVEVI CHIUDERE LE GAMBE!
Tra le notizie che ho avuto modo di leggere nei giorni scorsi ne ho scorta una che mi ha decisamente scioccata. Da giurista cerco di non cedere alla tentazione di esternare pensieri da uomo della strada e quindi di esprimere opinioni gratuite e disancorate dall’analisi giuridica degli eventi; in altre parole prima di giudicare lapidariamente chiedo spiegazioni ai colleghi, specialisti della materia, e, spesso, devo dire, certe decisioni assumono poi una connotazione molto diversa rispetto allo sdegno iniziale, tipico degli individui comuni. Questa volta, tuttavia, non posso proprio esimermi dall’evidenziare come il mio primo pensiero sia andato alla vittima di questa triste vicenda poiché se è vero che il magistrato canadese, che ha diretto questo processo per stupro, ha pronunciato le frasi che ho letto, ebbene, credo che la poveretta abbia subito nuova e reiterata violenza. Ho avuto la sensazione che a parlare non fosse un uomo del terzo millennio ma un inquisitore privo di qualsiasi elementare principio fondato sull’educazione di genere. In breve, vi spiego i motivi di questo personale pensiero…
mercoledì 11 novembre 2015
PRIVACY: L’OCCHIO INDISCRETO DEI DRONI SUI DATI PERSONALI
Il loro primo utilizzo è stato nel
campo militare, come bersagli volanti per le esercitazioni militari, per
spiare, raccogliere informazioni e sferrare attacchi mirati in territori di
guerra. Poi, poco alla volta sono divenuti sempre più diffusi, impiegati anche
in ambito civile e per gli scopi più svariati. Sto parlando dei droni, velivoli
telecomandati dotati di telecamere e di sistemi di rilevazione, che oggi sono
largamente utilizzati nel settore agricolo, per rilevare lo stato del terreno e
delle colture; in quello ingegneristico ambientale, per visionare aree o
strutture inaccessibili e pericolose e per monitorare l’inquinamento; in quello
architettonico urbanistico, per effettuare rilievi e mappature; in quello
dell’emergenza, per portare soccorsi e cercare superstiti; in quello della
sicurezza, per effettuare sorveglianze; in quello dell’intrattenimento e del
turismo, per fare riprese e filmati. Ma proprio la loro rapida diffusione ne ha
evidenziato criticità e problematicità legate soprattutto alla privacy di
quanti entrano in contatto con loro. Cerchiamo, allora, di capire meglio. Tanto
per cominciare …
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lunedì 9 novembre 2015
BOLLETTE: COSA SUCCEDE SE CON L’ANNO NUOVO SARÀ INCLUSO IL CANONE RAI?
Si avvicina la scadenza annuale del 31 gennaio e già si parla del pagamento del canone RAI, una vera e propria imposta, anche se comunemente definita abbonamento, dovuta da chiunque detiene uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive indipendentemente dalla qualità o dalla quantità dell’utilizzo. Come tutte le imposte è chiaramente mal vista dai contribuenti ed è forse quella più ampiamente evasa. Così ogni anno, a partire da dicembre, siamo martellati dai continui messaggi pubblicitari che la RAI manda per ricordarci ora il termine di scadenza per il suo pagamento, ora la irrisorietà della somma dovuta a confronto della varietà e ricchezza dei programmi offerti, ora il mancato aumento rispetto all’anno precedente, ora la possibilità di pagarla in ritardo con una piccola soprattassa, e così via. Il tutto per sensibilizzare gli italiani ad effettuare il pagamento. I risultati, tuttavia, non devono essere stati così incoraggianti, visto che quest’anno il canone è stato oggetto di una minirivoluzione in occasione della Legge di Stabilità 2016. Vediamo insieme di che si tratta…
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