Qualche settimana fa,
ancora la notizia di uno stupro in danno di una donna, una manager francese di
circa trentatre anni, turista in Italia a Capri, che ha riferito alle autorità
di essere stata violentata dopo essere stata drogata, a sua insaputa, da un
coetaneo americano, anch’esso turista. Pochi giorni dopo, un’altra denuncia per
violenza sessuale su una quindicenne da parte di un ventiduenne, straniero, che
aveva chiesto asilo nel nostro paese. Anche in questo caso la vittima non è
stata in grado di reagire a causa dell’abuso di sostanze alcoliche. Notizie analoghe
si susseguono e riportano alla mente l’ultima eclatante sentenza della Suprema
Corte che tanto scalpore e clamore mediatico ha destato. Una decisione che ha
scatenato polemiche e critiche e che è stata tacciata di non essere
sufficientemente tutelante nei riguardi delle vittime, anacronistica e
addirittura sprezzante dell’evoluzione giurisprudenziale e legislativa relativa
al tema dello stupro. Raramente, a mio avviso, e non solo mio fortunatamente, critiche
a una decisione sono state tanto ingiustificate e gratuite. Mi permetto,
quindi, nonostante sia passata qualche settimana, di tornare sull’argomento. Se
non altro per le drammatiche notizie che continuano a ripetersi…
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lunedì 3 settembre 2018
lunedì 16 novembre 2015
STUPRO: SENTENZA SHOCK, DOVEVI CHIUDERE LE GAMBE!
Tra le notizie che ho avuto modo di leggere nei giorni scorsi ne ho scorta una che mi ha decisamente scioccata. Da giurista cerco di non cedere alla tentazione di esternare pensieri da uomo della strada e quindi di esprimere opinioni gratuite e disancorate dall’analisi giuridica degli eventi; in altre parole prima di giudicare lapidariamente chiedo spiegazioni ai colleghi, specialisti della materia, e, spesso, devo dire, certe decisioni assumono poi una connotazione molto diversa rispetto allo sdegno iniziale, tipico degli individui comuni. Questa volta, tuttavia, non posso proprio esimermi dall’evidenziare come il mio primo pensiero sia andato alla vittima di questa triste vicenda poiché se è vero che il magistrato canadese, che ha diretto questo processo per stupro, ha pronunciato le frasi che ho letto, ebbene, credo che la poveretta abbia subito nuova e reiterata violenza. Ho avuto la sensazione che a parlare non fosse un uomo del terzo millennio ma un inquisitore privo di qualsiasi elementare principio fondato sull’educazione di genere. In breve, vi spiego i motivi di questo personale pensiero…
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