Nelle fiabe che ci raccontavano sempre
i nostri genitori, il protagonista è un bel principe azzurro che, dopo rischiose
imprese, salva la principessa dalle grinfie del cattivo di turno, così da
poterla sposare e vivere per l’eternità felici e contenti. Siamo sempre stati
abituati a interpretare il matrimonio come un negozio fondato su un rapporto
sentimentale tra due persone di diverso sesso e questa nostra cultura è stata
positivizzata all’interno del d.P.R. 396 del 2000, sulla trascrizione degli
atti dello stato civile. A ben vedere all’interno del nostro diritto non vi è
nessuna norma che, espressamente, vieti il matrimonio tra persone dello stesso
sesso, ma ve ne sono alcune che utilizzano i termini “marito” e “moglie”. Su
tali ultime espressioni, si fonda l’orientamento della giurisprudenza italiana
che non ammette la celebrazione e il riconoscimento di un matrimonio
omosessuale. Questa tesi è, però, molto contrastata da chi ritiene che l’apertura
a tale tipo di negozio sia da qualificarsi come necessaria per una più forte tutela
dei diritti civili aventi carattere universale. Si tratta di una tematica che
coinvolge molteplici aspetti: cerchiamo di capirli insieme…
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mercoledì 18 novembre 2015
lunedì 14 aprile 2014
"QUESTO MATRIMONIO NON S'HA DA FARE!"
Per riprendere una delle più celebri espressioni che il Manzoni, nel noto romanzo “I promessi sposi”, mise in bocca ad uno dei bravi, rivolta al povero curato, Don Abbondio, per fare in modo che gli sventurati Renzo e Lucia non convolassero a nozze, allo stesso modo sembra tuonare con tono solenne e imperioso il Pubblico Ministero, capo della Procura di Grosseto, dott. Francesco Verusio. A scatenare la reazione del magistrato è stata l’ordinanza emessa il 3 aprile scorso, e depositata pochi giorni dopo, a mezzo della quale il dott. Paolo Cesare Ottati, Presidente della Camera di Consiglio del Tribunale toscano, che ha deciso la questione, ha ordinato all’Ufficiale dello stato civile del Comune di Grosseto di trascrivere il matrimonio celebrato nel dicembre dell’anno 2012, a New York, tra Stefano B. e Giuseppe C. La pronuncia, prima nel suo genere, è destinata a far discutere. Vediamo, quindi, quali sono gli antefatti e quali le questioni rilevanti da un punto di vista giuridico…
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