mercoledì 10 settembre 2014

SINISTRO STRADALE: SE UNO STUDENTE RIPORTA GRAVI LESIONI E LA CAPACITÀ LAVORATIVA FUTURA SI RIDUCE, IL RISARCIMENTO È DOVUTO?


I colleghi avvocati che si occupano di responsabilità civile, e in particolare di assistere le vittime da sinistro stradale, sanno molto bene quanto sia difficile, direi quasi impossibile, ottenere in via bonaria, e al di fuori del contenzioso giudiziario, il risarcimento del danno patrimoniale da perdita o ridotta capacità lavorativa futura. Ciò è particolarmente vero laddove il soggetto danneggiato sia un minorenne, studente all’epoca del sinistro. Le compagnie di assicurazione, in tali circostanze, si limitano a respingere ogni richiesta risarcitoria adducendo laconicamente la mancanza di ogni prova sul punto. La realtà è, invece, che qualunque elemento di prova, a supporto della richiesta, venga allegato non viene in alcun modo preso in considerazione! Oggi cercherò, dunque, di spiegarvi il motivo di tale atteggiamento e, soprattutto, quanto sia importante per i nostri assistiti insistere con ogni strumento giuridico a disposizione per ottenere il ristoro che merita una partita di danno tanto importante e, a volte, decisamente cospicua.

lunedì 8 settembre 2014

PROROGA DEL RILASCIO E FONDO PER DISAGIATI: STOP AGLI SFRATTI!


Davvero interessante la questione che qualche tempo fa mi ha sottoposto Bice e che ritengo utile condividere con voi! La figlia trentenne, Antonina, sposata e separata, con due figli minori, ha subito, a causa della crisi economica una compressione dello stipendio che non le consentiva, ahimè, di mantenere le spese dell’alloggio preso in affitto. In virtù di tale situazione, e sapendo che la madre possedeva un piccolo appartamento a Milano, oltre a quello in cui viveva, che da diversi anni aveva concesso in locazione, Antonina ha chiesto appunto a Bice di aiutarla permettendole di vivere nella piccola abitazione, messa a rendita da quest’ultima, consentendole di pagare un affitto commisurato alle sue nuove e più ristrette condizioni economiche. Bice, naturalmente, ben lieta di aiutare la figlia in difficoltà senza, peraltro, rinunciare ad una piccola rendita che unita alla pensione le avrebbe consentito comunque di continuare a godere di un’esistenza più che dignitosa, inoltrava immediatamente disdetta all’inquilino poiché, combinazione, la locazione, stipulata secondo le regole della Legge sull’equo canone (Legge 392 del 1978), era giunta ormai, dopo il rituale rinnovo tacito del quarto anno, alla settima annualità e quindi stava ormai per finire (4 + 4). Bice, nonostante il legittimo diritto, ha avuto una fastidiosa sorpresa e un bel po’ di seccature! Cosa è successo?

venerdì 5 settembre 2014

BAGAGLIO IN RITARDO, SMARRITO O DANNEGGIATO? PASSEGGERO RISARCITO E TUTELATO!


Ci ha scritto ieri Francesco P. raccontandoci delle sue ferie estive trascorse a Marsa Alam, posto incantevole sul Mar Rosso. Scrive Francesco: “Avevo prenotato questo viaggio da tempo, attraverso un noto tour operator, su suggerimento di alcuni amici e conoscenti che vi erano stati, descrivendomi paesaggi stupendi e paradisiaci. Ho trascorso due settimane meravigliose, lontane dallo stress e dall’inquinamento della mia città, rigenerandomi al 100%. Tutto secondo programma, sennonché al rientro…”. Vediamo insieme come è andata a finire e cosa fare nel caso malaugurato in cui, giunti all’aeroporto di destinazione, non ci dovesse essere restituito il nostro bagaglio oppure questo ci dovesse essere restituito in ritardo o addirittura danneggiato. Abbiamo diritto a un rimborso? Se si entro quali limiti?

mercoledì 3 settembre 2014

È POSSIBILE PIGNORARE IL CONTO CORRENTE CONDOMINIALE? L’INCERTEZZA REGNA SOVRANA...


Due recenti pronunce della giurisprudenza di merito hanno portato nuovamente alla ribalta una questione “scottante”, ovvero quella riguardante la possibilità di pignorare il conto corrente del condominio da parte dei creditori insoddisfatti. La questione è divenuta ancor più spinosa dopo l’entrata in vigore della Legge di riforma del condominio (L. 220/2012) che, novellando l’art. 63 delle disposizioni di attuazione del codice civile, dispone espressamente che l’amministratore “…è tenuto a comunicare ai creditori insoddisfatti che lo interpellino i dati dei condomini morosi” (primo comma) e che “i creditori non possono agire nei confronti degli obbligati in regola con i pagamenti se non dopo l’escussione degli altri condomini morosi” (secondo comma). Le due norme generano non pochi dubbi interpretativi: vediamo perché …