lunedì 23 giugno 2014

ECCESSO DI VELOCITÀ: QUANDO IL GIUDICE LO CONSIDERA GUIDA PERICOLOSA



L’avvicinarsi delle ferie estive e, talvolta, la fretta di raggiungere la meta scelta, riporta in evidenza il delicato tema delle infrazioni stradali, ponendo questa volta l’attenzione a quei casi in cui, oltre all’eccesso di velocità, nel verbale venga altresì contestata la guida pericolosa del conducente. Sul punto, infatti, vi sono state di recente interessanti pronunce che forniscono la possibilità agli utenti della strada quantomeno di provare a difendersi sull’argomento. Certo la riflessione non vuole essere un invito alla commissione di infrazioni pericolose quale è quella in argomento, d’altra parte è anche vero che gli agenti verbalizzanti hanno l’onere di redigere le contestazioni seguendo alcuni inderogabili criteri che i giudici mettono in evidenza. Esaminiamo uno di questi principi…


mercoledì 18 giugno 2014

SE PENSAVI DI CAVARTELA CON UN REGALO…



Il tema del mantenimento dei figli minori, purtroppo, ricopre costantemente un ruolo di primo piano nella giurisprudenza della Cassazione Penale, dal momento che sono frequenti casi in cui i genitori, peraltro in misura drasticamente maggiore i padri, “dimenticano” che un figlio ha delle necessità primarie da soddisfare, come ad esempio mangiare o vestirsi, che implicano necessariamente dei costi, dunque denaro. A tal proposito, una recentissima sentenza della Cassazione Penale ci offre la possibilità di approfondire l’argomento in quanto mette in evidenza la circostanza per la quale il genitore presso cui non sono collocati stabilmente i figli, sul quale dunque grava l’obbligo di contribuire al mantenimento, che faccia dei regali ai medesimi, senza contestualmente provvedere al versamento dell’assegno di mantenimento al genitore presso cui sono collocati stabilmente, di per sé non esclude la commissione del reato di cui all’art. 570 del codice penale, ossia la violazione degli obblighi di assistenza morale e materiale della famiglia. Prima di analizzare la sentenza oggetto del presente contributo, vediamo come il nostro ordinamento giuridico qualifica chi tenta di sfuggire alle proprie responsabilità genitoriali…     

lunedì 16 giugno 2014

L’ASSICURAZIONE CHE RITARDA A RISARCIRE, PAGA OLTRE IL MASSIMALE



Leggendo qua e là mi sono imbattuta nella notizia della recente pubblicazione (9 giugno 2014), da parte della Corte di Cassazione, dell’ennesima sentenza che ha confermato la condanna di una compagnia di assicurazione per aver colposamente ritardato il risarcimento nei confronti del danneggiato, gravemente leso, pur avendo a disposizione elementi tali da giustificarne l’immediata corresponsione. Premetto che non ho ancora avuto modo di esaminare con attenzione il contenuto della pronuncia e, quindi, mi riservo di tornare sull’argomento, l’annuncio è comunque un’opportunità per sottolineare che la cattiva e negligente gestione dell’iter risarcitorio, conseguente ad un sinistro stradale, che pregiudica o rende difficoltosa l’acquisizione del risarcimento, nella sfera del danneggiato e dei propri familiari, comporta per l’impresa di assicurazione un esborso maggiore per responsabilità aggravata anche oltre il massimale indicato nel contratto assicurativo obbligatoriamente stipulato per la responsabilità civile auto e ciò sia nei riguardi di chi ha subito i danni (mala gestio impropria) sia nei riguardi dell’assicurato danneggiante (mala gestio propria) per quanto quest’ultimo avrebbe potuto versare, oltre al massimale, se l’impresa assicuratrice avesse agito diligentemente. Cosa significa e cosa comporta l’enunciazione di tale principio? Vediamolo insieme … 

sabato 14 giugno 2014

007 LA SPIA CHE MI PEDINAVA: IN CASO DI SEPARAZIONE VALE LA RELAZIONE INVESTIGATIVA CHE DOCUMENTA L’ADULTERIO?


Questo è uno dei quesiti che mi vengono posti più di frequente quando mi si affida l’incarico di procedere con la domanda di separazione giudiziale, a fronte della scoperta dell’infedeltà (magari prolungata) di uno dei due coniugi. In altre parole: qual è l’efficacia probatoria della relazione investigativa assunta e allegata come prova del tradimento nella causa di separazione con richiesta di addebito al coniuge fedifrago? Oppure ancora mi capita di sentir dire “… ma avvocato, lei ritiene che affidare l’incarico a un’agenzia investigativa per documentare l’adulterio sia davvero utile oppure si tratta di un mero tentativo che non è detto venga valutato dal giudice?” Domande legittime a cui una recente sentenza della Cassazione ha dato risposta ponendo, d’altro canto, in evidenza che la questione relativa alla liceità della relazione investigativa è già stata affrontata dai giudici, sia di merito sia di legittimità in molte occasioni e, quindi, la decisione di qualche settimana fa va coordinata con i provvedimenti assunti in passato sullo stesso argomento. Mi pare, dunque, giusto porre in evidenza il principio che è stato enunciato anche al fine di fornire una risposta chiara ed esauriente ai quesiti.