venerdì 17 gennaio 2014

CADI A CAUSA DI UNA BUCA O DEL DISSESTO DEL MANTO STRADALE? NON È DETTO CHE IL COMUNE PAGHI I DANNI


Roberto Mangosi
Buche sull’asfalto e masselli di pavé dissestati causano continui danneggiamenti a pedoni, motociclisti e talvolta anche alle autovetture. Spesso non si è in grado di gestire tali eventi e raccogliere, nell’imminenza del fatto, tutti gli elementi di prova che si rendono o si renderanno necessari per dimostrare che quel danno è da ricondurre all’omessa custodia dell’ente (nella specie il Comune) che doveva vigilare e occuparsi della cura della pubblica via. E’ il caso, allora, innanzitutto di capire come comportarsi se si rimane vittime di tali eventi e poi di esaminare come i giudici non solo di merito (ergo quelli di tribunale e corte d’appello) ma anche di legittimità, ovvero i giudici della corte di cassazione, interpretano le norme e inquadrano l’istituto giuridico della responsabilità della Pubblica Amministrazione. Ciò sia nel caso risulti fondata sull’omessa custodia ex art. 2051 del codice civile sia nell’ipotesi che trovi fondamento nell’art. 2043 dello stesso codice che stabilisce il principio generale secondo cui chiunque, dolosamente o colposamente, cagioni a un soggetto un danno ingiusto è obbligato a provvedere al risarcimento.Qualora, dunque, il massello di pavé traballante o la buca attorno al tombino vi faccia inciampare e cadere rovinosamente al suolo …

mercoledì 15 gennaio 2014

LEGGE UGUALE PER TUTTI, GIUSTIZIA PER TASCHE DI POCHI



Eccoci qui, il nuovo anno è appena iniziato e subito il Governo ci dà la spinta per affrontarlo con il massimo ottimismo. E così, per far ripartire l’economia arrivano i seguenti aumenti per autostrade, case, benzina, luce, gas e non poteva certo mancare anche il settore della giustizia. Ebbene, come sapete, dal primo gennaio scorso è entrata in vigore la Legge di Stabilità 2014, L. n. 147/2013, con l’allegato programma “Destinazione Italia”: si tratta di un documento che “dovrebbe” illustrare la politica organica del Governo per attrarre gli investimenti esteri e favorire la competitività delle imprese italiane. Per quel che ci interessa, vediamo come vengono attratti gli investimenti esteri nel settore della Giustizia…

lunedì 13 gennaio 2014

NEL COGNOME DEL PADRE (...E DELLA MADRE)



La recente bacchettata della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha finalmente messo in moto il meccanismo di equiparazione tra uomo e donna, coniugati o meno, in ordine all’attribuzione del cognome ai nuovi nati. Sino a qualche giorno fa in Italia vigeva, infatti, il principio, non codificato espressamente in nessuna norma di legge ma desumibile da diversi indici normativi, secondo il quale i figli legittimi assumevano il cognome del padre così come quelli naturali riconosciuti da entrambi i genitori. In verità la Corte Costituzionale e la Cassazione avevano, in tempi piuttosto recenti, già sollecitato il nostro legislatore ad allinearsi ai principi costituzionali di parità tra uomo e donna, codificati a livello europeo, e quindi di equiparazione della figura materna a quella paterna ma l’Italia, si sa, quando si tratta di scardinare il sistema, per quanto antiquato e incoerente sia, è un po’ lenta. Di fronte alla condanna dei giudici strasburghesi, datata 7 gennaio 2014, che diventerà definitiva entro tre mesi, il nostro Consiglio Dei Ministri si è quindi adeguato emanando, già nella seduta del 10 gennaio scorso, un Disegno di Legge che …

sabato 11 gennaio 2014

DESTINAZIONE ITALIA #2: IL GOVERNO STRIZZA L’OCCHIO AI COLOSSI ASSICURATIVI



Nel precedente post ho cercato di porre in evidenza le perplessità e le incoerenze più evidenti della norma che ha incredibilmente introdotto nel nostro sistema di diritto, decisamente in contro tendenza rispetto all’evoluzione dei sistemi vigenti in altri paesi, il divieto di libera circolazione del credito limitando, tuttavia, ancora più inspiegabilmente, tale divieto alla sola categoria dei crediti ceduti ai riparatori di veicoli. Ciò risponde all’esigenza dei colossi assicurativi, chiaramente molto ben rappresentati dall’attuale governo, di mantenere il potere di gestire la procedura di risarcimento da sinistro auto senza le interferenze fastidiose di tecnici qualificati, nella specie i carrozzieri, i quali per la loro esperienza potevano e possono contrastare l’esito di perizie commissionate dalle compagnie spesso avare e ossequiose degli interessi delle mandanti. Certo ancora una volta si è detto che la ragionevolezza della richiesta, da parte delle maggiori compagnie di assicurazione, e della successiva assunzione di tale provvedimento, risiede nella circostanza che occorre con ogni mezzo contrastare le frodi in danno delle stesse imprese che, di fatto, hanno comportato e comportano l’incremento dei costi delle polizze R.C.A. Ma non è così …