Il caso Levato-Boettcher ha scatenato l’ennesima querelle. Molti di noi, infatti, si sono schierati, o per lo meno si sono chiesti che posizione assumere di fronte alla notizia riguardante l’avvio del procedimento innanzi al Tribunale per i Minorenni per la dichiarazione dello stato di adottabilità del piccolo Achille, il bimbo nato dalla coppia killer. Vicenda decisamente triste, non solo per le vittime sfigurate dalle azioni scellerate dei due giovani criminali ma anche per il neonato che, pur non avendo colpe, ha già subito il grave pregiudizio di non aver potuto godere delle coccole e dell’affetto della mamma biologica durante i suoi primi giorni di vita. Insomma, per farla breve, c’è chi ritiene che le autorità debbano definitivamente, e in tempi brevi, dichiarare adottabile il piccolino e dare così avvio alla scelta di una coppia di genitori adottivi che si occupino del suo equilibrato sviluppo psico-fisico e chi, invece, sostiene che strappare un bimbo alle cure dei propri genitori naturali sia anch’esso un gesto criminale e profondamente ingiusto. Adozione o famiglia d’origine? Personalmente ritengo che assumere una posizione così netta, da una parte o dall’altra, sia fuorviante. Per comprendere appieno il senso di tale affermazione credo sia opportuno rivedere i criteri cardine, giurisprudenziali e legislativi, su cui poggiano, da un lato, le scelte dei giudici del Tribunale specializzato e, dall’altro, quelle dei difensori delle parti interessate. Vediamoli insieme …
giovedì 27 agosto 2015
lunedì 24 agosto 2015
VACANZE: SE LA MANCANZA DI IGIENE LE ROVINA SI HA DIRITTO AL RISARCIMENTO
L’estate sta finendo e molti di noi stanno lasciando, o hanno già lasciato, i luoghi prescelti per l’agognata pausa agostana. Non tutti però rientrano soddisfatti e riposati poiché talvolta le aspettative di riposo e benessere vengono drammaticamente tradite. Non è per nulla scontato quindi riaprire con una pagina dedicata alle sorprese (… ahimè sgradite) in cui purtroppo spesso ci si imbatte presso le strutture alberghiere che ci ospitano. Capita, infatti, che hotel, villaggi, residence turistici, ostelli e case vacanza non rispettino le caratteristiche declamate nella descrizione e nelle immagini che appaiono sul web o sui cataloghi sfogliati presso le agenzie di viaggio o i tour operator cui ci si rivolge per godere di tutele e garanzie maggiori. Che fare allora quando la vacanza si trasforma in un vero e proprio incubo, accompagnata magari da coinquilini indesiderati come blatte e scarafaggi, naturalmente non citati tra i servizi messi a disposizione dei turisti? O ancora, come comportarsi quando l’igiene scarseggia e la struttura è decisamente fatiscente e obsoleta perché carente della necessaria manutenzione? Quando si verificano tali sgradite circostanze si ha diritto ad un risarcimento? Credo dunque che, di questi tempi, due righe di memorandum giuridico su tali questioni possano essere oltremodo utili …
mercoledì 5 agosto 2015
NON ESATTAMENTE LA PARABOLA DEL BUON PASTORE
La storia può anche strappare un sorriso
innocente, ma leggendo questa curiosa sentenza emessa poco più di un anno fa,
ci si rende subito conto che da ridere c'è ben poco. L'argomento è di certo tra
quelli che maggiormente stimolano la curiosità di tutti, ma quando c'è di mezzo
l'art 609-bis del codice penale, il semplice interesse dovrebbe lasciare spazio
a una seria analisi degli eventi e soprattutto ad una triste ma necessaria
constatazione dell'estrema quanto odiosa diffusione di tali episodi. Per chi
non avesse ancora inteso di cosa tratteremo, sto parlando di uno dei peggiori
illeciti penali puniti dal codice Rocco: la violenza sessuale. Giusto per
rendere l'idea dell'estensione del fenomeno, basti pensare che secondo un
rapporto Eures-Ansa, in Italia,
ogni 12 secondi una donna è vittima di violenza. Avete capito bene, anche nel
nostro paese accade questo. Molti di questi casi peraltro, avvengono tra le
mura domestiche e i carnefici non sono balordi di strada o maniaci sessuali,
bensì mariti e compagni…
lunedì 27 luglio 2015
L’AMMINISTRATORE CHE NON COMUNICA I DATI DEI MOROSI PAGA DI TASCA PROPRIA!
Uno dei problemi che maggiormente preoccupano gli amministratori di condominio è sicuramente quello relativo alle morosità condominiali. Le statistiche parlano chiaro: negli ultimi anni, colpa anche (e soprattutto) della crisi economica, si è registrato un notevole incremento degli incarichi ai legali per il recupero dei crediti condominiali nei confronti degli stessi condomini che non pagano la loro quota di spese di gestione. Tuttavia, tale recupero non è sempre agevole perché spesso il condòmino non possiede altri beni se non il proprio appartamento e, allora, in questi casi, l’amministratore è costretto ad intraprendere una lunga e costosa esecuzione immobiliare. Questa procedura è indiscutibilmente onerosa, sicuramente la più lunga (possono volerci in alcuni casi diversi anni) e spesso si rivela persino infruttuosa. Basti pensare che se il proprietario ha contratto un mutuo che grava per buona parte ancora sull’immobile, sussiste la probabilità, tutt’altro che remota, che tutto il ricavato della vendita all’asta se lo aggiudichi la banca quale creditore privilegiato. In questi casi l’unico vantaggio si realizza nel recupero delle spese sostenute per l’esecuzione che verranno rimborsate al condominio mentre il nuovo proprietario aggiudicatario dell’immobile dovrà farsi carico delle spese condominiali della gestione in corso e di quella precedente. Certo, si tratta di un “contentino” per le casse condominiali ma, come si dice, “piuttosto che niente è meglio…piuttosto”. Ma intanto i fornitori insoddisfatti che fanno? Vediamolo insieme …
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