lunedì 26 gennaio 2015

SINISTRI STRADALI: QUANTO TEMPO HO PER LA RICHIESTA DEL RISARCIMENTO DEI DANNI?


Argomento decisamente interessante e spinoso sul quale ritengo opportuno spendere qualche considerazione per rammentare, in modo sintetico, il punto di vista dei giudici. Nella pratica è una questione assai dibattuta e, talvolta, anche noi operatori del diritto abbiamo qualche dubbio e qualche perplessità data dal fatto che non è possibile fornire una risposta secca. La soluzione comporta, infatti, l’analisi del caso concreto e, dunque, deve essere necessariamente ragionata. Spesso, peraltro, la questione sorge, e va necessariamente affrontata, con riguardo al danno parentale che subiscono i prossimi congiunti in relazione alle lesioni gravi che patisce la vittima del sinistro. In parole semplici, può accadere che l’avvocato incaricato della tutela del danneggiato si concentri sulle questioni che necessitano di istruttoria più immediata, accantonando temporaneamente i danni che subiscono mogli, mariti e figli della vittima in conseguenza di gravi incidenti stradali. L’approccio è indubbiamente corretto, tuttavia non bisogna dimenticare che il diritto a richiedere il risarcimento soggiace sempre, e ineluttabilmente, a termini che vanno rispettati sia per le vittime primarie sia per quelle secondarie. Allo stesso modo anche la richiesta di risarcimento dei danni materiali, ovvero dei danni alle cose, è sottoposta ad un termine che, laddove spirato, comporta la perdita del diritto. Ma allora quanto tempo abbiamo? 

mercoledì 21 gennaio 2015

LAWYER POWER: PIÙ POTERE AGLI AVVOCATI PER RISOLVERE LE LITI, E ALLORA NEGOZIAMO?


Le tumultuose vicende politiche odierne, caratterizzate da repentini cambiamenti e ribaltamenti sociali, non potevano non manifestarsi anche nelle riforme che il Legislatore sta tentando, più o meno coscientemente, di realizzare, in particolare in tema di diritto civile e relativa procedura. A tal proposito, infatti, credo sia opportuno analizzare ed approfondire in questa sede una delle novità apportate dal famigerato “Decreto giustizia”, recante “Misure urgenti di degiurisdizionalizzazione e altri interventi per la definizione dell’arretrato in materia di processo civile”, tra cui la procedura di negoziazione assistita. Ma vediamo ora nel dettaglio cosa si intende per negoziazione assistita e, soprattutto, quali risvolti pratici e vantaggi comporta…

lunedì 19 gennaio 2015

SATIRA: "IL RE È IN MUTANDE"


L’orribile massacro di qualche giorno fa, compiuto presso la sede del settimanale parigino Charlie Hebdo, ha suscitato lo sdegno dell’umanità intera. L’obiettivo che gli attentatori si ponevano era, com’è noto, punire la satira sfacciata e sbeffeggiante che caratterizzava, e distinguerà ancora, secondo quanto dichiarato dai portavoce del magazine, la linea editoriale del giornale. Inevitabile la querelle che ne è seguita sulla premessa, accettata all’unisono, che comunque l’assassinio di massa compiuto è, e rimane, un atto criminale inaccettabile ed esecrabile sotto ogni punto di vista. Gli attentatori hanno espressamente ammesso che gli eroi reclutati “hanno agito come una vendetta per le offese contro il profeta Maometto”; in altre parole hanno ritenuto inaccettabile l’offesa blasfema arrecata al proprio credo religioso. E allora, satira sì o satira no? Ma soprattutto, considerato lo scopo che si pone giuridicamente parlando, legge e giurisprudenza che approccio hanno verso la satira, sia essa politica o religiosa? La satira, destinata per tradizione e cultura a far arrabbiare, è di per sé espressione di un diritto giuridicamente rilevante o semplice manifestazione del diritto di critica e, dunque, soggiace agli stessi limiti di liceità previsti per l’esercizio di tale diritto? Il mio contributo naturalmente non può che essere di natura giuridica, senza tralasciare qualche utile citazione… 

giovedì 15 gennaio 2015

CONDOMINIO: LAVORI STRAORDINARI, ECCO COSA BISOGNA SAPERE


Con il passare del tempo anche gli edifici hanno necessità di interventi importanti sia per mantenere l’efficienza degli impianti (caldaia, ascensori, fognature, impianti elettrici etc. ) sia per mantenere lo stabile in sicurezza (facciate, tetto, scale etc.). Quando si tratta di immobili condominiali ci sono alcune domande ricorrenti ovvero chi è competente a decidere l’esecuzione dei lavori? Quando la delibera può dirsi validamente assunta? O anche, quali sono gli adempimenti necessari per l’inizio dei lavori e a chi competono? Per rispondere a questi interrogativi e fornire qualche nota informativa, ho pensato di affrontare il tema dei lavori straordinari in condominio indubbiamente complesso…