La vicenda di cui si è
occupata recentemente la Corte di Cassazione, può ben dirsi rivoluzionaria agli
occhi di un giurista e dotata di giustizia sostanziale per un comune cittadino.
I giudici di legittimità sono stati chiamati a decidere sul se deve essere
sanzionato penalmente un soggetto che si è impossessato, all’interno di un
supermercato, di due pezzi di formaggio e una confezione di wurstel, per un
valore complessivo di circa quattro euro. Si trattava, in particolare, di un
ragazzo straniero, senza fissa dimora né lavoro che, non appena scoperto,
prontamente restituiva la merce rubata, pagando solo per ciò che si poteva
permettere ossia una confezione di grissini. La Sezione V della Corte di
Cassazione, per la prima volta, ha ritenuto di poter assolvere l’imputato per
aver commesso il fatto in stato di necessità. Scopriamo insieme i dettagli di
questa vicenda…
venerdì 8 luglio 2016
lunedì 20 giugno 2016
LAVORO: QUANDO IL LICENZIAMENTO DEL DIPENDENTE CHE RUBA AL DATORE È ILLEGITTIMO
In un’epoca, come la
nostra, in cui studi e statistiche ci confermano che purtroppo la
disoccupazione rappresenta ancora una realtà molto attuale che riguarda indiscriminatamente
ogni categoria ed ogni settore professionale, è naturale che i frequenti fatti
di cronaca che ci raccontano di assenteismi e infedeltà lavorative ci tocchino
profondamente. La prima reazione che tali avvenimenti ci suscitano, infatti, è
quella di sperare che tali lavoratori subiscano la sanzione massima, cioè la
perdita del posto di lavoro, che evidentemente non meritano, senza se e senza
ma. Ecco perché ha fatto notizia nelle cronache giornalistiche di questi giorni
una sentenza della Corte di Cassazione con cui si è disposta la reintegrazione
di un lavoratore licenziato per aver sottratto merce sul posto di lavoro.
Cerchiamo allora di capire meglio …
mercoledì 18 maggio 2016
EQUITALIA: SE SBAGLIA RISARCISCE IL DANNO
Ricevere una cartella esattoriale da parte di Equitalia è
sicuramente uno degli incubi di noi italiani. Ciò perché può essere l’inizio di
una vicenda molto lunga, costosa e moralmente impegnativa che potrebbe anche
finire con il pignoramento dei nostri sudatissimi beni. Tuttavia non bisogna
mai scoraggiarsi: la cartella, infatti, può essere annullata per errore e quindi,
sulla base di una recente sentenza del Giudice di Pace di Taranto, oggi è
possibile chiedere e ottenere la condanna dell’ente impositore a risarcire il
danno subito. Tale opportunità non è di poco conto e dunque mi pare giusto che
alla questione vada data la giusta luce e la notorietà che merita. Cerchiamo,
allora, di capire insieme come fare…
lunedì 2 maggio 2016
IDENTIFICARE UNA PERSONA CON UN ESCREMENTO PUÒ ESSERE SATIRA
A poche settimane dal post in cui mi soffermavo sul delicato e sottile confine tra diritto di cronaca o critica e diffamazione a mezzo stampa, ecco che una sentenza della Corte di Cassazione mi dà l’occasione di ritornare sull’argomento, seppure sotto un diverso profilo, quello della satira. Questa volta, peraltro, entrambi i protagonisti della vicenda esaminata dai giudici di legittimità appartengono al mondo del giornalismo. Da un lato, infatti, c’è un giornalista (poi dimessosi dall’Albo), di cui si era scoperto il coinvolgimento con i servizi segreti. E, dall’altro, c’è un giornalista appartenente ad un famoso gruppo editoriale italiano che, nel commentare la vicenda del primo (somigliante per un lettore all’analoga vicenda di Hemingway spia per il Dipartimento di Stato), aveva utilizzato una battuta del comico milanese Gino Bramieri che invitava, in uno dei suoi sketch, a non “confondere il risotto con la merda”. Da qui, la vicenda processuale tra i due, risolta in maniera diametralmente opposta in primo e in secondo grado, fino ad arrivare alla Cassazione che ha visto, nella pur colorita espressione, solo esercizio del diritto di satira. Vediamo in che modo…
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