giovedì 9 gennaio 2014

DESTINAZIONE ITALIA #1: QUALE ITALIA?



Come anticipato in occasione di uno dei precedenti post, vorrei cominciare a portare all’attenzione dei miei lettori quelle che reputo le contraddizioni e, talvolta, i veri e propri scivoloni in cui recentemente è incorso il nostro legislatore. Cominciamo allora con l’esaminare il decreto-legge n. 145 del 2013, meglio noto come piano “Destinazione Italia”, entrato in vigore il 24 dicembre scorso con un tempismo decisamente significativo. Agli occhi dei tecnici del diritto, tuttavia, non tutti i principi enunciati nei tredici articoli di cui si compone sono stati effettivamente un dono natalizio, quanto meno per alcune categorie di professionisti e lavoratori. Partiamo, dunque, con l’esame, “giuridicamente parlando”, dell’art. 8 recante “Disposizioni in materia di assicurazione r.c. auto” per affrontare la norma che forse, fra tutte quelle del pacchetto in questione, ha fatto e farà discutere maggiormente, ovvero quella relativa al “Divieto di cessione del diritto al risarcimento” contenuta nella lettera f) del punto n. 1 dell’articolo che, allo stato, salvo auspicabili ripensamenti in sede di conversione in legge del decreto, introduce nel codice delle assicurazioni private l’art. 150 ter. Ma vediamo cosa…

lunedì 6 gennaio 2014

SMETTI DI FARTI MANTENERE! LO DICO PER IL TUO BENE (?)



Iniziamo l’anno affrontando la questione che mi ha sottoposto Anna la quale, separata da vent’anni e divorziata da quindici, con una figlia trentadue, Chiara, ancora studentessa, specializzanda in medicina, incalzata dall’ex marito, Guido, intende sapere se effettivamente rischia di perdere il contributo al mantenimento per la “bimba” vista l’età, ormai ampiamente adulta. Anna (farmacista) e Guido (architetto) per la verità hanno mantenuto dei rapporti abbastanza distesi, nonostante la crisi della relazione che ha poi portato ad una separazione concordata e a un divorzio senza particolari conflitti. Tuttavia di recente Guido non perde occasione per far notare alla ex moglie che sarebbe ora che Chiara desse segno di voler prendere in mano le redini della propria vita cominciando a gestirsi, anche economicamente, in modo autonomo. Guido sottolinea che Chiara, quando vuole, riesce a guadagnare discrete sommette, anche se con lavori precari, senza trascurare gli studi scelti che, per quanto impegnativi, non possono continuare a incidere sulle tasche di entrambi i genitori. Quindi…

lunedì 30 dicembre 2013

BUON ANNO SI, MA SENZA IL BOTTO!



Ancora qualche ora e via al solito rito propiziatorio, praticato in quasi tutto il mondo, dei fuochi d’artificio e dei botti di fine d’anno. L’uso del fuoco per bruciare il male legato alla stagione passata si perde nella notte dei tempi, pare addirittura in epoca precristiana, e si è accompagnato poi, in tempi più recenti, con la scoperta della polvere da sparo, al rumore, ovvero al botto, che simbolicamente dovrebbe scacciare gli spiriti maligni, il diavolo. Il fuoco acquista, invece, il significato nuovo di rischiarare il cammino che ci si accinge a intraprendere nel nuovo anno. Questo dovrebbe essere il senso del rito che per molti è divenuto un passaggio irrinunciabile, anche a dispetto dei rischi e dei pericoli che si corrono nel maneggiare materiali che dovrebbero essere di esclusivo uso di esperti e professionisti. Ma non sempre è così…

venerdì 27 dicembre 2013

CONTA FINO A 10 PRIMA DI FAR PARTIRE IL "VAFFA"


"Il sorpasso" Dino Risi, 1962

Siamo ormai alla fine di questo 2013 che purtroppo per molti, dal punto di vista lavorativo, non ha riservato grandi novità in positivo. Cerchiamo allora di salutarlo concedendoci almeno qualche sorriso con questo post. Proprio in questi giorni di caos e traffico frenetico alla ricerca del regalo “last minute”, a chi non sarà capitato di trovarsi di fronte al classico automobilista che si crede “padrone della strada”? Episodi che possono essere molto diversi tra loro: si va dalla frequente precedenza non concessa, al conducente che ritiene le frecce del proprio veicolo un optional da utilizzare quando meglio crede, a situazioni ben più gravi dove si verificano anche incidenti a causa delle più diverse negligenze. Vediamo, allora, qualche caso concreto portato davanti ai giudici, evidenziando in quali circostanze dobbiamo trattenerci da eventuali epiteti e in quali invece possiamo “lasciarci andare” rappresentando, a chi abbiamo di fronte, cosa pensiamo realmente di lui e delle sue capacità al volante…