Arrogante, sfrontato, presuntuoso, spesso invidiato per lo stile di vita, qualcuno lo ritiene persino affascinante, indubbiamente un personaggio che ha fatto e farà ancora molto discutere per le sue malefatte e forse, perché no, anche per aver sfacciatamente sfidato qualche potente, per trarne benefici economici. Il re dei paparazzi è figlio d’arte e quindi giornalista, fotoreporter, oggi anche scrittore. Attualmente è detenuto nel carcere di Opera per scontare la pena accumulata per le condanne che diversi Tribunali del Paese gli hanno giustamente appioppato per i tanti delitti commessi. Tuttavia, ciò che una buona parte dell’opinione pubblica, me compresa, si chiede, e fatica a comprendere, è il motivo per il quale l’esuberante fotoreporter sta scontando e dovrà scontare così tanti anni di carcere senza essersi macchiato di delitti comunemente ritenuti più gravi. Insomma, sembra che lo zelo della giustizia, che beninteso ha applicato e sta applicando ad litteram le norme di legge, sia tutto rivolto verso il noto personaggio pubblico. Purtroppo, tanto impegno e amor di diritto sembra non emergere in altre scomode situazioni in cui la stessa sicurezza dello Stato è stata messa in discussione. Ma tant’è. Non occupandomi di diritto penale, e per capire qualcosa in più, da trasferire a tutti i nostri affezionati lettori, ho quindi pensato di chiedere lumi ad un collega penalista…
lunedì 2 febbraio 2015
venerdì 30 gennaio 2015
DEPENALIZZAZIONE DEI REATI, LO STATO PREFERISCE FAR CASSA
Sicuramente avrete sentito parlare dell’operazione di depenalizzazione che è stata promossa, a fine dicembre dell’anno appena concluso, dal nostro Legislatore, il quale tramite apposita Legge ha, tra l’altro, delegato al Governo un’ampia revisione dei reati, contemplati sia dal codice penale che dalle leggi speciali. In questo modo, dunque, ha avuto inizio una vera e propria opera di depenalizzazione soprattutto per una serie di reati minori, anche se il caos mediatico scatenatosi in seguito ha creato non poca confusione in ordine all’elenco delle fattispecie criminose interessate. Vediamo di mettere un po’ d’ordine….
mercoledì 28 gennaio 2015
CIRCOLAZIONE STRADALE: DANNATA MACCHIA D’OLIO, AVRÒ IL RISARCIMENTO DANNI?
Nonostante l’argomento sia già stato trattato in altre occasioni, torno sulla questione sia per le frequenti richieste di chiarimenti sia per una recente sentenza della Suprema Corte che, per la verità, pur affermando un condivisibile principio, ormai consolidato, in tema di responsabilità della Pubblica Amministrazione per i danni provocati dalle cose che ha in custodia, si discosta da precedenti pronunce che hanno analizzato il medesimo oggetto, ovvero: le macchie d’olio sull’asfalto. La decisione in parola ha, infatti, confermato le sentenze emesse sia in primo sia in secondo grado ritenendo responsabile la Pubblica Amministrazione per i danni subiti dall’automobilista che, a causa della presenza di materiale oleoso sull’asfalto, aveva perso il controllo della guida rovinando contro il guard rail. Nonostante la linearità delle decisioni esaminate, il tema delle macchie d’olio sull’asfalto, ha sollevato non pochi dibattiti aprendo la via a pronunce di legittimità, e di merito, anche molto diverse tra loro scatenando, così, dubbi e perplessità tra gli operatori del diritto con riguardo alle probabilità di accoglimento delle richieste risarcitorie. Insomma, per farla breve, pare che le cause che abbiano ad oggetto le macchie d’olio siano caratterizzate da ampi margini di rischio, più o meno elevato a seconda dell’orientamento scelto dal tribunale o dal giudice cui viene sottoposta la domanda. Ma è proprio così? Vediamolo insieme…
lunedì 26 gennaio 2015
SINISTRI STRADALI: QUANTO TEMPO HO PER LA RICHIESTA DEL RISARCIMENTO DEI DANNI?
Argomento decisamente interessante e spinoso sul quale ritengo opportuno spendere qualche considerazione per rammentare, in modo sintetico, il punto di vista dei giudici. Nella pratica è una questione assai dibattuta e, talvolta, anche noi operatori del diritto abbiamo qualche dubbio e qualche perplessità data dal fatto che non è possibile fornire una risposta secca. La soluzione comporta, infatti, l’analisi del caso concreto e, dunque, deve essere necessariamente ragionata. Spesso, peraltro, la questione sorge, e va necessariamente affrontata, con riguardo al danno parentale che subiscono i prossimi congiunti in relazione alle lesioni gravi che patisce la vittima del sinistro. In parole semplici, può accadere che l’avvocato incaricato della tutela del danneggiato si concentri sulle questioni che necessitano di istruttoria più immediata, accantonando temporaneamente i danni che subiscono mogli, mariti e figli della vittima in conseguenza di gravi incidenti stradali. L’approccio è indubbiamente corretto, tuttavia non bisogna dimenticare che il diritto a richiedere il risarcimento soggiace sempre, e ineluttabilmente, a termini che vanno rispettati sia per le vittime primarie sia per quelle secondarie. Allo stesso modo anche la richiesta di risarcimento dei danni materiali, ovvero dei danni alle cose, è sottoposta ad un termine che, laddove spirato, comporta la perdita del diritto. Ma allora quanto tempo abbiamo?
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