Un amico mi ha sottoposto una questione che, probabilmente, molti genitori di ragazzi che praticano sport a livello agonistico o amatoriale hanno dovuto affrontare. Il figlio 14enne nel corso di una partita di calcio nel campetto dell’oratorio veniva sgambettato da tergo da un avversario e, cadendo a terra, riportava la frattura del gomito. Il povero ragazzo, portato al più vicino ospedale veniva sottoposto ad intervento chirurgico di sintesi della frattura. L’amico, padre del ragazzo sfortunato, mi chiede se, a fronte della gravità dell’infortunio riportato dal figliolo, potrà richiedere il risarcimento dei danni all’autore del fallo “cattivo”. La questione è complessa e merita, per non creare equivoci in casi come quello trattato, qualche approfondimento della materia…
lunedì 10 febbraio 2014
INFORTUNIO SPORTIVO: SE A FARSI MALE NON È BALOTELLI
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sabato 8 febbraio 2014
SE FAI I SOLDI MI AUMENTI L'ASSEGNO
Se il marito eredita, l’assegno di mantenimento per moglie e figli aumenta, è quanto ha stabilito recentemente la Cassazione in ossequio ai principi contenuti nell’art. 156 del codice civile e a quelli di solidarietà coniugale richiamati dall’art. 143 del medesimo codice. La decisione appare, dunque, assolutamente allineata con il sistema di diritto il quale sostanzialmente ammette, nel caso di separazione e divorzio, che sia concessa una somma a titolo di mantenimento, anche all’altro coniuge, e non solo ai figli, qualora sussistano determinati presupposti. In molte circostanze, infatti, è capitato a noi avvocati che la nostra cliente (in genere si discute del mantenimento della moglie, piuttosto che del marito, ma non manca anche qualche caso inverso) lamenti che il coniuge da cui intende separarsi pur dichiarando al fisco piccole somme, goda in realtà di redditi decisamente più cospicui in virtù di lasciti ereditari o di vincite milionarie al superenalotto o ancora, come più frequentemente accade, di ricavi non denunciati all’erario. I giudici della Suprema Corte, sia nella citata sentenza sia in altre occasioni, hanno confermato tale orientamento realizzando gli interessi di tutti quei soggetti che hanno goduto, durante il matrimonio, di un determinato tenore di vita e che, giustamente, ne reclamino, nel momento della crisi, la conservazione. Vediamo, insieme, in che termini…
lunedì 3 febbraio 2014
DANNO DA “FERMO TECNICO”: TUTTO QUELLO CHE SPETTA AI DANNEGGIATI
Luigi, un carissimo amico, mi ha chiamata imbufalito. Nel mese di novembre dell’anno appena passato ha subito un bel tamponamento riportando danni alla carrozzeria della propria autovettura, una fiammante Ford Focus berlina acquistata circa un anno prima, quantificati dal riparatore in oltre euro 2.000,00. Oltre a ciò la messa in pristino della vettura ha comportato, senza considerare il fine settimana ricompreso nel parcheggio forzato, oltre tre giornate di mancato utilizzo del veicolo, pari a 28 ore di manodopera (28 ore di manodopera diviso 8 ore giornaliere lavorative = tre giorni + 4 ore di lavoro) esposte nel documento fiscale che attesta le riparazioni eseguite, senza, fortunatamente, subire attese per il reperimento dei pezzi di ricambio necessari per le sostituzioni. Luigi, mi racconta inoltre che, per raggiungere l’azienda in cui lavora situata in un piccolo paese della provincia di Milano, è stato costretto a noleggiare un’auto, nella specie una Toyota Yaris, poiché gli orari dei mezzi pubblici non coincidevano con quelli di ingresso al lavoro, sostenendo un esborso economico pari a euro 350,00, I.V.A. compresa, per cinque giorni di noleggio. Dopo aver denunciato il sinistro alla propria compagnia, che ha gestito la pratica risarcitoria in regime C.A.R.D. (Convenzione tra Assicuratori per il Risarcimento Diretto), qualche giorno fa ha ricevuto un assegno il cui ammontare è pari all’importo esposto in fattura. Luigi mi chiede…
venerdì 31 gennaio 2014
LA BICICLETTA DOVE LA METTO...
L’esigenza, sempre più avvertita a livello sociale, di ridurre l’inquinamento urbano provocato dal traffico ha convinto sempre più persone a lasciare a casa la macchina e a utilizzare la bicicletta per i loro spostamenti non soltanto nel tempo libero, ma soprattutto per i tragitti casa scuola e casa lavoro. Il problema sorge, molto spesso, quando ci si accinge a parcheggiare il proprio velocipede all’interno degli spazi comuni condominiali e, in particolar modo, all’interno dei cortili. La scelta di utilizzare questi spazi, infatti, viene di sovente osteggiato dagli altri condomini e l’amministratore, altrettanto frequentemente, non sa che pesci prendere...
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