La possibilità di recuperare le somme depositate su conti o libretti, nominativi o al portatore, la cui documentazione è stata dimenticata nel cassetto, magari per decenni, è questione abbastanza nota. Sono tanti, infatti, i siti e le riviste finanziarie on-line in cui l’argomento viene dibattuto e in tutti vengono indicate le modalità, più o meno chiaramente, per inoltrare la domanda alla propria banca, qualora ricorrano i presupposti che qui di seguito ricorderò, o alla Consap (Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici), se sussistono i requisiti di legge, finalizzata alla restituzione di detti importi. Ciò su cui, invece, ritengo non vi sia adeguata informazione è la condotta, spesso posta in essere dagli intermediari finanziari (ovvero le banche), che rende difficoltoso e talvolta vano l’esercizio di tale diritto. Vediamo, dunque, in che modo, ancora una volta, questi soggetti si rendono responsabili di comportamenti scorretti e illegittimi...
giovedì 24 ottobre 2013
lunedì 21 ottobre 2013
PRIMA CASA AL SICURO? VERA TUTELA O PROPAGANDA MEDIATICA?
Ad oltre due mesi dall’entrata in vigore della legge di conversione (L. 98/2013) del noto “Decreto del Fare”, credo che i tempi siano maturi per sottoporre ai nostri lettori alcune brevi considerazioni - in chiave critica – sulle novità più importanti introdotte dal predetto decreto. In particolare, mi soffermerò preliminarmente sul tema relativo all’impignorabilità della prima casa da parte di Equitalia S.p.A., per poi procedere con l’evidenziare le forse poco note tutele e clausole di salvaguardia che lo stesso decreto ha previsto e/o mantenuto in favore dell’Agente della riscossione. Ma procediamo con ordine ricordando nei seguenti punti, le novità più importanti introdotte dal decreto:
giovedì 17 ottobre 2013
IL PEDONE INVESTITO FUORI DALLE STRISCE HA SEMPRE TORTO?
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"Abbey Road" The Beatles (1969) |
Di recente mi sono occupata del caso di un giovane studente universitario che aveva riportato, in qualità di pedone, importanti lesioni a seguito di un investimento da parte del conducente di un’autovettura. Appare opportuno evidenziare le circostanze del sinistro: il ragazzo attraversava al buio, su strada scarsamente illuminata, con pioggia in corso, indossava abiti scuri e, pur non avendo passaggi pedonali nelle vicinanze, aveva a disposizione un sottopasso a meno di trenta metri dal luogo dell’investimento. Come se ciò non bastasse aveva impegnato la carreggiata sbucando tra una macchina e l’altra in sosta e correndo per non perdere il bus che stava sopraggiungendo dal lato opposto. Il ragazzo si era rivolto a me per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali che seguirono a tale evento. A prima vista sarebbe sembrato un caso di difficile tutela. Chiunque direbbe, infatti, considerate le circostanze, che il giovane ha posto in essere una condotta pericolosa e imprudente violando per di più un’importante norma del codice della strada. Non è proprio così, vediamo perché...
lunedì 14 ottobre 2013
SE LA MACCHINA PARCHEGGIATA SUBISCE UN SINISTRO PROVOCATO DA UN VEICOLO RUBATO, CHI RISARCISCE?
Ancora una volta la domanda di una lettrice mi fornisce lo spunto per fare chiarezza su una questione che ingenera dubbi e, soprattutto, crea incertezza anche tra i tecnici in ordine alle modalità di gestione delle richieste risarcitorie. Il caso è quello di una signora che, dopo aver parcheggiato in strada la propria autovettura, viene svegliata nel cuore della notte dagli agenti di polizia municipale i quali, previ accertamenti sulla titolarità del veicolo, si preoccupano di comunicare alla stessa che la vettura lasciata regolarmente in sosta qualche ora prima era stata gravemente danneggiata, unitamente ad altri mezzi ugualmente parcheggiati, da un veicolo che, sopraggiungendo ad elevatissima velocità, aveva provocato un incidente stradale. Gli agenti informavano, inoltre, la signora che il conducente di quest’ultima auto, successivamente al sinistro, si era dato alla fuga senza lasciare tracce. E se il veicolo risultasse rubato? Chi pagherà i danni?
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