mercoledì 9 settembre 2015

BUCHE SULLA STRADA: PER I DIRIGENTI COMUNALI, BUTTA MALISSIMO!


La notizia è decisamente curiosa e merita indubbiamente una piccola riflessione. Di questi tempi, infatti, ottenere una sentenza di accoglimento quando dall’altra parte della barricata vi è la Pubblica Amministrazione, credetemi non è affatto cosa semplice. Insomma, come già in qualche occasione ho avuto modo di sottolineare, sembra che a tutela delle casse sempre esangui (non si sa come non si sa perché, visto il sangue che buttano i cittadini) degli Enti locali sia stata posta in essere una vera e propria politica di protezione, condivisa (anche qui, non si sa come e non si sa perché) da gran parte della magistratura. Mi spiego meglio: sino a qualche anno fa (le statistiche parlano chiaro) ottenere la condanna di Comuni e Province per violazione dell’obbligo di custodia delle strade e in genere delle cose pubbliche era un affare non dico semplice ma per lo meno corrispondente all’applicazione di consolidati principi giuridici e giurisprudenziali. Oggi assistiamo invece basiti ad una serie di innovative e curiose sentenze che incredibilmente allargano (immagino come e perché) inopinatamente le chance di vittoria per la Pubblica Amministrazione. In ballo certo ci sono decine di migliaia di euro, quelli che un tempo erano riservati ai risarcimenti per i poveretti, vittime, talvolta gravi, dell’incuria dei nostri amministratori. Bene, veniamo al dunque: i giudici di legittimità nella giornata di ieri hanno, pensate un po’, stabilito la responsabilità penale del dirigente comunale che non si è diligentemente adoperato per segnalare il dissesto stradale…

lunedì 7 settembre 2015

SEPARAZIONE: AD AGOSTO MARITO MIO NON TI CONOSCO!


Ecco che ci risiamo! Anche l’estate appena passata ha mandato all’aria più di un matrimonio. La cosa singolare è che, almeno per quanto riguarda la mia esperienza, non sono stata contattata da mogli disperate e affrante per la scoperta della scappatella e del tradimento del maritino rimasto a casa per gli improrogabili impegni lavorativi agostani; almeno sino ad oggi. Questa volta, ancor prima che il mese finisse, mi hanno contattata ben tre mariti traditi. Il lessico, epurato dalle espressioni colorite, sulle quali per decoro sorvolo, è sempre lo stesso: “avvocato mia moglie mi tradisce e non è la prima volta. Sono disperato, arrabbiato, deluso e amareggiato. Voglio la separazione e voglio fargliela pagare; non può farla franca ancora e io mi sono stufato di far la parte del gran cornuto! Pensi che ha persino confessato in presenza di nostro figlio, ma sono sicuro che al momento giusto ritratterà tutto. Che faccio? La mia vita non ha senso e mi pare così assurdo dover impegnare dei denari per raccogliere prove che possano essermi d’aiuto nel futuro processo per separazione. Sono confuso e non so proprio che fare”. Questo, in sintesi, è ciò che accade. Vi risparmio ogni disquisizione sulla differenza di approccio al problema tra uomini e donne poiché l’infedeltà è, e resterà sempre, uno dei più grandi traumi che affronta il tradito a prescindere dal sesso di quest’ultimo e dal significato sociologico che si attribuisce al fenomeno. Ritengo, invece, utile soffermarmi su alcune questioni giuridiche affrontate di recente dai giudici che possono essere d’aiuto a tutti coloro che vivono questa dolorosa esperienza… 

mercoledì 2 settembre 2015

FIGLI MINORENNI: PARCHI E MOTORI, GIOIE E DOLORI


L’argomento di cui si tratterà oggi trae spunto da un recente caso sottoposto da una cliente al nostro studio che peraltro rappresenta materia del contendere in un procedimento per il quale il Tribunale di Genova qualche mese fa ha emesso un’interessante sentenza che delinea con discreta accuratezza i margini di uno dei possibili profili di responsabilità in tema di vigilanza dei genitori sul figlio minore. A chiunque abbia un figlio, sarà capitato di accedere ad aree giochi attrezzate per i più piccoli, parchi divertimenti di varia natura (con scivoli acquatici o attrazioni varie, giostre ecc.) e come facilmente si può immaginare, innumerevoli sono le insidie e i pericoli a cui i nostri piccoli vanno incontro nel frequentare questi luoghi, vuoi per l’affollamento che li caratterizza e che li rende intrinsecamente più insicuri vuoi per la difficoltà di effettuare un controllo efficace sui minori da parte dei genitori. Cerchiamo allora di capire e definire quando e a chi spetta l’onere di vigilanza in alcune di queste situazioni, oltre che i possibili profili di responsabilità e risarcibilità per quegli eventi in cui, ahimè, i piccoli sono protagonisti oltre che vittime…

lunedì 31 agosto 2015

RESPONSABILITÀ MEDICA: CON I NUOVI CRITERI I PROFESSIONISTI CHE SBAGLIANO RIMARRANNO IMPUNITI


Ho la sensazione che ancora una volta, ahimè, in barba ai risultati di decenni di battaglie giudiziarie, il legislatore ci stia riservando un bella sorpresina. Pare, infatti, che tra i progetti governativi, e più in particolare tra quelli del nostro ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ci sia quello di ribaltare i criteri sui quali sino ad oggi si è basata la responsabilità professionale dei medici. Sconcertante è stato inoltre constatare quanto poco risalto si sia dato alla notizia e al minestrone che bolle in pentola e che, con ogni probabilità, ci verrà servito, caldo e fumante, con la legge di stabilità di fine anno. Mi spiego meglio: tra i cavalli di battaglia del Ministro della Salute vi è l’abbattimento dei costi derivanti dal fenomeno della medicina difensiva ovvero di quel sistema che induce il personale sanitario a prescrizioni diagnostiche o farmacologiche inappropriate al fine di scansare il rischio di commettere errori e subire un processo giudiziario. L’utilizzo sconsiderato delle prescrizioni mediche costituirebbe per lo Stato, e quindi per i cittadini, un costo insostenibile. Quale soluzione adottare, dunque, per indurre la categoria medica a dormire sonni più tranquilli e al contempo tagliare gli ingenti costi che comporta tutelare la salute degli italiani? Semplice: ribaltare il sistema di regole riguardanti la responsabilità professionale medica su cui si sono basati sino ad ora i giudici nello stabilire la correttezza delle prestazioni erogate e l’ammontare dei risarcimenti. Vediamo come…