Tra le numerose modifiche introdotte dal Decreto Legge n.
83, pubblicato in Gazzetta Ufficiale sabato 27 giugno, meritano uno sguardo di
attenzione anche quelle che riguardano il pignoramento del conto corrente
bancario intestato al debitore, sino ad ora possibile senza limiti.
L’intenzione del Legislatore sembra essere quella di salvaguardare sia gli
interessi dei creditori a vedere soddisfatto il proprio legittimo diritto di
riscossione sia quelli dei debitori a non essere privati dei mezzi economici
per sopravvivere. A dirla tutta la normativa in questione non fa altro che
recepire un’esigenza più volte evidenziata dai giudici e dalle associazioni
rappresentative di alcune parti sociali, ovvero pensionati e lavoratori. Sembra,
dunque, essere il frutto di una concertazione che contempera esigenze
contrapposte per non scontentare nessuno. A mio avviso è necessario, allora,
chiarire e porre bene in evidenza in che modo si possa d’ora innanzi procedere
al blocco del conto corrente e con quali limiti, laddove lo stesso sia
alimentato con denari provenienti da pensione, o altre indennità assimilabili
ad essa, e da stipendio. Peraltro, quest’ultima espressione sembra richiamare
unicamente i proventi da lavoro dipendente, lasciando intendere che, invece, i
redditi da lavoro autonomo non siano sottoposti ad alcun limite, creando una
sperequazione di trattamento, contraria ai criteri di ragionevolezza stabiliti
dalla nostra Costituzione, che ci si auspica venga corretta al più presto e
magari già in occasione della prossima discussione che si terrà in Parlamento
finalizzata alla conversione in legge delle norme appena varate in via
d’urgenza dal Governo. Ma, in concreto cosa cambia? Vediamolo insieme …
lunedì 6 luglio 2015
mercoledì 1 luglio 2015
AFFITTO: E SE L’INQUILINO PAGA PIÙ DEL DOVUTO?
Si tratta di un’ipotesi piuttosto rara ma accade. Certo è più facile che l’inquilino si renda moroso e non paghi canoni e spese accessorie, ma talvolta succede, per svariati motivi, che versi un affitto in realtà non corretto. Tale circostanza può verificarsi per errore oppure perché il proprietario pretende somme diverse e superiori a quelle indicate nel contratto, per eludere il fisco, oppure ancora perché, pur richiamando le norme sull’equo canone, di fatto applica un canone calcolato con criteri che non rispettano i parametri previsti dalla normativa. In questi casi il locatore si arricchisce senza un giustificato motivo e l’affittuario può quindi pretendere, entro un determinato termine (piuttosto breve), la restituzione di tutti i canoni e di tutte le spese, anche di quelle sostenute per le riparazioni che competevano al proprietario, pagate in eccedenza perché non dovute. Tecnicamente si parla di ripetizione dell’indebito ed è senza dubbio possibile. Ma il primo scoglio da affrontare per mettere al palo i proprietari furbetti è quello di provare al giudice di avere effettuato il pagamento e questo non è sempre così facile. Una recentissima sentenza della Suprema Corte va però in aiuto a tutti quegli inquilini che si trovano in queste condizioni, vediamo come…
lunedì 29 giugno 2015
PIGNORAMENTO: STOP AI FURBETTI CON L’ACCESSO DIRETTO ALLE BANCHE DATI!
Tra le novità appena varate dal Governo e diventate operative sabato 27 giugno c’è una norma che, sebbene di efficacia transitoria, dovrebbe aiutare tutti coloro che si trovino alle prese con la ricerca di beni da pignorare di proprietà di debitori furbetti. Non posso allora esimermi, dovendo affrontare la questione sia per interesse personale sia per la tutela dei miei assistiti, dal soffermarmi sulla stessa per alcune riflessioni e per capire come la novità legislativa inciderà, nella pratica, sul nostro sistema giuridico e sugli orientamenti giurisprudenziali attuali. Si tratta, infatti, di un principio che dovrebbe coprire un vuoto regolamentare e soprattutto sciogliere ogni dubbio sull’interpretazione delle norme già esistenti, per la verità poco chiare. Un’esigenza, questa, avvertita a più riprese ed emersa in particolar modo quando i creditori e i loro avvocati, si trovino nella condizione di scovare i beni e le fonti di reddito dei soggetti tenuti al pagamento di somme di denaro, a prescindere dall’ammontare delle stesse, e dal titolo esecutivo, vale a dire dal provvedimento giudiziale o dal documento formato dalle parti in base al quale sorge il diritto all’aggressione, in senso giuridico, del patrimonio altrui. Le problematiche interpretative sono cominciate quando, alla fine dello scorso anno, è stata introdotta la possibilità, senza sostenere costi, di ricerca dei beni da pignorare tramite modalità telematiche. Cos’è successo da allora?
mercoledì 24 giugno 2015
AFFITTO: COSA SUCCEDE AI CONVIVENTI SE L’INQUILINO MUORE?
Quando si parla di locazione di immobili è facile sentir parlare di disdetta, di recesso anticipato, di cessata locazione, di proroghe. Tutti concetti noti e piuttosto discussi, ma cosa succede se l’inquilino muore e l’unità immobiliare locata è abitata anche da altre persone? Il contratto e, quindi, tutte le condizioni in esso contenute, si trasmettono automaticamente a questi soggetti oppure è necessario trovare un nuovo accordo con il proprietario di casa? E ancora, è possibile per gli eredi conviventi dell’inquilino dare disdetta perché non più interessati a permanere nell’appartamento? E se, invece, gli eredi non convivevano stabilmente con il locatario ma si prendevano soltanto cura di quest’ultimo standogli vicino saltuariamente, subentrano ugualmente nel contratto? In ultimo, cosa succede se l’inquilino, prima che morisse, aveva già deciso di recedere dal contratto comunicando al proprietario la disdetta anticipata? In tale ultimo caso, gli eredi conviventi devono ugualmente inviare un’altra disdetta, nel caso vogliano lasciare la casa, oppure vale quella già mandata dal conduttore? Le questioni che si pongono sono dunque diverse e credo sia opportuno affrontarle una ad una per chiarire, giuridicamente parlando, come ci si debba comportare per essere rispettosi della legge e, soprattutto, non incorrere in contenziosi. A questo punto non mi resta che cominciare a trattarle…
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