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lunedì 10 marzo 2014

CONDOMINIO: L'AMMINISTRATORE SCAPPA CON LA CASSA? QUALCHE UTILE CONSIGLIO (PT.2)



Nella prima parte pubblicata su tale argomento abbiamo affrontato la questione sotto un profilo meramente pratico fornendo ai nostri amici lettori qualche utile consiglio per evitare (o per lo meno tentare di evitare) di trovarsi nella spiacevole situazione di scoprire che l’amministratore è scappato con i soldi del condominio. Ora spostiamo l’attenzione sui rimedi che la legge 220/2012 (la c.d. riforma del condominio) ha apprestato per contrastare questa “piaga” che negli ultimi anni ha assunto delle proporzioni inquietanti considerati i numerosi casi che si sono registrati. 

giovedì 13 febbraio 2014

(SE FAI I SOLDI MI AUMENTI L'ASSEGNO) SE LI FACCIO IO...



In virtù di alcuni commenti, apparsi sui social, al post pubblicato in data 8 febbraio 2014 dal titolo “SE FAI I SOLDI MI AUMENTI L’ASSEGNO”, ritengo opportuno approfondire l’argomento con l’auspicio, in questo modo, di far comprendere che l’informazione giuridica corretta è un presupposto fondamentale per la richiesta di tutela e ciò a prescindere dalle parti rappresentate e soprattutto da ciò che potrebbe essere avvertito, da taluni, come “business”. Fatta questa doverosa e opportuna premessa, credo sia necessario innanzitutto chiarire il motivo per cui, in materia di diritto di famiglia, è possibile tornare su questioni già affrontate e decise dai giudici senza che, con questo, si possa parlare di “sentenze illegali” o peggio di “aumento retroattivo dell’assegno di mantenimento”. L’aumento o la diminuzione dell’assegno in favore dell’altro coniuge, così come del contributo al mantenimento per i figli, disposti da un altro giudice, in un secondo momento, rispetto a quello della separazione o del divorzio, non sono mai retroattivi né le decisioni in tal senso possono essere considerate illegali poiché poggiano su principi normativi specifici e relativi al diritto di famiglia per rispondere alle esigenze che, naturalmente, in tale ambito, sono passibili di cambiamento (si pensi per esempio a un figlio e a come mutino nel tempo le esigenze dello stesso in relazione alle diverse fasi evolutive). Il magistrato cui vengono sottoposti i c.d. fatti nuovi, infatti, dispone per il futuro in relazione alle sopravvenute circostanze attuali evidenziate nel processo. Tale affermazione trova riscontro nella legge…