In questi giorni, si è
fatto un gran parlare di un disegno di legge, giunto all’esame del Senato, che
prevede che, in caso di malattia per un periodo inferiore a tre giorni, sia lo
stesso lavoratore a comunicare il proprio stato di salute al medico curante,
che a sua volta ha il solo compito di inoltrare la comunicazione all’INSPS e al
datore di lavoro. Infatti, sebbene il disegno di legge abbia il dichiarato fine
di semplificare la normativa vigente in materia di certificazione dello stato
di malattia del dipendente pubblico e privato, presenta, nello stesso tempo,
anche un evidente punto debole: quello di agevolare i lavoratori assenteisti o
semplicemente fannulloni. Questi, infatti, non essendo più obbligatoria la
certificazione medica che attesti lo stato di malattia con dati clinici
direttamente constatati e oggettivamente documentati dal medico curante,
avrebbero vita facile. Cerchiamo allora di capire meglio.
venerdì 14 luglio 2017
LAVORO: MALATTIA AUTOCERTIFICATA, SEMPLIFICA O AGEVOLA I FANNULLONI?
venerdì 23 giugno 2017
LAVORO: DORMIGLIONI E LICENZIABILI?
A quanto pare, oltre che
fannulloni, assenteisti ed infedeli, i lavoratori possono essere anche
dormiglioni. Se, però, per gli esperti americani della medicina del sonno, la
breve pennichella pomeridiana fa bene ed andrebbe incentivata anche a lavoro
perché elimina le tossine dal cervello e fa recuperare attenzione e
concentrazione, senz’altro non la pensa così un datore di lavoro. E ciò non
solo per ovvie esigenze produttive, ma anche per la tipologia di alcune
attività lavorative, che richiedono attenzione e vigilanza continue. Ma, senza
voler arrivare ai casi estremi di morte per superlavoro come in Cina o in
Giappone, a quali sanzioni può incorrere il lavoratore scoperto a dormire
durante il proprio lavoro?
venerdì 16 giugno 2017
DIVORZIO: MAXI ASSEGNO ADDIO!
Ci siamo abituati: ogni
volta che famiglia e diritto si intrecciano il risultato che si ottiene è
sempre una rivoluzione, piccola o grande che sia. Anche la recentissima
pronuncia della Suprema Corte che andremo a commentare, in tal senso, introduce
una riforma dal sapore culturale ancora prima che giuridico. Stavolta a
cambiare volto è l’assegno di mantenimento che dice addio al vecchio ma
soprattutto caro tenore di vita,
vera e propria pietra miliare del nostro sistema giuridico. Che cosa accadrà,
dunque, al coniuge debole che divorzia?
venerdì 26 maggio 2017
LEGITTIMA DIFESA: ORARI DI ESERCIZIO
Lo scorso 4 maggio la
Camera dei Deputati ha approvato il disegno che, se confermato dal Senato,
introdurrà significative modifiche in tema di legittima difesa. La novità
legislativa ha scatenato, per la verità, non poche polemiche e reazioni, anche
umoristiche, per le condizioni e i limiti che dovranno sussistere affinché si
possa parlare appunto di legittima difesa. Il punto che ha scatenato maggiori
critiche è indubbiamente quello che prevede la legittimità a
fronte di intromissione illecita, ma solo in ore notturne, subite all’interno
del proprio domicilio. Se, dunque, l’aggressione verrà
effettuata in ore diurne la vittima non potrà, come dire, che lasciar fare, ad
eccezione però del caso in cui oltre all’introduzione venga posta in essere
violenza alle persone o sulle cose o, ancora, qualora l’introduzione si
concretizzi attraverso minacce o con l’inganno. In questi casi la difesa sarà
considerata legittima anche se esercitata in ore diurne. Ma vediamo bene nel
dettaglio…
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