Avete mai sentito
parlare di sharing economy? È un nuovo modello economico basato sul riuso e
sulla condivisione di beni, servizi o conoscenze, con effetti positivi sia in
termini economici sia in termini di impatto sull’ambiente. Ne sono esempi molto
noti il co-working ed il car-pooling, che consistono rispettivamente nella
condivisione, tra persone appartenenti a diverse realtà lavorative e tra loro
estranee, dell’ambiente di lavoro o di automobili private, allo scopo
principale di ridurre le spese di affitto, organizzazione o trasporto. Ma, da
qualche anno si è fatto largo anche l’home restaurant, cioè l’utilizzo della
propria abitazione privata per svolgere attività di ristorazione. Nato timidamente
come un modo per far fronte alla crisi economica, si è rapidamente diffuso
tanto da richiedere una disciplina normativa, proprio in questi giorni in
discussione in Parlamento. Presto quindi potremo ritrovarci in condominio
ristoranti casalinghi, con odori, rumori ed avventori ad animare i
pianerottoli. Ma il condominio si potrebbe opporre a tutto ciò?
mercoledì 16 novembre 2016
venerdì 11 novembre 2016
LOCALI PUBBLICI: RUMORI NOTTURNI E MOLESTI, IL REATO C’È
Capita spesso, ad alcuni
di noi, di non riuscire a riposare la notte a causa dell’eccessivo rumore
proveniente dai locali pubblici sotto la nostra abitazione o per via dei suoi
frequentatori. Le forze dell’ordine, chiamate per risolvere la situazione, sono
spesso con le mani legate, avendo i gestori delle attività commerciali tutti i
permessi per restare aperti fino a tarda ora. Sembrerebbe che non ci sia alcuna
via di scampo. Ma è realmente così? Il famoso meritato riposo è un’utopia per
chi abita nelle vicinanze di un locale della movida notturna? La Corte di
Cassazione Penale, di recente, ha tuttavia dato una speranza...
lunedì 17 ottobre 2016
SCUOLA: SE MI SBATTI FUORI DALLA CLASSE, MI RISARCISCI
Oggi, si parla tanto di buona scuola, di scuola che
finalmente stimola e dà risalto al merito ed alla preparazione degli
insegnanti, che offre agli studenti progetti formativi sempre più ricchi, che
con l’autonomia scolastica può liberamente gestire le risorse economiche
disponibili, la didattica, la progettualità. Insomma, di una scuola sempre più
svecchiata ed efficace per l’educazione, l’istruzione e la crescita dei
ragazzi, e sempre meno regimentata. Eppure, sono ancora molti, troppi, gli
episodi che vedono insegnanti, di ogni ordine e grado, applicare metodi
educativi inadeguati, talvolta repressivi, forse frutto di vecchi retaggi
culturali ed educativi, che vogliono ancora il maestro con la bacchetta in
mano. Episodi che hanno spinto il Parlamento a vagliare l’opportunità di
installare telecamere e sottoporre a test psicoattitudinali gli insegnanti,
almeno nelle scuole dei più piccini. Ma, al di là di quei comportamenti che
possono rivestire rilevanza penale, l’insegnante può cacciare fuori dalla
classe l’alunno indisciplinato e fastidioso o contravviene a precisi obblighi
impostigli dal suo ruolo?
mercoledì 12 ottobre 2016
CONDOMINIO: RISCALDAMENTO CENTRALIZZATO SÌ O NO?
Si avvicina la stagione
invernale e molti condomìni stanno già facendo i conti con l’accensione degli
impianti di riscaldamento centralizzati, una delle cause più frequenti di
discussione e discordia tra i condòmini, per i costi di esercizio e
manutenzione e per gli orari di accensione, da essi percepiti come imposti
dalla volontà condominiale piuttosto che decisi autonomamente, pur nel rispetto
dei limiti fissati dalla regolamentazione (nazionale e locale). Per tali
motivi, pertanto, non è raro che alcuni condòmini decidano di rinunciare al
riscaldamento centralizzato, distaccandosi dall’impianto termico comune. Ma, a
quali condizioni e con quali limiti è consentito tale distacco? E l’assemblea
condominiale può opporsi o non ha alcuna voce in capitolo?
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