Lo ammetto, posta così, la domanda può sembrare strana e incomprensibile. Eppure è quello che è accaduto qualche giorno fa in un noto ristorante romano, il cui titolare con un cartello affisso alla porta del locale ha vietato l’ingresso ai bambini al di sotto dei 5 anni oltre che ai passeggini e ai seggioloni. Il motivo? La generale maleducazione dei bambini e la mancanza di spazio per ospitare gli ingombranti trasportini. La notizia mi ha molto incuriosita non solo in quanto mamma e, quindi, potenziale persona indirettamente non gradita in locali del genere, ma anche in quanto giurista, chiedendomi se simili divieti siano legittimi. Così, approfondendo l’argomento, mi sono resa conto che questo non è il primo caso, ma che anzi anche in Italia si sta diffondendo la moda nata negli USA dei locali cosiddetti No Kids, cioè ristoranti, hotel, persino pasticcerie, vietati ai bambini al di sotto di una certa età. Una moda che ha diviso l’opinione pubblica, tra chi, ritenendo che i gestori abbiano tutto il diritto di selezionare i loro ospiti, l’ha accolta favorevolmente, e chi, scandalizzandosi per gli effetti tendenzialmente discriminatori, la respinge.
mercoledì 17 febbraio 2016
lunedì 15 febbraio 2016
STREET CONTROL: LA PESCA MIRACOLOSA DELLE MULTE A STRASCICO
Mentre in Parlamento si
sta lavorando per disciplinare l’uso eccessivo degli autovelox, spesso
utilizzati dai Comuni più come mezzo per fare cassa che per garantire la
sicurezza stradale, il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture ha
affermato la legittimità dei verbali elevati con lo Street Control. Un sistema
che, consentendo di elevare fino a sei multe al minuto, è considerato una
macchina sparamulte, proprio come gli odiati autovelox. Si parla, infatti, di
multe a strascico. Ma, come funziona? Mentre l’auto dei vigili cammina, una
telecamera posta sopra riprende le targhe delle auto parcheggiate in divieto
nel raggio di 20 metri. I dati rilevati vengono inviati a un tablet nell’auto
ed analizzati da un vigile, che li trasmette alla centrale. Da qui, i dati sono
incrociati con quelli delle banche dati della Motorizzazione e delle imprese
assicuratrici: in tempo reale, si verifica se la macchina ha violato il Codice
della Strada, non è assicurata, non è revisionata o è stata rubata. In caso di
irregolarità, il vigile col tablet verifica che il verbale sia corretto e fa
partire la procedura fino alla notifica di contestazione.
venerdì 12 febbraio 2016
TELEMARKETING: CALL CENTER INVADENTI ARRIVA IL CODICE ETICO
A quanti di noi è capitato che, dopo una lunga giornata di lavoro, seduti al tavolo e con la forchetta in mano pronti a gustare il primo boccone di una desiderata cena, sentiamo il telefono di casa squillare? Immagino a molti. Così abbassiamo la posata, ci alziamo da tavola e ci dirigiamo verso la postazione del telefono: chissà, magari è qualcosa di importante! E invece no, messa la cornetta vicino all’orecchio la prima cosa che sentiamo sono dei rumori di ufficio di sottofondo che ci fanno subito capire quale sarà il tenore della telefonata. Tra un “Mannaggia a me che ho risposto!” e un “Ma hanno i superpoteri? Perché mi beccano sempre durante la cena?”, decidiamo di essere educati e di rispondere con un semplice “Pronto”. Da lì inizia un flusso di parole difficile da capire ma, soprattutto, da interrompere. Chi con gentilezza, chi con modi un po’ più rudi, si cerca sempre di dire che non si è interessati a nessuna promozione, affare o abbonamento e di terminare nel minor tempo possibile quella telefonata. Una volta messa giù la cornetta, il pensiero di molti di noi è se esistono degli strumenti per tutelarci da queste chiamate aggressive, così da non riceverle più. Ebbene, esistono! Vediamo insieme quali sono…
mercoledì 10 febbraio 2016
GUIDA IN STATO DI EBBREZZA, QUESTIONE DI CENTESIMI
Nella nostra quotidianità, ai centesimi non diamo poi così tanta importanza. Sia che ci troviamo al supermercato sia che prendiamo alcune misure, l’occhio ci cade soprattutto sul numero che si trova prima della virgola. In realtà, anche i centesimi hanno una loro importanza. È quello che sembra dire la Corte di Cassazione penale con sentenza del 5 gennaio 2016. I giudici di legittimità, infatti, hanno ritenuto colpevole del reato di guida in stato di ebbrezza un soggetto che aveva superato il valore soglia, di 0,8 g/l, di ben 0,07 centesimi. Vediamo insieme questa simpatica, non di sicuro per il protagonista, vicenda…
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