mercoledì 25 novembre 2015

CONDOMINIO: PIÙ VANTAGGI FISCALI PER GLI AMMINISTRATORI CONDOMINIALI


In tempi di crisi in molti hanno iniziato a guardare alla professione di amministratore di condominio come valida possibilità offerta dall’attuale e complicato mondo del lavoro. Che oggi, a differenza del passato, si tratti di una vera e propria professione è fuori di ogni dubbio, posto che richiede sempre una maggiore specializzazione e conoscenze trasversali in settori come il diritto, la contabilità, l’economia gestionale e, perché no, anche la psicologia relazionale. Infatti, per svolgere bene questo mestiere risulta necessario, se non fondamentale, saper gestire e risolvere diverse controversie e problematiche che all’interno di un condominio non sono affatto così rare. La riforma del condominio, giustamente a mio avviso, riconoscendo l’importanza e la rilevanza sociale di questa professione, ha stabilito, introducendo l’art. 71 bis delle disposizioni di attuazione del codice civile, una serie di requisiti che qui voglio ricordare…

lunedì 23 novembre 2015

LAVORO: L’USO PERSONALE DI FILE, INTERNET E MAIL AZIENDALI LEGITTIMA IL LICENZIAMENTO?


L’assegnazione di account aziendali ai dipendenti dell’azienda, per lo svolgimento delle mansioni lavorative, è una modalità oramai collaudata. In genere il datore di lavoro regolamenta l’utilizzo della mail e di internet, diramando circolari interne alle quali il dipendente è tenuto ad attenersi nel rispetto, dei principi generali stabiliti dalla legge e dalla contrattazione collettiva. Non è, tuttavia, inusuale che i lavoratori prendano, nel corso del rapporto di lavoro, l’abitudine di usare questi strumenti anche per finalità personali, un po’ per comodità e un pochino, forse, per l’orgoglio di essere identificati con la qualifica professionale loro attribuita. La pratica in questione, d’altra parte, non sempre è gradita al capo il quale può ritenere, a torto o a ragione, che il tempo utilizzato per la scrittura di comunicazioni in uscita o per la lettura di quelle in entrata sia sostanzialmente tempo sottratto all’attività di lavoro mediante l’uso improprio degli strumenti di lavoro. Qualcuno si arrabbia a tal punto da punire il lavoratore con sanzioni pesanti quali per esempio la sospensione della retribuzione per un determinato periodo di tempo. In altri casi si arriva persino al licenziamento richiamando la giusta causa. Ma è legittimo arrivare a tanto? Vediamolo insieme …

venerdì 20 novembre 2015

LEGITTIMA DIFESA NON È UGUALE A “GIUSTIZIA FAI DA TE”


In seguito ai recenti eventi che hanno portato Francesco Sicignano, pensionato di Vaprio d’Adda, al centro della cronaca, si parla sempre più spesso di legittima difesa domiciliare ossia la possibilità di reagire a un’aggressione subita nella propria abitazione senza incorrere nel rischio di una sanzione penale. Molti giornali e programmi televisivi raccolgono il pensiero della collettività in merito a tali fatti e, da ciò, è emerso che la stessa si schiera su due fronti ben distinti. C’è chi, da un lato, ritiene che il proprietario debba essere sempre scusato per le lesioni provocate al ladro. C’è chi, dall’altro, sostiene che solo in casi di eccezionale gravità l’aggredito non debba rispondere delle offese da lui causate, non potendo ammettere in una società civile, alcuna forma di giustizia privata. Da questo netto divario dell’opinione pubblica, possiamo porci una serie di interrogativi per meglio comprendere il tema. Cosa dice la legge? Qual è la posizione che il legislatore ha assunto nel codice penale? E qual è la posizione della giurisprudenza? Cerchiamo di analizzare insieme questi diversi aspetti…

mercoledì 18 novembre 2015

MATRIMONIO: SE OMOSESSUALE, È POSSIBILE LA TRASCRIZIONE DELL’ATTO CELEBRATO ALL’ESTERO?


Nelle fiabe che ci raccontavano sempre i nostri genitori, il protagonista è un bel principe azzurro che, dopo rischiose imprese, salva la principessa dalle grinfie del cattivo di turno, così da poterla sposare e vivere per l’eternità felici e contenti. Siamo sempre stati abituati a interpretare il matrimonio come un negozio fondato su un rapporto sentimentale tra due persone di diverso sesso e questa nostra cultura è stata positivizzata all’interno del d.P.R. 396 del 2000, sulla trascrizione degli atti dello stato civile. A ben vedere all’interno del nostro diritto non vi è nessuna norma che, espressamente, vieti il matrimonio tra persone dello stesso sesso, ma ve ne sono alcune che utilizzano i termini “marito” e “moglie”. Su tali ultime espressioni, si fonda l’orientamento della giurisprudenza italiana che non ammette la celebrazione e il riconoscimento di un matrimonio omosessuale. Questa tesi è, però, molto contrastata da chi ritiene che l’apertura a tale tipo di negozio sia da qualificarsi come necessaria per una più forte tutela dei diritti civili aventi carattere universale. Si tratta di una tematica che coinvolge molteplici aspetti: cerchiamo di capirli insieme…