Da qualche settimana l’attestato di rischio non viene, e non
verrà, più inviato a casa. Si tratta di un nuovo capitolo nell’ambito della R.C.A.,
un mondo dove a mio avviso non è possibile annoiarsi per il continuo
rincorrersi di provvedimenti rivolti a semplificare i rapporti fra imprese e
assicurati, ad allinearci alle normative europee e a cercare soluzioni
all’annoso problema del caro polizza. Già previsto nel 2012 nel pacchetto
liberalizzazioni del Governo Monti con un certo ritardo l’Ivass (Istituto per
la vigilanza delle assicurazioni), nel maggio 2015, ha provveduto ad emanare l’atteso
regolamento attuativo. È stata così disciplinata la materia concernente
l’attestazione di rischio, modalità e tempi di consegna, norme di salvaguardia
per gli assicurati, creazione, funzionamento ed alimentazione della Banca dati.
La nuova procedura rientra tra quelle di semplificazione burocratica e di
digitalizzazione dei documenti, ovvero la nota dematerializzazione. Prima di
verificare cosa è cambiato per gli assicurati ritengo opportuno ricordare il
significato e la necessità di tale documento...
venerdì 25 settembre 2015
mercoledì 23 settembre 2015
NON PAGHI LE BOLLETTE? NIENTE ACQUA!
Una recentissima sentenza del Tribunale di Alessandria mi ha offerto l’occasione per ritornare su un argomento da sempre molto discusso e dibattuto a causa degli aspetti di pubblica utilità che coinvolge: la legittimità della sospensione della fornitura idrica per morosità. Spesso mi sono imbattuta nelle contestazioni di utenti morosi che, anche a fronte della sola “minaccia” di sospensione della fornitura, si appellano alla sua natura di servizio pubblico ed alle implicazioni di carattere igienico-sanitario che ne derivano, per invocare l’illegittimità e quindi l’impraticabilità di questo estremo rimedio. Tali reclami, uniti anche alla natura monopolistica del servizio idrico e spesso alle forti pressioni di comitati ed associazioni di consumatori, hanno fatto sì che per diverso tempo il settore idrico in generale si sia inibito a procedere con le sospensioni, con il risultato di “guadagnare” ai gestori una morosità consolidata difficilmente recuperabile, spesso con pesanti ripercussioni finanziarie...
lunedì 21 settembre 2015
ASSICURAZIONE: SCOMPARE IL TAGLIANDO DAL PARABREZZA. COSA CAMBIA PER L’AUTOMOBILISTA?
A partire dal 18 ottobre 2015 non sarà più obbligatorio
esporre il tagliando dell’assicurazione sul parabrezza. Il provvedimento attua
con ritardo quanto già previsto dalla Legge n. 27 del 2012 in materia di
liberalizzazioni e s'innesta in quel processo di dematerializzazione (trasformazione
del cartaceo in digitale) dei documenti assicurativi il cui fine primario è una
maggiore snellezza burocratica. Fra pochi giorni vedremo, dunque, le auto sfrecciare
senza più alcun documento esposto sul parabrezza o altri segni distintivi: il
bollo è infatti già scomparso da anni mentre la targa del veicolo è diventata anonima
non riportando più la provincia di appartenenza. Il gesto abitudinario di
sostituire periodicamente il tagliandino color giallo, gesto che ha interessato
più generazioni di automobilisti, verrà dunque archiviato per sempre! Prima di
verificare come il contrassegno cartaceo verrà sostituito e quali novità tutto
ciò comporterà per gli utenti della strada, ritengo opportuno spiegare quali
siano i problemi che l’uso dello stesso ha creato ad assicurati e
assicurazioni.
venerdì 18 settembre 2015
BARATTO AMMINISTRATIVO: NON SOLO UN AIUTO PER PAGARE LE TASSE
Qualche settimana fa, guardando il notiziario in televisione, ho sentito parlare per la prima volta del baratto amministrativo. Si trattava dell’iniziativa lodevole adottata da un piccolo Comune del novarese che, per far fronte alla difficoltà dei propri cittadini a pagare i tributi locali, li impiegava in lavori socialmente utili per la comunità locale, in cambio del pagamento di quelle tasse, che questi non erano in grado di onorare. Incuriosita dalla notizia, ho deciso di capire meglio cosa fosse questo baratto amministrativo, come funzionasse e quali fossero realmente i benefici per i cittadini, che, utilizzati in lavori di manutenzione e pulizia di beni pubblici, mi sembravano esposti quasi ad una gogna, ad un pubblico riconoscimento della loro condizione di debitore, con il rischio di una scarsa risposta all’iniziativa comunale. Ciò ancor più nelle piccole realtà dove tutti si conoscono e la reputazione personale è un valore fondamentale. Così, approfondendo l’argomento, sono venuta a sapere che …
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