Non sono infrequenti,
anzi. Tanto che l’AGCM, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ha
sanzionato con multe salatissime importanti società energetiche per aver
utilizzato procedure di contrattualizzazione in violazione delle norme a tutela
dei consumatori, limitandoli, se non addirittura aggirandoli, nella libertà di
scelta. È lo scotto da pagare per la liberalizzazione del mercato energetico, come già per quello telefonico. Infatti se, da un lato, la sua
liberalizzazione ha portato l’indubbio beneficio di eliminare condizioni di
monopolio, creare concorrenza e dare ai consumatori la possibilità di scegliere
un diverso e più conveniente gestore, dall’altro, ha determinato anche effetti
negativi, quali il cosiddetto “turismo energetico” (non si pagano le bollette
e, prima che sia sospeso il servizio, si cambia fornitore) nonchè pratiche
commerciali molto aggressive, al limite della molestia e, in taluni casi,
addirittura ingannevoli e scorrette. È questo il caso delle cosiddette
forniture non richieste, ossia contratti non voluti o a cui si è
inconsapevolmente aderito. Come può accadere e cosa può fare in questi casi il
consumatore?
mercoledì 7 settembre 2016
venerdì 2 settembre 2016
SOVRAINDEBITAMENTO: OSSIGENO PER I DEBITORI
Uniformandosi ad altri Paesi europei, il legislatore italiano ha
introdotto nel nostro ordinamento la possibilità di composizione della crisi da
sovraindebitamento. In questo modo viene data una chance alle persone che si
trovano in una situazione finanziaria precaria, e a tutti i soggetti non
inclusi nella Legge Fallimentare, di ristrutturare e ripianare i propri debiti in
modo da evitare il dissesto finanziario ed azioni esecutive da parte dei
creditori. In questo post vedremo chi può accedere alle tre procedure previste
dalla legge e quali requisiti deve possedere il soggetto sovraindebitato per
fruire di tale possibilità …
mercoledì 31 agosto 2016
LAVORO: INVESTIGATORI PRIVATI SULLE TRACCE DEI FURBETTI?
La cronaca di questi ultimi tempi ci ha raccontato spesso di
lavoratori fannulloni, infedeli ed assenteisti, che, ora fingendosi malati, ora
abusando dei permessi previsti dalla legge, ora assentandosi
ingiustificatamente dal luogo di lavoro, violano gli obblighi di diligenza e di
fedeltà sanciti dagli articoli del codice civile, arrecando anche un danno,
economico e di immagine, al datore di lavoro. Sebbene gli episodi più eclatanti
riguardino dipendenti pubblici, non è immune a tale fenomeno anche il settore
privato, dove infatti gli imprenditori sempre più spesso ricorrono ad
investigatori privati, per far pedinare i dipendenti sospettati di tali
comportamenti ed accertarne la violazione degli obblighi. Ma, è legittima una
tale forma di controllo o costituisce una lesione della privacy, una violazione
dei principi sanciti dallo Statuto dei lavoratori? Vediamo cosa stabilisce una
recentissima sentenza della Corte di Cassazione…
mercoledì 3 agosto 2016
ANIMALI DOMESTICI: SE FIDO SOFFRE, IL GIUDICE CONDANNA
Le
tanto agognate vacanze stanno arrivando per molti di noi; per altri sono già
terminate. Sole, mare o montagna, divertimento e relax sono ciò che accomunano
questi ultimi caldi mesi. Eppure
c’è un altro elemento che, da qualche anno, purtroppo, sembra essere una
costante del periodo estivo: l’abbandono dei nostri amici animali. Avere animali domestici comporta una serie di responsabilità, non mi riferisco solo
al dovergli dare da mangiare o al doverlo portare fuori la mattina presto. Anche
gli animali hanno una loro dignità e sensibilità e, pertanto, comportamenti
tali da provocargli sofferenze sono penalmente rilevanti. È ciò che ha ribadito
recentemente una pronuncia del Tribunale di Campobasso. Esaminiamo, allora,
insieme questa bella sentenza…
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