Nei precedenti post ho spiegato cosa debba intendersi con l’espressione lavori straordinari, distinguendo tra quelli definiti straordinari tout court e quelli invece considerati di notevole entità. Nel fare, poi, un breve excursus sulle fasi salienti dell’appalto, ho cercato di approfondire un momento essenziale del contratto ovvero l’accettazione dell’opera eseguita. Oggi mi ripropongo, invece, di fornire alcune utili informazioni sui rimedi offerti dalla legge nell’ipotesi in cui, dopo l’ultimazione dei lavori straordinari, le cose non vanno come ci si auspica, affrontando, quindi, il tema delle garanzie. Infatti, tra le molteplici cause che danno origine a vertenze e controversie che coinvolgono il condominio una sicuramente la fa da padrona e riguarda il contenzioso generato dalla difformità del lavoro svolto, rispetto a quanto richiesto, o dai vizi (ovvero difetti) che l’opera appaltata spesso presenta. La disciplina relativa alle garanzie prestate dall’ordinamento è contenuta negli articoli 1667 e 1669 del codice civile e, benché in apparenza il tenore letterale di queste norme sia chiaro, la loro esatta applicazione ai casi concreti ha reso necessaria una produzione copiosa di pronunce giurisprudenziali interpretative finalizzate a chiarire limiti ed estensioni delle garanzie medesime. Vediamole...
lunedì 16 febbraio 2015
venerdì 13 febbraio 2015
MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA: LA VIOLENZA CONSUMATA DAVANTI AI FIGLI VALE DOPPIO
Il tema della violenza perpetrata nei confronti delle donne e in particolare di quella consumata all’interno delle pareti domestiche è sempre stato al centro della nostra attenzione, specie quando vengono coinvolti dei minori, purtroppo vittime innocenti della follia brutale che si scatena in queste bieche situazioni. A tale proposito, merita sicuramente di essere approfondita una recentissima sentenza della Suprema Corte che ha stabilito un principio molto importante, vale a dire che i maltrattamenti posti in essere da un genitore in danno all’altro, laddove abituali, integrano anche il reato di maltrattamenti nei confronti dei figli che assistono alla violenza medesima. La questione è interessante e costituisce un precedente indubbiamente importante a tutela dei soggetti più vulnerabili e fragili coinvolti nelle situazioni di crisi familiare. Vediamo ora il perché …
mercoledì 11 febbraio 2015
PHISHING: SE L'HACKER SVUOTA IL CONTO LA BANCA RIMBORSA?
Con il passare degli anni l’utilizzo dei servizi bancari online è aumentato a dismisura: sempre di più, infatti, i clienti effettuano operazioni bancarie da casa o dall’ufficio, mediante una connessione ad internet. Comodo, questo è vero: è indubbio il risparmio di tempo e anche di denaro per il cliente, visto che queste operazioni hanno in genere costi nettamente inferiori rispetto a quelle effettuate direttamente allo sportello. Comodo ma anche rischioso: sono numerosi, per l’appunto, gli utenti del servizio di home banking che si sono visti defraudare delle somme depositate sul conto ad opera di hackers che hanno adoperato tecniche di phishing, al fine di carpire informazioni personali e dati finanziari per compiere il reato. La domanda che dobbiamo allora porci è la seguente: può la banca essere chiamata a rimborsare il correntista quando questo è stato vittima dei “pirati informatici”? Per rispondere a questa domanda, prendiamo spunto da una vicenda esaminata dal Tribunale di Milano…
lunedì 9 febbraio 2015
SEPARAZIONE: SE L’EX SPARISCE PUÒ ESSERE DISPOSTO L’AFFIDO SUPER ESCLUSIVO
Accade più spesso di quanto non si creda, lei lo lascia e lui non si rassegna e allora per ripicca dice: “sai che c’è? I figli, d’ora in poi, sono affare tuo e non voglio più saperne nulla, pagherò quel tanto che basta, se potrò e se vorrò, ma per il resto dovrai arrangiarti da sola”. Oppure, lui si invaghisce della giovane segretaria o collega di lavoro e perde la testa: “cara mia me ne vado, la vita mi offre un’altra possibilità e quindi non voglio più saperne né di te né del pargolo”. Potrei raccontarne molte altre, ma ciò che risulta importante sottolineare è la circostanza per la quale in queste situazioni, prima o poi, bisogna affrontare alcune decisioni, nell’interesse della prole, a cui, secondo quanto stabilisce la prassi ed il nostro ordinamento giuridico, occorre partecipare congiuntamente in virtù della responsabilità genitoriale. Mi riferisco alle scelte che riguardano per esempio la salute, la confessione religiosa, l’istruzione o anche il cambio della residenza abituale. In tutti questi casi la Legge prevede che i genitori debbano essere congiuntamente presenti, così come in tutte le decisioni di maggior interesse per i figli. Ma se l’altro sparisce e, di fatto, rende difficile o addirittura impossibile l’assunzione di tali decisioni, che fare?
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