lunedì 2 marzo 2015

OMICIDIO MELANIA REA, ECCO PERCHÉ LE TRENTACINQUE COLTELLATE DI PAROLISI NON SIGNIFICANO CRUDELTÀ


Il delitto di Melania Rea, come tanti altri tristemente noti e balzati agli onori della cronaca nera, fa discutere e accende gli animi. Questa volta, tuttavia, non si tratta di querelle tra colpevolisti e innocentisti, come spesso accade, ma di vero e proprio dissenso popolare. La decisione assunta dai giudici della Suprema Corte che ha parzialmente accolto il ricorso presentato dagli avvocati del marito uxoricida per ottenere la dichiarazione di illegittimità della sentenza emessa in grado di appello, per falsa ed erronea applicazione delle norme di legge, con riguardo, in particolare, all’aggravante della crudeltà, ritenuta, ad avviso di questi ultimi, insussistente, non pare affatto condivisa dall’opinione pubblica. L’accoglimento, da parte dei giudici, di tale motivo di impugnativa ha fatto, così, decisamente scalpore ed ha scatenato lo sdegno generale poiché non si comprende come sia possibile non considerare crudele ed efferata l’uccisione di un altro essere umano per il tramite di numerose coltellate, nella specie trentacinque. Perché, dunque, giuridicamente parlando, si è giunti a tale decisione? Il concetto di crudeltà da un punto di vista giuridico è diverso da quello comunemente accolto e condiviso? Cerchiamo allora di capire meglio… 

giovedì 26 febbraio 2015

CONDOMINIO: IL SESSO RUMOROSO DISTURBA I VICINI?


Nella mia esperienza di amministratore di condominio, devo confessare, ne ho viste e sentite di tutti i colori ma difficilmente mi sarei immaginato ciò che mi è accaduto quasi due mesi fa. È squillato il telefono, ho alzato la cornetta e dall’altro capo del ricevitore mi ha investito la voce alterata di un condomino che, con toni tra l’esasperato e il supplichevole, mi esortava ad “intervenire subito” altrimenti, riferiva concitato, non garantiva “come sarebbe andata a finire”. Ci ho messo quasi un paio di minuti a calmare l’esagitato proprietario e a capire cosa volesse da me, anche perché costui non si decideva a venire al punto. Quando lo ha fatto confesso che ho faticato a mantenermi serio per ripetere con convinzione al mio interlocutore che capivo la situazione. In realtà affrontare la questione, piuttosto imbarazzante, mi ha creato non pochi problemi…

lunedì 23 febbraio 2015

SINISTRI STRADALI: RISARCIMENTO DANNI AL TRASPORTATO, I CASI PARTICOLARI


Qualche giorno fa, con riguardo alla materia dei sinistri stradali ho introdotto il tema del risarcimento dei danni che spettano ai trasportati tralasciando, tuttavia, ritengo utile affrontare la trattazione di casi particolari in cui talvolta persino gli addetti ai lavori hanno difficoltà a districarsi. La casistica è piuttosto ampia: si pensi ad esempio a cosa fare e a chi rivolgere le richieste quando il responsabile dell’incidente scappa e resta ignoto. Che succede invece se il veicolo antagonista, rispetto a quello su cui il danneggiato viaggia in qualità di trasportato, oltre ad essere responsabile dell’incidente è compendio di furto o non è assicurato? Le norme contenute nell’art. 141 del codice delle assicurazioni private si applicano solo all’ipotesi di scontro tra veicoli oppure anche quando il conducente del veicolo, a bordo del quale si trova il trasportato, perde il controllo del mezzo e fuoriesce dalla strada procurando lesioni a tutti gli occupanti? Vediamo allora di completare l’analisi delle norme di legge e rispondere a questi e altri quesiti… 

giovedì 19 febbraio 2015

SINISTRI STRADALI: IL TRASPORTATO HA SEMPRE DIRITTO AL RISARCIMENTO DANNI?


Il tema del diritto al risarcimento per coloro che, trasportati su un veicolo, subiscano lesioni più o meno gravi o danni alle cose a causa del verificarsi di un sinistro stradale può sembrare semplice da affrontare. In realtà sono diversi gli aspetti ed i casi che nella pratica si verificano e che, volta a volta, necessitano di trattazione particolare. Tra gli argomenti che indubbiamente meritano approfondimento vi è per esempio la questione relativa alle norme di legge cui far riferimento per l’individuazione della tutela più appropriata. Non solo: cosa accade se la persona trasportata sull’autovettura o sul ciclomotore contribuisce a procurarsi i danni che lamenta? E se i danni sono di entità tale da superare il massimale cui la legge fa riferimento? Qualora, poi, il povero trasportato perdesse la vita o subisse lesioni gravissime a seguito dell’incidente stradale, in che modo otterrebbero tutela i prossimi congiunti? Le norme di legge cui far riferimento sarebbero le medesime? Cosa accade, infine, se il responsabile del sinistro rimane ignoto o se la circolazione del veicolo, sul quale il soggetto in questione era trasportato, avviene contro la volontà del proprietario? Ognuno di questi temi richiederebbe un esame approfondito e molta pazienza da parte del lettore. Vediamo, allora, di fornire delle indicazioni sintetiche per affrontare in termini pratici tali questioni, magari a più riprese …