Con il
sistema della patente a punti sono state inserite nel Codice della Strada
ulteriori e diverse sanzioni per i guidatori. Capita spesso che il proprietario
dia in prestito la propria vettura a parenti o amici, non è detto quindi che
titolare e conducente siano la stessa persona. E se a commettere l’infrazione è
chi guida? Tra le sanzioni infatti troviamo quella secondo la quale colui che
viene contravvenzionato per non aver rispettato determinati limiti di velocità,
oltre a ricevere una multa con decurtazione dei punti dovrà, altresì,
comunicare i dati di chi era alla guida al momento dell’infrazione. Ma che tipo
di sanzione è? Autonoma rispetto a quella per eccesso di velocità oppure connessa
e collegata ad essa? Le conseguenze, nell’uno o nell’altro caso, sono molto
diverse e rilevanti. Vediamole insieme…
Visualizzazione post con etichetta LIMITI DI VELOCITA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta LIMITI DI VELOCITA. Mostra tutti i post
martedì 6 dicembre 2016
mercoledì 21 ottobre 2015
CIRCOLAZIONE STRADALE: TUTTI CONTRO L’AUTOVELOX E LA CORTE COSTITUZIONALE INTERVIENE
Sono stati concepiti per garantire la sicurezza sulle strade,
rappresentando un deterrente all’eccessiva velocità nei tratti più pericolosi,
ed hanno effettivamente determinato una sensibile diminuzione degli incidenti
mortali. Eppure, gli apparecchi elettronici di misura della velocità, meglio
conosciuti come Autovelox, Tutor, Vergilius, non godono certo delle simpatie e
della riconoscenza degli automobilisti, che spesso li considerano solo un altro
sistema della Pubblica Amministrazione per recuperare soldi dai cittadini,
oltre che un impedimento ad una guida che in alcuni tratti di strada potrebbe
essere più frizzante e spregiudicata. Perciò, sin dalla loro introduzione questi sistemi sono stati sempre oggetto delle insofferenze di
cittadini ed associazioni di consumatori, che ora ne hanno contestato la
funzionalità ora vi hanno colto violazioni della riservatezza degli
automobilisti, e chi più ne ha più ne metta. In rete si trovano addirittura prontuari
per fare ricorsi di ogni genere contro le contravvenzioni al Codice della
Strada rilevate con l’ausilio di queste strumentazioni.
lunedì 22 giugno 2015
AUTOVELOX: SENZA REVISIONE IL VERBALE È NULLO
Sensazionale e clamoroso colpo di scure da parte del Giudice delle Leggi. Qualche giorno fa la Corte Costituzionale ha, infatti, dichiarato l’illegittimità del tanto criticato art. 45, comma 6, del codice della strada il quale, nella sua infelice dizione, si limitava a disporre la necessità di omologa (ovvero approvazione del modello di un determinato strumento) degli apparecchi destinati a rilevare la velocità degli utenti della strada senza, tuttavia, dire nulla con riguardo all’obbligatorietà di controlli periodici e tarature da effettuare su tutti i singoli apparecchi in uso alle pubbliche amministrazioni. Nel silenzio della norma, dunque, si era creato l’irragionevole orientamento, confermato anche dalla Corte di Cassazione e stroncato talvolta da qualche coraggiosa perla di saggezza, in base al quale non avendo il legislatore previsto nulla in ordine ai controlli periodici degli apparecchi, fissi o mobili, le infrazioni per la velocità rilevate dagli stessi erano da ritenere perfettamente valide, anche se lo strumento era vecchio, non tarato e, quindi, verosimilmente produttivo di rilievi erronei. Sul presupposto di tale orientamento coloro che avessero voluto impugnare la contravvenzione elevata per eccesso di velocità a fronte della rilevazione da parte di uno di questi apparecchi, avrebbero dovuto provare (non si sa come) che lo stesso, per la sua vetustà, non era perfettamente funzionante. Insomma l’ennesimo irragionevole e ingiustificato regalino alla pubblica amministrazione, ora finalmente stroncato dalla pennellata che ha letteralmente cancellato la norma in questione. Ma nella pratica cosa comporta e comporterà questa coraggiosa e tanto attesa decisione?
Iscriviti a:
Post (Atom)


