Stipulare un contratto assicurativo per la Responsabilità Civile Auto è circostanza che molti di noi prima o poi affrontano. Conoscere e capire per saper valutare ciò che ci garantisce al meglio è, invece, un fatto riservato a pochi. Spesso è la fretta o, più frequentemente, specie di questi tempi, la necessità di limare più possibile il premio assicurativo, accade quindi che molti di noi sottoscrivano dei contratti senza comprendere il reale significato delle condizioni che hanno accettato. Capita, allora, drammaticamente che ci si accorga della portata e dei limiti di ciò che si è scelto proprio nel momento in cui si verifica il sinistro. In merito ai veicoli, come tutti sanno, vige l’obbligo di assicurazione per i danni che possono essere cagionati alle persone e alle cose altrui dalla circolazione. Oltre alla garanzia per la responsabilità civile è possibile, tra l’altro, estendere il contratto ad altre garanzie accessorie facoltative. È così possibile garantirci dal rischio di furto o di incendio del veicolo o da altri eventi (atti vandalici, rottura dei cristalli, traino del veicolo in caso di guasto meccanico etc.) che potrebbero comportare, un danno economico ingente e difficilmente sopportabile. Tra questi l’evento furto è indubbiamente uno dei rischi più temuti che si cerca di garantire per non patire perdite economiche ingenti. Non tutti sanno, però, che i criteri indennitari e quindi, l’ammontare del risarcimento cambia a seconda delle scelte operate, più o meno consapevolmente…
mercoledì 8 aprile 2015
sabato 4 aprile 2015
SERVIZI SOCIALI: INCONTRI PROTETTI CHE NON HANNO PROTETTO NESSUNO
Nei giorni scorsi, alcuni quotidiani di informazione hanno pubblicato una notizia che mi ha lasciata sgomenta. Non riuscivo a credere a ciò che leggevo e, quindi, ho cercato di approfondire e acquisire maggiori dettagli per tentare di comprendere i criteri giuridici sulla base dei quali i giudici, di merito e di legittimità, sono giunti ad una conferma di assoluzione per tutti i soggetti coinvolti. Stranamente, peraltro, ho riscontrato che le decisioni in parola non erano disponibili né sulle banche dati più conosciute né, come spesso accade, sul web. In effetti, il caso in questione non ha avuto grande risonanza mediatica ed anzi, ad eccezione di qualche testata giornalistica e personaggio famoso (Dario Fo) che ha abbracciato la causa della vittima, una madre disperata che ha perso un bimbo di otto anni, assassinato dal padre notoriamente violento, ho avuto la sensazione che non vi fosse interesse a coltivare la diffusione dei contenuti legati a questa notizia. Il tema attorno a cui ruota questa terribile vicenda è la denuncia di condotte violente perpetrate dall’ex compagno nei confronti di una donna (violenza di genere, all’interno delle mura domestiche) e, di riflesso, quella assistita indirettamente, dal figlioletto di entrambi. Durante uno degli incontri protetti tra il padre ed il bimbo, organizzati dal servizio sociale, operativo presso il comune di San Donato, paesino dell’hinterland milanese, il padre ha ucciso il piccolo, di appena otto anni, sparandogli un colpo d’arma da fuoco e sferrandogli ben trenta coltellate. Immagino che, com’è stato per me, vi starete chiedendo come sia potuto accadere tutto ciò in un ambito che, per definizione, doveva essere “protetto” …
martedì 31 marzo 2015
SEPARAZIONE: SE L’EX CONIUGE MUORE, IL SUPERSTITE EREDITA?
La materia delle successioni ereditarie è piuttosto complessa e, quindi, non è mai semplice né da affrontare né, tanto meno, da spiegare. Le regole contenute nel codice civile sono, infatti, molteplici e tutte di difficile comprensione. Un aspetto che spesso resta nell’ombra, ma che attualmente riveste notevole importanza considerato l’aumento esponenziale registrato negli ultimi anni di separazioni e divorzi, è ravvisabile nell’ipotesi in cui si apra la successione ereditaria, in ragione della morte di uno dei coniugi, nell’intervallo di tempo che intercorre proprio tra la sentenza di separazione e quella di divorzio. Può sembrare un aspetto da poco, ma le conseguenze giuridiche di tale situazione sono tutt’altro che banali, soprattutto se il coniuge defunto aveva intrapreso una nuova relazione sentimentale, magari con l’intenzione di contrarre matrimonio non appena fosse stato possibile. Vorrei, quindi, dedicare qualche riflessione su questo particolare aspetto delle successioni ereditarie...
venerdì 27 marzo 2015
GIÙ LE MANI DAL CELLULARE, LA PROVA DEL TRADIMENTO NON È “FAI DA TE”
Sottrarre in modo violento il telefonino a mogli mariti o fidanzati per acquisire la prova del loro tradimento, attraverso gli sms inviati all’amante, costituisce condotta contraria alla legge che i giudici possono configurare come rapina. Questo è quanto hanno deciso qualche giorno fa i giudici della Suprema Corte penale che hanno confermato la legittimità dei provvedimenti di condanna, assunti dai giudici del merito, nei confronti di un giovane barlettano il quale si era introdotto nell’appartamento della fidanzata e, strattonandola, le aveva sottratto il cellulare. Il giovane si era giustificato evidenziando alle autorità che il suo gesto non era finalizzato all’appropriazione del telefonino tout court ma solo a trattenerlo il tempo necessario a mostrare all’ex suocero il contenuto degli sms amorosi rivolti al nuovo partner. Insomma un giovane uomo tradito che mirava semplicemente a far sapere al padre della ex che la figliola non era esattamente una santarellina. Eppure, i giudici hanno ritenuto che tale condotta fosse illegittima e violasse addirittura alcuni principi di rango costituzionale. Vediamo perché …
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