venerdì 20 novembre 2015

LEGITTIMA DIFESA NON È UGUALE A “GIUSTIZIA FAI DA TE”


In seguito ai recenti eventi che hanno portato Francesco Sicignano, pensionato di Vaprio d’Adda, al centro della cronaca, si parla sempre più spesso di legittima difesa domiciliare ossia la possibilità di reagire a un’aggressione subita nella propria abitazione senza incorrere nel rischio di una sanzione penale. Molti giornali e programmi televisivi raccolgono il pensiero della collettività in merito a tali fatti e, da ciò, è emerso che la stessa si schiera su due fronti ben distinti. C’è chi, da un lato, ritiene che il proprietario debba essere sempre scusato per le lesioni provocate al ladro. C’è chi, dall’altro, sostiene che solo in casi di eccezionale gravità l’aggredito non debba rispondere delle offese da lui causate, non potendo ammettere in una società civile, alcuna forma di giustizia privata. Da questo netto divario dell’opinione pubblica, possiamo porci una serie di interrogativi per meglio comprendere il tema. Cosa dice la legge? Qual è la posizione che il legislatore ha assunto nel codice penale? E qual è la posizione della giurisprudenza? Cerchiamo di analizzare insieme questi diversi aspetti…