lunedì 3 settembre 2018

STUPRO: C’È, ANCHE SE LA VITTIMA SI ERA VOLONTARIAMENTE UBRIACATA


Qualche settimana fa, ancora la notizia di uno stupro in danno di una donna, una manager francese di circa trentatre anni, turista in Italia a Capri, che ha riferito alle autorità di essere stata violentata dopo essere stata drogata, a sua insaputa, da un coetaneo americano, anch’esso turista. Pochi giorni dopo, un’altra denuncia per violenza sessuale su una quindicenne da parte di un ventiduenne, straniero, che aveva chiesto asilo nel nostro paese. Anche in questo caso la vittima non è stata in grado di reagire a causa dell’abuso di sostanze alcoliche. Notizie analoghe si susseguono e riportano alla mente l’ultima eclatante sentenza della Suprema Corte che tanto scalpore e clamore mediatico ha destato. Una decisione che ha scatenato polemiche e critiche e che è stata tacciata di non essere sufficientemente tutelante nei riguardi delle vittime, anacronistica e addirittura sprezzante dell’evoluzione giurisprudenziale e legislativa relativa al tema dello stupro. Raramente, a mio avviso, e non solo mio fortunatamente, critiche a una decisione sono state tanto ingiustificate e gratuite. Mi permetto, quindi, nonostante sia passata qualche settimana, di tornare sull’argomento. Se non altro per le drammatiche notizie che continuano a ripetersi…

giovedì 21 giugno 2018

SALUTE: L’INVIOLABILE DIRITTO DI MORIRE



Il 6 aprile scorso il dottor Giovanni Spinnato, medico primario, è stato condannato a un mese di reclusione per violenza privata dal giudice monocratico del Tribunale di Termini Imerese, per aver praticato un trattamento sanitario contro l’espressa volontà di una paziente. Il deposito delle motivazioni della recente sentenza, che aveva anche disposto una provvisionale risarcitoria di diecimila euro, oltre al rimborso delle spese di lite pari a cinquemila euro, ha riportato il caso all’attenzione della cronaca giudiziaria e riaperto il dibattito sulla questione del diritto all’autodeterminazione dell’individuo. Diritto, garantito dal nostro ordinamento giuridico e da principi sovranazionali e che consiste nella facoltà di ognuno di rifiutare la prestazione sanitaria, sia essa diagnostica, terapeutica e salva vita o di revocare il consenso già prestato. Ma come si concilia questo inviolabile diritto con il dovere del medico di salvare la vita di un ammalato quando questa è in pericolo? Una riflessione pare doverosa…

mercoledì 11 aprile 2018

SEPARAZIONE: SE L’EX PERCEPISCE IL TFR?



Ecco quanto ci scrive Laura: “Ventisei anni di matrimonio dedicati alla famiglia, ho 58 anni, appena sposata ho rinunciato alla mia attività lavorativa di impiegata per dedicarmi a casa e figli, forse un giorno avrò diritto alla pensione sociale e da separata il mio “ex” mi passa un mantenimento di 500 euro mensili. Ho diritto ad avere una quota della sua liquidazione di fine rapporto lavorativo, da lui percepita mentre ci stavamo separando?” I temi sono dunque i seguenti: Cosa accade se uno dei due coniugi percepisce il TFR durante il periodo di separazione? Il, non ancora, ex coniuge ha diritto ad una parte di tale somma? I quesiti sono interessanti e piuttosto frequenti. Vediamo di dare risposta …

lunedì 19 febbraio 2018

BANCA: CONTO CORRENTE COINTESTATO, PRASSI DIFFUSA E DUBBI DA CHIARIRE



Solitamente ogni conto corrente ha un solo intestatario il quale ha la disponibilità dell’intera somma depositata dall’apertura del conto stesso alla sua estinzione. Tuttavia, una pratica assai comune è quella di avere un conto corrente cointestato, che può essere a firma congiunta (per ogni operazione è necessaria la firma di tutti i cointestatari) oppure disgiunta (ogni titolare può disporre liberamente delle somme depositate). Svariati i motivi della scelta: il marito con la moglie per garantire i necessari e frequenti prelievi per tutto quello che riguarda le spese domestiche, allo stesso modo l’anziano, ormai non più autosufficiente, con una badante convivente, oppure la zia con il nipote per anticipare un lascito successorio. Al di là delle ragioni e della comodità di gestione, la cointestazione dà però luogo a qualche dubbio. Si tratta solo di un atto formale oppure può essere considerata una donazione a tutti gli effetti? Sul tema, di recente, si è espressa la Corte di Cassazione chiarendo con maggior precisione quali siano i confini, gli effetti legali e le conseguenze di questa scelta. Guardiamo quali…